SERIE C.
PESCARA Una rosa pi forte ed omogenea, anche se ovviamente non perfetta.
Il Pescara che  uscito da una lunga, estenuante e turbolenta sessione di mercato estivo e che  stato consegnato a mister Antonio Busc per provare a recitare un ruolo di assoluto protagonista nel difficilissimo girone B di Lega Pro  una squadra che, almeno dalla cintola in su, sembra avere il potenziale giusto per competere con le compagini del raggruppamento pi accreditate al salto di categoria diretto, ovvero il prossimo avversario Ravenna e le altre due fresche retrocesse Spezia e Reggiana.
Poi,  noto, ogni stagione ha la sua squadra-sorpresa e anche quest'anno non ci sar eccezione, palesando ben presto l'underdog dal quale guardarsi le spalle.
L'ANALISI.
Il Delfino negli ultimi due giorni di mercato ha sistemato la maggioranza delle lacune che un precampionato allarmante e le prime tre gare ufficiali dell'annata agonistica (l'uscita in Coppa Italia con tanto di eliminazione da parte della Sambenedettese e le due partite di campionato con Vis Pesaro e Forl) hanno evidenziato, anche se a ben vedere nel reparto difensivo - quello che probabilmente pi necessitava di un ritocco importante -  arrivato solo un elemento di grande prospettiva ma che, essendo a digiuno di presenze tra i professionisti, rappresenta una vera ed autentica scommessa.
Federico Nardin nel settore giovanile della Roma e a livello di rappresentative nazionali baby ha fatto benissimo, ma in una retroguardia che ha come storico tallone d'Achille le palle inattive, che subisce gol con una facilit disarmante e che  sempre troppo spesso passiva, forse serviva un elemento di maggiore esperienza, meglio ancora se di piede mancino e non destro come il giovane romano, tanto pi che si dovr certamente convivere con i perenni acciacchi di Pellacani (ora squalificato per 3 giornate dopo la grossa ingenuit di Forl), Letizia ed Altare.
Star a mister Busc trovare le alchimie tattiche giuste per blindare una difesa che finora, perfetta gemella nel male di quella dello scorso anno, ha fatto acqua da tutte le parti (la gara con una Vis Pesaro, spuntata, rimaneggiata e giovanissima fa poco testo).
In mediana serviva una mezzala forte fisicamente, che avesse strappo ma anche qualit. La scelta  ricaduta su Jacopo Sardo, da tre sessioni cercato dal management pescarese e ora finalmente portato in riva all'Adriatico.
Sulla carta ha le caratteristiche giuste per integrarsi in un reparto che avr nei senatori Filippo Guccione e Luca Valzania i suoi perni, ma anche qui l'ex milanista rappresenta una scommessa.
Quando militava nelle giovanili della Lazio era ritenuto il futuro del calcio italiano, poi complici anche gli infortuni ha avuto un rallentamento nel suo percorso di crescita e formazione che ora spera di riprendere al massimo proprio in maglia Delfino.
C' poi Erradi, oltre ai giovani Eletu e Graziani, e proprio sull'ex Potenza si ripongono grosse speranze.
L'inizio  stato pi che promettente.
E in avanti? C' tanta, tantissima scelta.
Forse troppa.
Gli arrivi di Parigi e Inglese rappresentano tasselli doc in serie C e forniscono allo staff tecnico la possibilit di adottare pi soluzioni tattiche, non dovendo schierare necessariamente il 4-3-3 ma potendo proporre anche le due prime punte insieme.
L'attacco biancazzurro  certamente il reparto pi ampio e quello che garantir una concorrenza interna pi forte, anche se questo aspetto inevitabilmente potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio perch prima o poi ci sar sicuramente qualche scontento.
L'aver mantenuto comunque in organico Merola, Meazzi e Ferraris, ad unirsi ai nuovi Vitali e D'Ausilio che hanno gi fatto vedere qualcosa di buono, non pu che essere una buona notizia.
Luciano Rapa.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
