Agropoli.
Ernesto Rocco.
A soli cinquanta metri dai locali dell'Ospedale civico di Agropoli e a ridosso delle abitazioni del quartiere Moio, l'installazione di una nuova antenna per la telefonia mobile sta sollevando un'ondata di proteste tra i residenti della zona.
L'impianto, situato in un zona che comprende anche strutture sportive, palestre e il terreno individuato per la futura sede della caserma dei Carabinieri,  finito al centro di una mobilitazione popolare volta a richiederne lo spostamento immediato in una sede ritenuta maggiormente idonea.
La comunit locale ha deciso di organizzarsi promuovendo una raccolta firme, sostenuta da famiglie, cittadini e comitati.
L'iniziativa - fanno sapere i promotori -non intende precludere l'innovazione tecnologica o la copertura di rete della zona, ma rivendica l'applicazione rigorosa del principio di precauzione e la piena tutela della salute pubblica.
Gli effetti del lungo termine legati all'esposizione ai campi elettromagnetici continuano infatti a essere oggetto di approfondimento da parte della comunit scientifica - osservano -, spingendo la popolazione a chiedere alle autorit pubbliche verifiche puntuali, la misurazione delle emissioni e la totale trasparenza sui titoli autorizzativi concessi.
Per fare luce sul rispetto delle procedure amministrative e sulle distanze dai siti sensibili sancite dai regolamenti comunali e dalle normative regionali, i residenti hanno affidato l'incarico formale ad in legale.
Al centro dell'iniziativa resta il quesito sollevato dalla cittadinanza: "Era davvero necessario collocare un'antenna a circa 50 metri da un ospedale, vicino a palestre, abitazioni, un campo sportivo e a un'area destinata anche alla futura caserma dei Carabinieri?". Al momento, tuttavia, tutto sembra essere stato fatto secondo le regole.
Ma l'obiettivo della petizione in corso nel quartiere Moio  comunque quello di aprire almeno un confronto con gli enti locali per trovare un'ubicazione alternativa lontana dai presidi sanitari e dai luoghi ad alta concentrazione giovanile.
La risposta definitiva spetta ora alle amministrazioni e agli organi di controllo ambientali, chiamati a esaminare l'iter e a valutare la fattibilit di un trasferimento dell'infrastruttura.
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