L'INDAGINE.
CITTA' SANT'ANGELO E' stato restituito ai familiari il corpo di Maria Spinelli, la 22enne uccisa a un rave party in Svizzera, da un solo colpo di fucile che l'ha attinta negli organi vitali e non le ha dato scampo.
Restano gli adempimenti burocratici e consolari per il rimpatrio, che dovrebbe avvenire nei prossimi giorni.
Come hanno spiegato gli inquirenti sono stati quaranta i colpi di arma da fuoco che il cittadino svizzero di 43 anni, arrestato per l'attacco tra sabato e domenica al rave party di Aarau, ha sparato con un fucile d'assalto e solo un proiettile ha centrato la ragazza rom di Citt Sant'Angelo andata all'estero per lavorare come cameriera. "L'uomo ha agito da solo e sparando a caso - ha spiegato in conferenza stampa il responsabile delle indagini, Matthias Schildknech - Il 43enne fermato non era noto alle forze dell'ordine, ha lasciato l'esercito del 2013 e risiede nel cantone del Giura.
L'uomo si  costituito alla polizia cantonale del Giura e ha confessato il reato", aggiungendo che "nell'auto dell'arrestato sono state sequestrate tre armi da fuoco: una pistola e due fucili d'assalto AK-74". E' poi emerso che il presunto colpevole ha ammesso agli investigatori di soffrire di problemi di salute da tempo e in particolare di "problemi psicologici". Verr effettuata una perizia psichiatrica.
Immediata la reazione dei genitori della giovane.
La mamma di Maria, Gulmira, attraverso la voce del suo legale, dice di essere concentrata ora sull'organizzazione dell'ultimo viaggio della figlia. "Di fronte alle dichiarazioni degli inquirenti non ha potuto che prendere atto del fatto che la vita di sua figlia sia stata spezzata da un gesto folle.
Vorr vedere in faccia il folle autore, s, ma non  una priorit al momento.
E di certo, dare un volto all'autore, non riporter in vita la figlia" dice l'avvocato della donna Antonella Crudeli che continua: "Ogni valutazione immediata sarebbe prematura e fuorviante.
Comprendo che, istintivamente, gli interrogativi e i dubbi di fronte alla ricostruzione fornita dal procuratore e dal corpo di Polizia siano molteplici, stante la evidente differenza del sistema giudiziario cui siamo abituati.
Ma dobbiamo fare i conti con delle preclusioni ineludibili del sistema giudiziario svizzero.
All'esito dell'analisi degli atti di indagine, che potremo esercitare solo a seguito del deposito della dichiarazione di partecipazione al procedimento come attore privato da parte della madre, potremo esprimere ogni valutazione.
Massima fiducia nell'autorit inquirente svizzera".
IL PADRE.
Parla anche l'avvocato Bruno Gallo a nome della famiglia paterna di Maria. "Per la famiglia resta centrale un elemento: Maria  stata uccisa a soli 22 anni e le circostanze del delitto non sono ancora state pienamente chiarite.
L'ipotesi di un gesto riconducibile ad una presunta follia omicida non pu esaurire ogni interrogativo n sostituire un accertamento puntuale.
La famiglia chiede pertanto che le indagini proseguano con il massimo rigore.
Fino a quando tutti gli aspetti della vicenda non saranno chiariti,  necessario mantenere prudenza e non formulare conclusioni.
Maria, in quanto figlia dell'Italia, si ribadisce, non deve essere lasciata sola nel suo ultimo viaggio.
L'Italia le deve essere vicina ed accoglierla definitivamente a casa con gli onori e la dignit che le spettano.
Gli investigatori elvetici riferiscono che l'uomo arrestato avrebbe sofferto di problemi psichiatrici e, nonostante ci, sembrerebbe detenesse legalmente armi da fuoco.
E' un profilo sul quale deve essere fatta piena chiarezza".
Paolo Renzetti.
 RIPRODUZIONE RISERVATA
