Pierluigi Benvenuti.
Mondragone alza la voce e chiede alla Regione Campania di fermare i motori della scuola.
Troppo caldo, troppa umidit, aule trasformate in veri e propri forni d'asfalto e cemento.
Non si tratta di una semplice lamentela campanilistica n di una pigra richiesta di prolungare le vacanze estive:  una fotografia spietata di una realt con cui l'intero Paese sta facendo i conti con colpevole ritardo in questa lunga e torrida estate.
In una lettera formale indirizzata al presidente della Regione Roberto Fico, il sindaco Francesco Lavanga (nella foto) e l'assessore all'Istruzione Concetta Sciaudone hanno messo sul tavolo una questione scottante: la totale impreparazione degli edifici scolastici di fronte alla morsa del cambiamento climatico.
Le strutture, concepite decenni fa per un clima decisamente pi mite, sono del tutto inidonee ad affrontare le ondate di calore estremo che stanno caratterizzando anche l'inizio del mese di settembre.
La richiesta di sindaco ed assessore si articola su due binari ben precisi.
Da un lato, il rinvio immediato dell'inizio delle attivit didattiche per tutelare la salute di studenti, docenti e personale Ata, costretti altrimenti a giornate di lezioni condotte in condizioni ambientali al limite della vivibilit. Dall'altro, una richiesta strutturale e a lungo termine: un piano straordinario di aiuti e finanziamenti regionali destinato all'adeguamento climatico degli edifici scolastici, con l'installazione di impianti di condizionamento e l'efficientamento termico di aule e corridoi.
Il gesto rompe la consueta liturgia di ogni fine estate, quando ci si prepara al ritorno in classe e gli studenti delle superiori sono impegnati nel riparare eventuali debiti formativi.
Il caso non  ovviamente isolato, ma assume un valore emblematico per tutta la Campania e per l'Italia intera in un momento in cui la questione  sollevata da pi parti ed all'attenzione dello stesso ministro della Pubblica Istruzione, Pietro Validatara.
Il sistema scolastico  ancorato ancora a calendari ed edilizia del secolo scorso.
Chiedere aria condizionata e posticipi non  un lusso n una pretesa bizzarra:  la precondizione minima per garantire il diritto allo studio e per il benessere psicofisico della comunit scolastica.
Il messaggio inviato a Palazzo Santa Lucia  chiaro: la crisi climatica non  un'emergenza improvvisa,  una certezza con cui occorre programmare il futuro.
Non si pu pretendere che ragazzi e insegnanti producano cultura e formazione all'interno di aule poco confortevoli, dove la concentrazione cede inevitabilmente il passo al disagio fisico.
Ora la palla passa alla Regione Campania.
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