Gabriella Cuoco.
La densa, soffocante e acre colonna di fumo nero continua ad avvolgere i comuni della Valle di Suessola.
Da San Felice a Cancello a Cervino, passando per Santa Maria a Vico e Arienzo, le ultime ore si sono vissute con il fiato sospeso e gli occhi puntati al cielo.
Il terribile rogo divampato nel sito di stoccaggio di rifiuti e plastiche nella zona industriale di Airola ha riaperto una ferita profonda e sanguinante nei territori a cavallo tra le province di Caserta, Benevento e Avellino.
Un disastro che puzza di plastica bruciata e di diossina, capace di scatenare un allarmismo generale tra i residenti, costretti a barricarsi in casa con finestre sbarrate e la netta sensazione di essere ostaggi di un'emergenza ambientale che si ripete ciclicamente, senza mai trovare una vera soluzione definitiva.
Nelle piazze, nei bar e sui social la preoccupazione  palpabile, alimentata da un odore irrespirabile che ha spinto intere famiglie a limitare le uscite e a temere per la propria salute.
Difronte a questa psicosi collettiva, i sindaci dei territori interessati hanno cercato immediatamente di buttare acqua sul fuoco, provando a stemperare la tensione e a rassicurare la popolazione con continui aggiornamenti istituzionali.
A San Felice a Cancello, il sindaco Emilio Nuzzo ha mantenuto un profilo di rigoroso controllo ma improntato alla stabilit, cercando di arginare il panico dilagante tra le frazioni. "Stiamo monitorando - spiega - costantemente la situazione in tempo reale, restando in stretto e continuo contatto con i tecnici dell'Arpac e con le autorit sanitarie competenti per seguire l'evoluzione dei dati ambientali sul nostro territorio comunale e invitiamo la cittadinanza a rispettare le indicazioni prudenziali diramate.
Al momento i dati in nostro possesso ci impongono attenzione senza cedere a isterismi ingiustificati; la macchina della protezione civile e dei controlli  pienamente attiva per tutelare la salute pubblica di ogni singolo cittadino".
Parole di analoga distensione e di costante monitoraggio arrivano anche da Santa Maria a Vico, dove il sindaco Andrea Pirozzi ha cercato di infondere fiducia alla comunit locale, scossa dalla nube scura che ha sovrastato la Valle di Suessola. "L'attenzione dell'amministrazione comunale - spiega -  ai massimi livelli fin dal primo minuto in cui si  levata la colonna di fumo da Airola.
Stiamo seguendo passo dopo passo i riscontri tecnici e le rilevazioni delle centraline Arpac sul campo.
Comprendiamo perfettamente la paura e la giustificata apprensione dei residenti, ma vogliamo rassicurare tutti sul fatto che gli enti preposti stanno facendo tutto il necessario per verificare la qualit dell'aria e prevenire qualsiasi rischio sanitario.
Restiamo vigili e operativi".
Nonostante gli sforzi dei sindaci per stemperare gli animi e gestire l'emergenza con pragmatismo, nel dibattito pubblico si leva fortissima la voce di chi ritiene che le sole raccomandazioni alla cittadinanza non bastino pi a coprire le voragini di un sistema che scricchiola pericolosamente.
Sulla vicenda  intervenuta con un duro comunicato la federazione di Alleanza Verdi e Sinistra della Valle di Suessola, che sposta l'asse del confronto sul terreno spinoso delle responsabilit politiche e istituzionali. "Rogo tossico in Valle Caudina: non sono sufficienti le raccomandazioni alla cittadinanza, - scrivono - vogliamo pi responsabilit da parte delle istituzioni.
Il vasto incendio divampato nell'area industriale di Airola ha provocato una densa colonna di fumo che ha coinvolto pi province.
Enorme il rischio sanitario ed ecologico causato dalle diossine, eppure ancora nulla sulle responsabilit dell'ennesimo disastro ambientale nei nostri territori".
Intanto, il consigliere regionale del M5S e presidente della Commissione Agricoltura del Consiglio regionale, Raffaele Aveta, assicura il rafforzamento del monitoraggio nella Valle di Suessola con l'attivazione di una centalina ad Arienzo. "Resta alta l'attenzione anche sulle possibili conseguenze per la Valle di Suessola e per il versante casertano.
Per questo ho chiesto di rafforzare il monitoraggio dell'area, cos da verificare con puntualit l'eventuale propagazione degli effetti dell'incendio - Siamo in attesa oggi dei risultati delle analisi.
Servono dati precisi per valutare ogni possibile ricaduta sulla salute dei cittadini, sull'ambiente e sulle attivit agricole del territorio", dichiara Aveta.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
