I DATI.
L'AQUILA Con l'avvio dell'anno scolastico saranno 154.905 gli studenti abruzzesi a tornare complessivamente sui banchi il 16 settembre, data ufficiale di inizio delle lezioni che pu variare in virt dell'autonomia con istituti che anticipano di qualche giorno per poter beneficiare, poi, di qualche "ponte" in occasione delle festivit. Quella di Chieti con 44.048  la provincia dove la popolazione scolastica  pi numerosa, seguono Pescara con 40.796, Teramo con 36.289 e L'Aquila con 33.772 studenti.
Il dato conferma la flessione demografica in corso: rispetto allo scorso anno si registra un calo di circa 3.527 alunni.
Nel giro di dieci anni, l'Abruzzo ha perduto 18.216 studenti: nell'anno scolastico 2018-2019 erano infatti 173.121. E mentre nelle scuole  corsa contro il tempo per la nomina delle supplenze annuali e l'Ufficio scolastico regionale fa i conti "con 17 posti da dirigente scoperti", come ha denunciato il deputato di Azione Giulio Sottanelli, le famiglie fanno i conti con le ingenti spese per i libri di testo e i vari accessori, dagli zaini agli astucci.
I COSTI.
Secondo un'indagine realizzata da Adoc ed Eures per l'acquisto dei libri del primo anno, la spesa per un figlio  di 322 euro per le scuole medie e 501 euro per le scuole superiori. "L'aumento quest'anno di attesta sul 2 per cento.
Ma quello del caro-libri di cui ogni anno si sente parlare  un falso problema, anche perch l'aumento dei prezzi dei libri  inferiore a quello dell'inflazione" dice Alfredo Murgo, presidente regionale dell'Ali (Associazione librai italiani). "E' una spesa che si rende per odiosa per le famiglie.
C' una tendenza a voler esasperare questa spesa, non ho mai sentito campagne analoghe su altri prodotti, come ad esempio sui telefoni cellulari o sul fatto che le batterie non si possono pi estrarre.
E' falso che i libri costino di pi dello scorso anno, in vent'anni la spesa media per i libri si  dimezzata rispetto al bilancio familiare.
E' un po' come la telefonia, oggi si spende di meno sul traffico telefonico rispetto a tanti anni fa.
L'aspetto sul quale bisognerebbe porre l'attenzione rileva Murgo  quello legato ai prodotti di cartoleria: a differenza del passato  diventato uno status symbol per cui nessuno rinuncia allo zaino di marca". Secondo il rappresentante dei librai, "lo Stato dovrebbe consentire a tutti di scaricare i costi dei libri a prescindere dal reddito, fare figli  anche un elemento di redistribuzione del reddito.
Se un ricco non fa figli blocca l'economia pi che se non li fa un povero.
I figli sono attivatori economici". Murgo, nel 2020 premiato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella "per aver contribuito alla tenuta della coesione sociale della comunit duramente colpita dai terremoti del 2009 e del 2016", spiega come "alle medie il tetto di spesa imposto dalla legge per l'acquisto dei libri  di circa 300 euro per le prime classi e 130 per le seconde e le terze.
Alle superiori di circa 350 euro per le prime, per le successive dipende dalle scuole.
In molti indirizzi, al terzo anno si ricompra tutto l'impianto dei libri di testo e ai licei si pu arrivare a spendere anche 3-400 euro.
Per i libri delle scuole medie e superiori  previsto il rimborso per le famiglie con reddito Isee basso, ma  un sistema di welfare e i libri di scuola sono facilmente documentabili per cui sarebbe meglio una detrazione forfettaria, una misura estremamente semplice e democratica e invece si  costretti a presentare molta documentazione che spesso induce le famiglie a desistere". L'associazione dei librai chiede invano da anni la detraibilit dei libri di testo: "Sarebbe la cosa pi democratica anche perch mettere al mondo figli  importante.
Questo, tuttavia, non avviene come invece  previsto per occhiali da sole o palestra ed  una cosa allucinante".
L'USATO.
Il mercato dell'usato pu essere un'alternativa, ma non sfonda. "E' vero che consente di risparmiare in maniera significativa, ma  fisiologico che questo segmento non cresca perch i libri sono molto sostituiti nel tempo, gli editori hanno un buon sistema di protezione dei propri investimenti" spiega Murgo che chiosa: "Le famiglie non hanno meno soldi da spendere sui libri,  che non vorrebbero proprio spenderli.
Non  una questione solamente economica perch noto che non si fa fatica a comprare uno zaino da cento euro quanto a pagare i libri".
Marco Signori.
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