Michele Marchi.
"L'Europa lotta per il futuro.
La verit  che il mondo di oggi  spietato.
E non possiamo nascondere le difficolt che gli europei incontrano ogni giorno".
Pochi forse ricorderanno queste parole.
Le ha pronunciate ad inizio settembre 2025 la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Era precisamente il 10 settembre scorso e la presidente teneva il discorso sullo stato dell'Unione.
L'appuntamento si ripeter tra meno di due settimane, il prossimo 16 settembre.
E' passato un anno e se possibile il quadro  ancora pi complesso e le emergenze sempre pi impellenti.
Lo scorso anno centrali erano la situazione ucraina e la questione dei dazi statunitensi.
Oggi il quadro dell'aggressivit russa alle frontiere dell'Ue, gli sconfinamenti di velivoli di Mosca e le minacce ibride e legate alla disinformazione sono all'ordine del giorno, come anche ribadito dal ministro degli esteri italiano Tajani.
Allo stesso modo sempre pi preoccupante  il quadro delle relazioni euro-atlantiche, con la presidenza Trump che da un lato ha abbandonato il sostegno all'Ucraina (lasciandolo praticamente in toto sulle spalle degli europei) e con esso ha indebolito pi che sensibilmente le garanzie di sicurezza europea.
E dall'altro, con la sciagurata guerra all'Iran e le conseguenze legate ad Hormuz, la Casa Bianca ha imposto una tassa energetica ad un continente europeo che si era appena mostrato in grado di tagliare il proprio cordone dalla dipendenza russa.
Von der Leyen dovr dimostrare, nel suo intervento, di essere in grado di far ulteriormente avanzare l'Ue verso sfide sempre pi complesse e con un carattere oramai esistenziale.
Ne sar all'altezza?
Continua a pag. 35.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
