L'EMERGENZA.
SULMONA Solo al numero di emergenza sono arrivati in un unico giorno da Sulmona ben cinque segnalazioni, a cui vanno aggiunte, probabilmente, quelle che le vittime hanno preferito non fare.
Un dato che rende bene l'idea dell'attacco che i truffatori seriali hanno messo in atto l'altro giorno nel capoluogo peligno e che, questa volta, fortunatamente, non ha fatto vittime.
Nessuno dei cinque utenti contattati, infatti, ha creduto ai malviventi e da loro  partita anzi l'immediata segnalazione alle forze dell'ordine.
Non  servita a identificare e fermare i truffatori, ma, almeno, la campagna di prevenzione, questa volta, sembra aver avuto i suoi effetti.
Il repertorio dei malviventi  stato d'altronde quello conosciuto, in tutte le sue versioni e declinazioni: dal finto carabiniere, al finto avvocato, al finto incidente, fino al finto nipote con voce clonata dall'intelligenza artificiale.
Il primo tentativo, posto in essere nei confronti di un'anziana sulmonese,  stato quello della finta rapina. "Signora le hanno clonato la targa dell'auto con la quale  stata commessa una rapina nel pescarese l'amo gettato -. Ora manderemo i nostri militari a controllare i preziosi che ha in casa.
Ci perdoner ma sono verifiche di prassi". Verifiche a cui l'anziana ha chiuso la porta in faccia, chiamando subito i carabinieri.
In un caso i malviventi avrebbero invece tentato di utilizzare l'intelligenza artificiale per imitare la voce di un caro: "Ciao nonna sono Antonio, torno stasera in Italia ho bisogno di soldi". Questa volta a sventare l'inganno  stato il calendario: il nipote, che si chiama davvero Antonio, era rientrato il giorno prima a casa dalle ferie.
In un caso i malviventi si sono finti marescialli dell'Arma per verificare la refurtiva dei furti commessa nell'ultimo periodo nella zona: "Salve signore, tra poco verranno a farle visita i nostri uomini la frase di rito -. Non abbia sospetti ma mostri l'oro che ha in casa". Dall'altra parte del telefono un settantanovenne che non ha creduto all'ispezione e che si  rivolto, anche lui, subito ai carabinieri per cercare di incastrare i malfattori.
Gli ultimi due casi, infine, hanno ricalcato la tecnica ormai collaudata del finto incidente: "Signora suo figlio ha provocato un grave incidente stradale hanno detto i truffatori, fingendosi questa una volta un avvocato e un'altra un carabiniere -. Per evitare l'arresto ci deve dare settemila euro". Tentativi di truffe ben organizzati e, ritengono gli inquirenti, provenienti da una stessa banda che, come ormai  noto, si  concentrata su un territorio e una cittadina, in questo caso Sulmona, per ottimizzare i tempi della "raccolta" e della fuga.
Una giornata sfortunata, per, per loro, perch gli anziani puntati si sono fatti trovare pronti, evitando di finire nella trappola, mantenendo la calma e il sangue freddo per segnalare le strane telefonate alle forze dell'ordine.
L'invito  per quello di non abbassare la guardia, perch la concitazione di una brutta notizia e l'ansia possono confondere chiunque.
Patrizio Iavarone.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
