Monica Trotta.
Dalle riflessioni di don Patriciello alla comicit di Francesco Paolantoni.
E' stata una giornata ricca di emozioni quella conclusiva del Premio Fabula iniziata con l'incontro dei ragazzi del Fabula, nella Biblioteca comunale di Bellizzi, con il parroco del Parco Verde di Caivano impegnato in tante lotte per la legalit, nella difesa dell'ambiente e nel sostegno ai cittadini che vivono in realt difficili.
Don Patriciello si  rivolto ai "giovani creativi" con il suo linguaggio diretto, toccando le corde del cuore e parlando di sentimenti, valori, del rapporto con i genitori ma anche di argomenti pi spinosi come i femminicidi, riferendosi molto spesso a fatti di cronaca come gli incidenti stradali causati da chi guida in stato di ebbrezza, lui che  anche giornalista di Avvenire.
L'ESORTAZIONE.
"Siate responsabili - ha detto il religioso - un errore fatale potrebbe avere conseguenze per tutta la vita.
Quando i vostri genitori si rendono antipatici e vi dicono "vai piano" "fai attenzione", pensate al fatto che lo fanno perch temono che possiate essere coinvolti in un incidente che pu rovinare la vostra esistenza.
La vita  bella,  straordinaria, ma fragile.
E non bisogna dire: "cosa t'importa della mia vita" perch uno sbaglio pu avere conseguenze su se stessi ma anche su altre persone". E' ritornata spesso la parola "dono" nel ragionamento di don Patriciello, cos come "grazie". "Sono andato in ospedale a trovare un mio amico che era ricoverato - ha raccontato il parroco - Vicino a lui c'era una persona senza mani, mi sono accorto che non ho mai ringraziato Dio per avere le mani e l'ho fatto.
Forse neanche ci rendiamo conto delle cose belle di cui godiamo...". E sono state proprio alcune parole argomento di riflessione. "Discernimento significa capire, andare al di l delle apparenze - ha spiegato il religioso - Ecco questa  una bussola che vi deve guidare.
Un'altra parola che dovete avere a cuore : coscienza.
Io la sento sempre che mi parla e che mi dice se qualcosa che faccio non va bene.
E poi bugia, sappiate che un bugiardo non sar mai mio amico". Se siamo una societ in evoluzione con le auto che camminano senza guidatore ("E se succede un incidente a chi facciamo le corna?" ha ironizzato don Patriciello e la platea ha sorriso), il parroco ha ribadito che c' qualcosa che rester immutabile nonostante le trasformazioni tecnologiche: "Il bisogno di amare e di essere amati". A proposito di amore, il suo discorso  caduto sui femminicidi ricordando quelli di Giulia Cecchettin e Giulia Tramontano che - come ha ricordato -  sepolta non lontano da dove vive. "Rabbrividisco quando sento parole di questo tipo: "l'amavo cos tanto che non sopportavo che se ne andasse" - ha raccontato - Ma chi ti vuole bene, vuole il tuo bene". Dopo aver ricordato i genitori Raffaele e Stefania a cui ha detto di essere infinitamente grato perch gli hanno donato la vita e raccontato un episodio di quando era bambino ("Ero bravo a scuola ma non secchione: copiavo i compiti di una compagna di classe che studiava molto, poi lei prendeva sei ed io dieci"), don Patriciello ha raccontato i suoi inizi da sacerdote rispondendo alla domanda di Angelo, 10 anni, che gli ha chiesto quando ha scoperto la sua vocazione. "Facevo l'infermiere - ha detto - Un giorno uscendo dal lavoro mentre ero nei pressi del bosco di Capodimonte ho incontrato un frate che faceva l'autostop. Si chiama Riccardo ed ora sta in Africa.
Gli ho dato un passaggio, poi ci siamo frequentati ed abbiamo approfondito la fede.
E cos ho dato le dimissioni per iniziare la strada del sacerdozio". Nel pomeriggio i ragazzi del Fabula hanno incontrato Luca Trapanese, scrittore e politico (gi assessore al Comune di Napoli,  vicepresidente del consiglio regionale della Campania), padre di Alba, una bambina con la sindrome di Down che ha preso in affido e poi adottato nel 2018, una vicenda che ha raccontato nel libro "Nata per te" diventato anche un film. A seguire l'incontro con il comico Francesco Paolantoni.
Trapanese e Paolantoni si sono ritrovati in piazza del Popolo durante la serata finale che ha avuto per tema "Le favole e le fiabe dei ragazzi".
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
