a prima nave a scandagliare i fondali alla ricerca di materie rare, in Giappone, aveva a bordo tecnologia italiana firmata Remazel, societ acquisita da Fincantieri tre anni fa.
E' una delle frontiere della tecnologia underwater. Non solo protezione delle infrastrutture, ma opportunit economiche nuove, sempre in ottica dual use, dominio militare ma anche civile.
E tra queste l'estrazione di materiali considerati critici, per cui sulla terra ferma si  scatenata una corsa mondiale, ma in fondo al mare ci sono aree inesplorate, a 4-5mila metri di profondit nelle acque oceaniche, dove si trovano noduli polimetallici con nichel e cobalto, per esempio, oggi indispensabili a realizzare chip, batterie, magneti.
L'IA applicata a innovativi sistemi di visione e comunicazione e allo sviluppo della guida autonoma consente di scendere gi dove il mare si fa sempre pi buio.
Ora il polo underwater di Fincantieri evolve con altre quattro acquisizioni strategiche, definite a luglio, con un esborso iniziale di 600 milioni di euro.
Next Geosolutions, WSense, Graal Tech, Defcomm. "Le ultime acquisizioni rappresentano una trasformazione industriale storica per Fincantieri, che crea un campione internazionale dell'Underwater, grazie alla completa integrazione lungo la catena del valore di tecnologie, competenze e capacit operative ha sottolineato Pierroberto Folgiero, amministratore delegato e direttore generale di Fincantieri, in occasione del lancio dell'operazione Non stiamo costruendo un gruppo di societ underwater, ma stiamo creando l'Underwater prime contractor, la prima piattaforma europea capace di operare, connettere, proteggere e governare il dominio subacqueo attraverso servizi, droni, sensori, comunicazioni, sistemi di difesa e piattaforme strategiche".
Ha aggiunto l'ad: "Queste acquisizioni ci consentono inoltre di accelerare nell'attuazione del Piano industriale, rafforzando in modo significativo la redditivit e valorizzando un mercato in forte espansione, dove la componente dual-use  destinata a diventare sempre pi rilevante".
LO SCENARIO.
Difesa e sicurezza, energia offshore, telecomunicazioni e infrastrutture critiche, ricerca scientifica e ambientale, estrazioni sono gli assi di sviluppo dei principali ambiti di attivit. Si calcola che l'underwater economy italiana fatturi 3,5 miliardi di euro l'anno.
Cos ha stimato il Primo rapporto nazionale sulla Dimensione subacquea del Paese realizzato dall'Osservatorio nazionale sull'Economia del mare-OsserMare di Informare, azienda speciale della Camera di commercio Frosinone Latina con il contributo scientifico del Centro studi delle Camere di Commercio G. Tagliacarne, in collaborazione con il Polo nazionale della dimensione subacquea, Unioncamere e Assonautica.
Sono state censite 189 aziende effettivamente operanti nell'Underwater economy, per 63.458 addetti, pari allo 0,34% dell'occupazione nazionale.
Venti grandi imprese concentrano l'89,5% degli addetti e il 91,7% del fatturato, mentre le 133 unit micro e piccole, pari al 70% del totale, contribuiscono con meno del 2% dei ricavi.
Lazio, Friuli Venezia Giulia e Lombardia coprono oltre l'80% degli addetti.
Imprese dell'innovazione: detengono 12.659 brevetti, di cui 2.840 in tecnologie strategiche Step. A ricoprire un ruolo strategico  il capitale umano qualificato: si contano 25.403 laureati, con una forte incidenza nelle grandi imprese.
LE POTENZIALITA'.
Un tema di strettissima attualit. Attraverso 1,5 milioni di chilometri di cavi sottomarini transita il 99% del traffico internet mondiale e si calcola che l'80% dei fondali e il 98% degli abissi restano inesplorati.
Il valore dei fondali  crescente, anche per i collegamenti energetici.
Di qui l'accelerazione dell'operazione di filiera messa a punto da Fincantieri.
Nello scenario, una sorta di parallelismo con quello che era lo Spazio cinquant'anni fa: da allora la tecnologia ha fatto passi da gigante fino ad arrivare alla corsa ai satelliti e ai sistemi di comunicazione e monitoraggio.
Alla stessa maniera oggi cresce l'attenzione al monitoraggio di ci che accade sotto il mare.
Nel 2025 il segmento Underwater del gruppo ha registrato ricavi per 667 milioni di euro, pari al 6,7% del fatturato totale.
Su base pro-forma, grazie alle acquisizioni, nel 2026 verranno superati gli 1,1 miliardi di euro di ricavi, con 220 milioni di Ebitda.
Un'operazione finanziata con le risorse raccolte nell'aumento di capitale da 500 milioni di euro completato a febbraio e con altre disponibilit del gruppo.
Next Geosolutions, quotata sul segmento Euronext Growth Milan,  tra i leader internazionali nella survey e nelle geoscienze marine e nel supporto alle attivit underwater di costruzione, riparazione e de-commisioning. WSense, nata come spin-off della Sapienza Universit di Roma, sviluppa sistemi di comunicazione wireless e sensori che consentono a droni, strumenti e infrastrutture di scambiarsi dati sott'acqua: una sorta di internet dei fondali.
Graal Tech, nata a sua volta come spin-off dell'Universit di Genova, progetta droni subacquei autonomi e robot telecomandati per ispezionare fondali, controllare infrastrutture e supportare missioni di difesa anche in ambienti ostili.
La start-up Defcomm sviluppa invece droni navali di superficie senza equipaggio, capaci di navigare in maniera autonoma per sorvegliare porti, cavi sottomarini e piattaforme energetiche.
Un ecosistema a 360 gradi, anche di monitoraggio della condizione di vita del mare.
I sensori di WSense, per esempio, monitorano temperatura e salute del fondale, come i movimenti di delfini e balene.
Next Geosolutions nasce con competenze di geofisica e un altro tema di monitoraggio sono i vulcani sommersi.
L'OCCUPAZIONE.
Un mare anche di nuove competenze.
Sviluppo software e di algoritmi IA, software che coordinano sciami di droni, ingegneria di comunicazione.
Fincantieri ha cominciato a lavorare nell'underwater tre anni fa, con il lancio del proprio polo dedicato nel 2025. Oggi questo polo raccoglie 1.500 professionisti, con competenze dedicate, tra Italia dove restano cuore e testa dello sviluppo del business , Regno Unito, Paesi Bassi, Norvegia ed Emirati Arabi Uniti.
Un'ulteriore suggestione in ottica di profondit. Anzi due.
L'acquacoltura avanzata e la produzione alimentare marina che, dicono le stime, potrebbero fornire fino al 40% delle risorse nutritive del prossimo secolo, insieme alle coltivazioni di alghe per biomasse e biocarburanti.
Un altro macro trend che si pensa porter necessit di nuove infrastrutture e mezzi di supporto.
Come pure, per altri versi, il turismo subacqueo.
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