Non pi un semplice produttore di stampanti 3D, ma "una realt capace di costruire una nuova infrastruttura manifatturiera distribuita, autonoma e digitale per le industrie strategiche". E' il nuovo orizzonte di Roboze.
L'azienda  nata a Bari nel 2013 da un piccolo laboratorio a opera di Alessio Lorusso, oggi 35enne, partita come start up che provava a ad andare oltre la meccanica tradizionale realizzando stampanti tridimensionali.
La prima svolta avviene tra il 2014 e il 2016. Con il lancio dei modelli Roboze One e Roboze One+ 400, l'azienda inizia a distinguersi dimostrando di poter stampare super polimeri e materiali compositi ad alte prestazioni per riprodurre componenti per il settore biomedicale.
Man mano i campi di applicazione si espandono, dalla meccanica ai motori fino all'aerospazio, toccando tre continenti e sedi in Europa, Stati Uniti, Medio Oriente e Asia.
I super polimeri volano su aerei, elicotteri e droni, resistono alle pressioni estreme nei sistemi di estrazione petrolifera e supportano i mezzi di trasporto ferroviario.
Nel 2021 l'azienda apre la sede di Houston. E un altro passaggio fondamentale riporta la data del 13 luglio 2022, quando un suo componente stampato in 3D per il CubeSat  lanciato nello Spazio.
Nel 2025 l'inaugurazione della sede di Abu Dhabi, mentre nel 2026 apre i battenti l'ufficio Aerospace & Defense a El Segundo, in California.
Oggi Roboze sta costruendo una nuova infrastruttura manifatturiera per produrre componenti critici nei settori aerospazio e difesa, energia e industriale.
Ha chiuso il 2025 con circa 10 milioni di fatturato e per il 2026 stima una crescita del 50%. Non solo, il gruppo conta pi di 100 dipendenti e 15 brevetti internazionali.
L'idea  produrre componenti finali pi leggeri, pi velocemente e soprattutto vicino al punto in cui servono.
La sua tecnologia  utilizzata o qualificata da colossi come Nasa, Airbus, Leonardo, Fincantieri, Marina Militare Italiana, Aramco, Yamaha, Ducati e molti altri, con attivit in oltre 15 Paesi.
Quest'anno anche la qualifica Airbus della tecnologia "Argo 500 Hyperspeed Mission Ready" con Ultem 9085 per la produzione di componenti destinati al volo. "E' un risultato importante spiega Lorusso perch dimostra il passaggio definitivo della tecnologia dalla prototipazione alla produzione di componenti critici".
"Continuiamo spiega ancora a investire fortemente in ingegneria, nuovi materiali, software, automazione e capacit produttiva". C' poi una missione ideale: "Per anni abbiamo visto partire dalla Puglia alcuni dei nostri migliori ingegneri.
Adesso vogliamo farli tornare.
Non per nostalgia, ma perch qui possono lavorare su aerei, difesa, energia e tecnologie che fino a pochi anni fa avrebbero trovato soltanto negli Stati Uniti o nel Nord Europa".
 RIPRODUZIONE RISERVATA
