LA TRAGEDIA.
Marco De Rosa.
"Francesca non sar lasciata sola, ma non so se potr mai perdonarla". E' la frase che pi di ogni altra resta sospesa nella chiesa di San Vincenzo, in piazza Marconi, durante l'ultimo saluto a Genoveffa Totaro, Gena per tutti quelli che la conoscevano.
Silenzio, il rumore dei passi scandito dai rintocchi del campanile della parrocchia di San Leone a Gragnano.
Nessuna voglia di parlare, solo quella di stringersi attorno alla famiglia della 75enne, morta travolta dalle fiamme divampate nell'appartamento di via Vittorio Veneto.
Ieri mattina in tanti si sono ritrovati in chiesa per accompagnare Gena nel suo ultimo viaggio.
Una donna conosciuta e benvoluta, la cui morte ha lasciato ancora una volta una comunit intera davanti a un dolore difficile da comprendere.
E mentre fuori proseguono le indagini sulla tragedia e sulla responsabilit della figlia Francesca, dentro la chiesa c' spazio soltanto per il dolore.
Quello di una famiglia gi provata, quattro anni fa, dalla morte del piccolo Alessandro, il nipote di Gena.
A parlare dal pulpito  don Paolo Anastasio, che conosce bene la famiglia.
Le sue sono parole che provano a restituire a Gena la sua dimensione pi intima, quella di mamma e nonna. "Anche Gena  rimasta dolce nella sua vita, senza lasciarsi incattivire n dalla sua storia n dalla morte di Alessandro", dice il parroco.
Poi il significato di quell'ultimo gesto compiuto dalla donna davanti alle fiamme: "Gena non si  fatta avvelenare.
E' stata docile fino agli ultimi minuti della sua vita.
Provando a fermare quell'incendio che divampava  stato un atto d'amore".
Poi Katia, figlia di Gena e sorella di Francesca, affida alla madre le parole che non riesce pi a dirle guardandola negli occhi. "Ci sono amori che nessuna vita e nemmeno la morte pu dividere.
Il nostro  uno di questi". La immagina salire "quelle scale bianche" e trovare in cima suo nipote Alessandro. "La vita a te non ha quasi mai sorriso, ti ha messo davanti a sfide difficili", dice Katia.
E poi la domanda pi dolorosa: "Mamma, mi dici se esiste il paradiso?". Nel suo addio c' anche il dolore per quello che  accaduto e per la persona che oggi si trova in carcere. "Francesca non sar lasciata sola, ma non so se potr mai perdonarla", dice Katia.
Una frase che contiene insieme l'amore per la madre, il legame con la sorella e l'impossibilit, almeno oggi, di dare un nome a un dolore troppo grande. "Proteggi la tua famiglia dalle insidie di questa vita che per noi  stata spietata, portandoci via troppi pezzi di felicit", conclude Katia.
Il feretro ha poi lasciato la chiesa mentre Gragnano  rimasta in silenzio, solo con il dolore, il ricordo e l'abbraccio intorno a una famiglia che ha gi conosciuto troppe volte la tragedia.
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