SANITA'.
Teramo sempre pi Cenerentola d'Abruzzo, questa volta sul versante automediche.
Solo due in provincia per un territorio di 300 mila abitanti: duri i commenti e le reazioni. "Mancano quattro postazioni con medico, il soccorso non si appalta" tuona il sindacato.
Mentre il Comitato civico di Sant'Omero, che vede il suo territorio molto penalizzato, evoca Carlo Levi: "Per la Regione d'Abruzzo Cristo si  fermato al Salinello". Le nuove linee di indirizzo del Sistema di Emergenza Territoriale 118, approvate dal Comitato Regionale Emergenza-Urgenza lo scorso 29 luglio, hanno innescato una durissima reazione a catena.
Da un lato la Ugl Salute Abruzzo, guidata dal segretario regionale Stefano Matteucci, che denuncia un "deficit matematico e strutturale di postazioni medicalizzate nella provincia"; dall'altro il Comitato vibratiano che parla apertamente di un territorio "di troppo, dimenticato e penalizzato". L'analisi di Matteucci  severa e parla "di profondo squilibrio territoriale": "Il documento applica il criterio nazionale Agenas e calcola quante postazioni medicalizzate servono a ciascuna Azienda.
Per Teramo il risultato matematico parla chiaro: ne servirebbero sei.
Eppure, ne vengono programmate appena due, entrambe automediche.
Le ambulanze con medico a bordo? Zero su diciotto previste in tutto l'Abruzzo.
Al contrario, L'Aquila ne ha quattordici a fronte di un fabbisogno di dodici, Chieti nove e Pescara sette.
Ci troviamo davanti a tre aziende sanitarie in eccedenza e a una, la nostra, in pieno deficit di quattro postazioni.
E' sempre la stessa storia". Il sindacato ci tiene a precisare di non essere contrario al modello dell'automedica, considerata un mezzo rapido ed efficiente per coprire pi interventi di base, ma contesta la sua applicazione parziale. "Due sole automediche H24, dislocate a Teramo e Giulianova, devono coprire un bacino di trecentomila abitanti che spazia dalla costa alla Val Vibrata, fino alle impervie aree montane del Gran Sasso.
Quando i mezzi sono occupati, e con 27mila interventi annui accade continuamente, il territorio resta sguarnito di medici". Il segretario dell'Ugl solleva una forte barriera ideologica e contrattuale contro l'ipotesi di esternalizzazione del servizio: "Il pubblico programma il soccorso ma rischia di non eseguirlo pi. La nostra posizione  netta: non possiamo accettare che l'emergenza-urgenza venga progressivamente appaltata a soggetti terzi in sostituzione del servizio sanitario pubblico.
La titolarit del soccorso, il personale e la responsabilit clinica devono tassativamente restare in capo alla Asl di Teramo". Invece, l'urlo di dolore che arriva dal Comitato civico per la tutela dell'ospedale Val Vibrata risuona in tutta la vallata di 83 mila abitanti ed anche oltre: "Delle 32 postazioni medicalizzate complessive previste dalla Giunta Regionale, nessuna toccher la Val Vibrata.
Veniamo penalizzati con una sola postazione India, ovvero con il solo infermiere a bordo, oltre ai mezzi di base composti da soli soccorritori volontari".
M.D.B.
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