IL CASO.
Truffa del "conto sicuro", 28.500 euro sottratti con un falso allarme bancario: due persone residenti nel capoluogo ciociaro a processo.
La tecnica ormai consolidata  sempre la stessa: un sms fraudolento, la telefonata di presunti operatori antifrode e poi la richiesta di trasferire con urgenza il denaro su un conto ritenuto "sicuro". E' questa, secondo la ricostruzione effettuata dalla procura la dinamica della truffa da 28.500 euro ai danni di un uomo di 71 anni originario di Catania ma residente a Brescia.
Una truffa architettata con dovizia di particolari per la quale la vittima non ha sospettato nemmeno per un istante di trovarsi di fronte ad una coppia di imbroglioni.
Invece sempre secondo quanto emerso dalle indagini, la coppia dopo aver studiato a tavolino ogni parola che avrebbe dovuto pronunciare  riuscita a mettere a segno un colpo da quasi trentamila euro.
Per la vicenda sono stati citati a giudizio M. M.di 56 anni residente a Frosinone e C. G. S. anche lei residente nel capoluogo ciociaro.
L'udienza di comparizione predibattimentale  fissata per il 21 gennaio 2027 davanti al Tribunale di Frosinone, in composizione monocratica.
Secondo l'accusa, il 22 novembre 2024 il bresciano sarebbe stato raggiunto da un messaggio sms fraudolento e, successivamente, da soggetti che si sarebbero presentati falsamente come operatori antifrode di un istituto di credito e appartenenti all'Arma dei carabinieri.
LE OPERAZIONI.
Il falso allarme riguardava presunte operazioni illecite in corso sul suo conto corrente.
Convinto della necessit di mettere al sicuro i propri risparmi e indotto ad agire con urgenza, la persona offesa avrebbe quindi effettuato un bonifico istantaneo di 28.500 euro su un conto corrente intestato al 56enne.
E' proprio il ruolo del titolare del conto a essere contestato nel capo A dell'imputazione.
Il frusinate  accusato di concorso in truffa, in quanto, secondo la Procura, avrebbe ricevuto la somma e contribuito alla sua successiva movimentazione verso altri conti, partecipando consapevolmente all'azione fraudolenta.
Una parte consistente del denaro, pari a 17.300 euro, sarebbe stata successivamente trasferita attraverso quattro bonifici su un secondo conto corrente, intestato alla donna.
A quest'ultima viene contestato il reato di ricettazione.
Il 56 enne frusinate  rappresentato dall'avvocato Antonio.
Spetter al legale difensore dimostrare l'infondatezza delle accuse mosse nei confronti del suo assistito.
Di rimando la vittima che si  rivolta al suo legale di fiducia pretende la restituzione di tutto il denaro.
Marina Mingarelli.
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