I DUE GIOVANI.
FURONO ACCOLTI.
DALLA FONDAZIONE.
DI DON MEROLA.
LAVORERANNO.
NEL CENTRO ITALIA.
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LA STORIA /1.
Susy Malafronte.
Dalla strada alla cattedra, il riscatto di Emanuele e Francesca, gli ex scugnizzi di don Merola.
C' un momento, nella vita di chi lavora ogni giorno sul fronte difficile del recupero minorile e della lotta alla dispersione scolastica, in cui le speranze si materializzano e diventano futuro.
Per la Fondazione "A' voce d' creature" guidata da don Luigi Merola, quel momento  arrivato.
Due giovani educatori, cresciuti tra le mura della struttura protetta ricavata in due ville confiscate alla criminalit a Pompei e Napoli hanno fatto le valigie per iniziare una nuova e prestigiosa avventura professionale come docenti in due diverse citt del centro Italia.
Una storia di riscatto che sa di favola ma fondata sul sudore, sui libri e sulla dedizione.
Emanuele Esposito arriv alla Fondazione quando aveva appena otto anni, etichettato da una di quelle situazioni di forte fragilit sociale da cui spesso  difficile affrancarsi.
Il bambino ha trovato in via Arenaccia non solo un tetto e un doposcuola, ma una vera e propria famiglia.
Oggi, quel ragazzino arrivato con lo zaino carico di timori e un futuro incerto,  diventato a tutti gli effetti un docente.
Un traguardo che commuove chi lo ha visto crescere, studiare e lottare per ribaltare il proprio destino.
Insieme a lui parte Francesca Pannella, affettuosamente ribattezzata "l'acerrana" per distinguerla dall'omonima collega "a carabiniera". Francesca lascia un vuoto incolmabile tra i banchi e le sale della Fondazione, dove ha operato non solo come educatrice, ma come anima pulsante dei corsi di danza.
Attraverso la disciplina del corpo, l'energia e una passione contagiosa,  riuscita a trasmettere ai pi piccoli fiducia in se stessi e bellezza, sottraendoli alla strada e alla noia dei pomeriggi difficili.
Il saluto della Fondazione  un misto di commozione e orgoglio legittimo. "Siamo orgogliosi di voi ha detto commosso don Merola - andate e portate con voi tutto quello che avete ricevuto e costruito qui.
Buona strada, ragazzi.
La Fondazione sar sempre casa vostra". E' la dimostrazione concreta di come i beni sottratti ai clan possano trasformarsi in fucine di intelligenze e di talenti. "La storia di Emanuele e Francesca - aggiunge il sacerdote - ci ricorda che investire sui giovani, credere nell'educazione e offrire alternative reali non  solo un atto di solidariet, ma il pi potente motore di cambiamento per il Paese".
"Se guardiamo indietro, a dove  iniziato il nostro cammino - spiegano Emanuele e Francesca - vediamo due bambini con un futuro incerto e tante porte chiuse.
Entrare alla Fondazione non  stato solo l'approdo in un luogo sicuro, ma incontrare una famiglia e una guida illuminata in don Luigi Merola.
Lui non si  limitato ad accoglierci e proteggerci dal rischio della strada: ha creduto in noi prima ancora che imparassimo a farlo noi stessi.
Ci ha dato fiducia, affidandoci prima il ruolo di educatori per i ragazzi del quartiere, permettendoci di restituire il bene ricevuto.
Poi, sostenendo con tenacia e amore il nostro percorso di studi, ci ha accompagnati fino al traguardo pi bello: diventare docenti.
Oggi entriamo in classe da professori, ma con il cuore di quei bambini che hanno trovato la salvezza grazie all'istruzione e all'affetto.
La nostra laurea e il nostro lavoro sono la prova vivente che il riscatto  possibile e che la cultura  la vera arma di libert".
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