riorit al potere d'acquisto.
La prossima legge di bilancio, l'ultima della legislatura prima delle elezioni del prossimo anno, avr come bussola il sostegno ai portafogli di italiane e italiani.
La via per farlo passa da due misure che si rincorrono nelle agende delle politica: la conferma della tassazione di favore sugli aumenti contrattuali e l'estensione fino a 60mila euro di reddito dello scaglione Irpef al 33%. La sessione di bilancio  alle porte.
In autunno in Parlamento dovrebbe arrivare un pacchetto di misure da almeno 30 miliardi di euro.
Sar questa la base di partenza, tenendo conto anche della possibile flessibilit concessa dalla Commissione europea per le spese in energia.
E alla cifra potrebbero aggiungersi anche i margini sulla difesa, sebbene il conteggio di questi ultimi investimenti potrebbe spostarsi pi sul 2028 che sul 2027.
Prima per un calendario fitto di appuntamenti stabilir come il governo potr e dovr muoversi.
La prima data da tenere d'occhio  il 22 settembre.
Eurostat comunicher i dati rivisti sui conti pubblici nazionali.
Si capir allora se il deficit 2025 sar confermato al 3,1% rilevato in primavera oppure se gli arrotondamenti porteranno il dato sotto il parametro europeo del 3%. Nel governo c' ottimismo, come ribadito dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Se tutto dovesse andare secondo le aspettative, Roma potrebbe uscire con un po' di anticipo dalla procedura europea per disavanzo eccessivo.
A questo punto, potr attivare con meno problemi la clausola di salvaguardia per ottenere spazi di bilancio per le spese in difesa ed energia, che altrimenti comporterebbe un prolungarsi dell'uscita dalla procedura.
Con i margini concessi dalla Ue su nuovi investimenti addizionali in energia e con la possibilit di rimodulare investimenti gi previsti sulla sicurezza, Palazzo Chigi e il Mef avrebbero pi spazi per mettere a punto la legge di bilancio, le cui spese dovranno tra le altre cose tenere a mente dell'effetto dell'adeguamento delle pensioni e delle prestazioni sociali all'inflazione esplosa con la crisi nel golfo Persico.
La coperta non  lunghissima, anche con i margini europei.
Certo altri spazi potranno arrivare dalla crescita superiore alle attese, con il dato acquisito nel primo semestre che gi ha superato lo 0,6% indicato per fine anno nei documenti di finanza pubblica.
Prima dell'estate il ministero dell'Economia e delle Finanze ha iniziato la fase di ascolto degli altri dicasteri e dei ministeri senza portafoglio.
La lista dei desiderata  lunga e parte dalle parole della premier Meloni al congresso della Uil. Davanti ai delegati del sindacato, la presidente del Consiglio ha chiarito di voler prorogare e confermare la detassazione degli aumenti salariali legati ai rinnovi dei contratti.
Un obiettivo per il quale servono circa 2 miliardi e che potrebbe accompagnarsi ad alcune altre riconferme come i sostegni alle lavoratrici con tre figli e ai bonus per le assunzioni di giovani e nella zona economica speciale unica del Sud. La Zes  un altro dei temi chiave.
Per il sottosegretario al Sud, Luigi Sbarra, servirebbero quattro miliardi in tre anni.
Il governo ha inoltre l'ambizione di estendere su scala nazionale la parte delle semplificazioni burocratiche di cui godono le imprese che operano nella zona speciale.
LE PROPOSTE.
Tra le misure sulle quali si sta ragionando c' anche la tassazione di favore sulle tredicesime, con un'aliquota al 15% che costerebbe circa 500 milioni e porterebbe un risparmio in busta paga a seconda dei redditi tra i 200 e i 500 euro.
E sempre in tema di lavoro si punta alla conferma della tassazione agevolata su straordinari e lavoro notturno.
L'altro piatto forte della prossima manovra potrebbe essere il tassello mancante della riforma del Fisco avviata nel 2023. Con l'ultima manovra prima del voto per le politiche la maggioranza conta di dare il segnale al ceto medio annunciato gi da anni.
Dopo essere intervenuti sul cuneo fiscale e con la riduzione da quattro a tre delle aliquote Irpef e dopo aver abbassato di due punti l'aliquota per chi guadagna tra 28mila e 50mila euro, il passo successivo sar estendere il 33% fino a 60mila euro di reddito.
Un intervento che porterebbe benefici in busta paga, in termini di minor prelievo, tra 100 e 1.000 euro l'anno.
La premessa  che servir capire quali sono le coperture.
Il costo della misura si aggira attorno ai 2,7 miliardi.
Molto dipender anche da come il tassello della riforma sar modulato.
A seconda di dove sar fissata l'asticella per sterilizzare i benefici del provvedimento la platea potrebbe infatti variare tra un milione e circa tre milioni di contribuenti.
I tecnici sono al lavoro mentre si affinano le misure da inserire nella richiesta di flessibilit alla Ue.
La domanda dovr infatti contenere una stima dei costi previsti, sulla quale una volta ottenuto l'ok di Bruxelles e degli Stati sar costruito lo scostamento di bilancio sul quale chiedere l'ok delle Camere.
I circa 14 miliardi messi a disposizione tra il 2027 e il 2028 sull'energia non potranno andare a finanziare aiuti sui carburanti.
Saranno invece ammissibili investimenti per ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e rafforzare la sicurezza energetica.
Per le famiglie la volont  favorire la transizione verde delle abitazioni.
La soluzione allo studio potrebbe essere quella di un nuovo conto termico, l'incentivo a fondo perduto che prevede il rimborso delle spese per interventi di efficienza energetica.
Bruxelles ha previsto poi la possibilit di investimenti negli immobili pubblici e sulla produzione e lo stoccaggio di energia.
Tutto ancora in fase di limatura.
La stagione della legge di bilancio sta per iniziare.
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