un modello nato in Olanda e sviluppatosi soprattutto nel Regno Unito e negli Stati Uniti.
Ma ora si sta diffondendo sempre di pi anche in Italia.
E' il fenomeno dei cosiddetti "manager a gettone", professionisti con esperienza chiamati dalle aziende per un periodo definito e con un obiettivo preciso, che  spesso quello di salvarle.
Pi in generale possono servire per sostituire una figura chiave, guidare una riorganizzazione, accompagnare una crescita, affrontare una crisi o un passaggio generazionale.
Una formula che permette di portare nell'impresa competenze senior senza assumerle a tempo indeterminato.
In Italia il mercato dei manager a gettone vale circa 200 milioni di euro.
La parte gestita da grandi aziende mediatrici, i cosiddetti "provider", che selezionano i profili giusti a seconda dell'azienda e del problema che ha,  solo per di circa 40 milioni.
Questo perch "il nostro mercato all'80%  disintermediato, cio fatto da partite Iva e autonomi che si propongono spontaneamente", spiega Alessandro Reitelli, head of Italy di Delville Management, societ specializzata nel management a tempo.
Il confronto con l'estero  netto. "Nel Regno Unito e in Germania il mercato vale 2,5 miliardi" dice Reitelli, mentre "la Francia  a 800 milioni, ma l 70%  intermediato".
LA TRASFORMAZIONE.
In Italia pesa la diffidenza a rivolgersi a questi manager da parte delle tante piccole e medie imprese.
Negli ultimi due anni, comunque, qualcosa si  mosso, grazie all'arrivo di grandi provider internazionali.
L'interesse a utilizzare questa soluzione arriva per lo pi dai fondi di private equity, che capiscono l'utilit di creare rapidamente delle accelerazioni, e dalle filiali italiane dei gruppi stranieri, abituati a una simile modalit. Ci sono vari tipi di manager a gettone. "L'interim spiega Attilio Di Scala, manager della societ Gedi-Gruppo Esperti di Impresa, fondata nel 1983, attiva nella ricerca e selezione e nei servizi di management a tempo  un manager di grande competenza che gestisce progetti di trasformazione complessi,  full time, assume e acquisisce le deleghe all'interno della struttura". Pu occuparsi di "espansioni, fusioni, miglioramento delle performance aziendali, passaggio generazionale e transizione tecnologica dal punto di vista organizzativo".
Il temporary manager " invece pi propriamente un manager di linea: non acquisisce deleghe, non  nel consiglio di amministrazione e interviene spesso per pochi mesi". Il fractional manager " poi un dirigente part-time, utilizzato da una nicchia di microimprese che non si possono permettere un aiuto per pi di due-tre giorni a settimana". C' quindi "il manager di transizione che accompagna le grandi trasformazioni". Sono tanti i motivi per cui un'azienda pu chiamare un manager a gettone. "C' la sostituzione temporanea di figure chiave che magari si dimettono, sono state licenziate, vanno in maternit o sono indisponibili", dice Reitelli.
Oppure ci sono "cambiamenti strategici: momenti di fusioni o acquisizioni, crescita, crisi, cambio di processi operativi, implementazioni al livello di personale". La domanda di manager a tempo  concentrata nel Nord Italia, dove si trova la maggior parte del tessuto produttivo: Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna coprono circa l'80%. Le funzioni pi richieste, poi, spiega ancora Reitelli sono "finance, gestione del personale e tutto quello che riguarda le operazioni, dal direttore di stabilimento a quello operativo o di qualit". Tra i settori, evidenzia Di Scala, il manifatturiero resta centrale, ma la richiesta arriva anche da "food and beverage, farmaceutico, turismo, biomedicale e settori digitali e tecnologici". Banche e assicurazioni sono meno presenti, dice, "perch hanno ridondanza di personale". Quanto ai costi, il compenso medio  di 700-750 euro al giorno, a prescindere dalla funzione e dalla durata dell'incarico.
In Francia, sottolinea Reitelli, "il prezzo medio  pi alto del 30%". "Ma il costo aggiunge in fondo  un falso problema: se si ragiona solo con il parametro del rate giornaliero rispetto all'assunzione costa di pi, ma bisogna considerare che si sta comprando la risoluzione a un problema ed  in questo senso che va calcolato il rapporto tra costi e benefici". La diffusione del modello dei manager a gettone in Italia resta per condizionata dalla struttura nazionale delle imprese. "Il 98% delle aziende fattura meno di 10 milioni", ricorda Di Scala. "Le Pmi aggiunge si trovano in un periodo di grande trasformazione e non sempre riescono ad affrontarlo con le risorse che hanno". A pesare  anche la diffidenza. "In Italia argomenta Reitelli c' ancora pregiudizio e chiusura da parte delle Pmi e, spesso per questione di riservatezza, ci si tende ad affidare all'amico o il conoscente del capo d'azienda, che magari per non ha le competenze giuste".
IL VUOTO NORMATIVO.
Il fatto che attorno a questa figura professionale ci sia un grande vuoto normativo, poi, di certo non aiuta. "Non ci sono leggi e tipologie di contratti ad hoc spiega Di Scala per cui ad esempio un manager freelance che ha responsabilit di divisione aziendale deve gestire i dipendenti, ma con la normativa italiana non potrebbe farlo senza essere assunto a tempo indeterminato". Per questo, argomenta, ci vorrebbe "un tipo di contratto specifico con durata, obiettivo, indicatori di performance e deleghe chiare". Servirebbe anche una classificazione della professione.
Il gruppo sta promuovendo un dialogo tra i vari provider che lavorano in Italia per stabilire un linguaggio comune e arrivare a una associazione di categoria che definisca chi fa questo lavoro: requisiti e garanzie qualitative.
Nel Paese, accanto ai grandi gruppi internazionali, stanno infatti crescendo tanti operatori italiani come Mod Management on Demand, nata a Roma nel 2012. La societ lavora con manager senior chiamati ad affiancare direttamente imprenditori e aziende nei momenti chiave, con incarichi temporanei o frazionati e responsabilit operative.
Sono circa 50 i manager tra associati e partner, con competenze dalla direzione generale alla finanza, dalle risorse umane alla logistica, dal controllo di gestione alla funzione commerciale e alla governance.
Nelle situazioni di crisi interviene invece la "gemella" Cro Italia, dedicata a ristrutturazione, risanamento e rilancio.
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