IL DIPARTIMENTO.
Nadia Verdile.
Toscana Virus, dalla Vanvitelli un biosensore innovativo che consente diagnosi in dieci minuti ed ha una sensibilit mille volte superiore al tampone molecolare.
Una scoperta che potrebbe aprire nuove prospettive nella diagnosi rapida delle malattie infettive.
Merito di un gruppo di ricerca interdisciplinare che ha sviluppato un biosensore ottico in fibra capace di rilevare il Toscana Virus in circa dieci minuti, con prestazioni che potrebbero rappresentare un importante passo avanti nella diagnostica point-of-care, cio eseguibile direttamente vicino al paziente.
Il Toscana virus  quello che ha fermato nei giorni scorsi la tourne di Tommaso Paradiso.
A spiegare la portata del risultato  il professor Nunzio Cennamo, ordinario di Elettronica e Fotonica al Dipartimento di Ingegneria della Vanvitelli: "Dopo lunghi mesi di lavoro, grazie ad un gruppo di ricerca interdisciplinare, siamo riusciti a sviluppare un biosensore in fibra ottica per il Toscana Virus. Il sensore, in circa 10 minuti,  in grado di rilevare e misurare quantitativamente la presenza del virus, con una sensibilit mille volte superiore a quella del tampone molecolare e con elevatissima selettivit, senza falsi positivi, utilizzando un dispositivo portatile di pochi centimetri".
IL CONTESTO.
Il Toscana Virus, pur essendo noto alla comunit scientifica, continua a essere considerato un patogeno sottodiagnosticato.
Viene trasmesso dai pappataci, piccoli insetti presenti soprattutto nelle aree mediterranee durante la stagione calda.
Come sottolinea il professore, le conseguenze dell'infezione non devono essere sottovalutate: "Si tratta di un risultato di grande interesse perch il Toscana virus pu in alcuni casi provocare meningite e meningoencefalite.
Nonostante la potenziale pericolosit,  un virus ancora poco studiato e la sua infezione non sempre viene diagnosticata tempestivamente".
Proprio la difficolt di identificare rapidamente il virus rappresenta una delle principali criticit cliniche.
Per questo motivo, poter contare su uno strumento di piccole dimensioni, rapido e altamente sensibile potrebbe fare la differenza nella gestione dei pazienti. "Il nostro biosensore potrebbe quindi rappresentare un valido supporto per rispondere all'esigenza di diagnosi pi rapide e contribuire a individuare tempestivamente l'infezione".
LA COLLABORAZIONE.
Dietro questo risultato c' anche il lavoro della giovane ricercatrice. "Il progetto di ricerca sul Toscana Virus rientra nel lavoro di tesi della dottoranda Federica Passeggio, che ha gi sviluppato altri biosensori ottici per patogeni, sia virus che batteri". La ricerca  stata resa possibile grazie alla collaborazione tra diversi gruppi scientifici europei. "In particolare, il biosensore per il Toscana Virus  stato realizzato grazie ad un gruppo di ricerca internazionale che ha consentito di combinare i sensori in fibra ottica, sviluppati dal Dipartimento di Ingegneria della Vanvitelli, con biorecettori in grado di riconoscere il Toscana virus, prodotti da colleghi di universit tedesche e francesi".
I sensori ottici realizzati alla Vanvitelli costituiscono il "cuore" tecnologico del dispositivo, mentre i biorecettori sviluppati dai partner europei consentono il riconoscimento selettivo del virus. L'integrazione di queste competenze ha permesso di arrivare a un sistema diagnostico innovativo e facilmente trasportabile, progettato per applicazioni di Point-of-Care Test. Un lavoro corale tra universit e centri di ricerca.
La fase successiva, quella della caratterizzazione e della validazione del biosensore, ha richiesto il coinvolgimento di numerose competenze scientifiche.
"La lunga e complessa fase di caratterizzazione del biosensore ottico sviluppato  stata condotta in collaborazione con diversi gruppi di ricerca della Vanvitelli, della Federico II e dell'Universit di Siena, coinvolgendo colleghi esperti del settore quali i professori Giuseppe Portella e Massimiliano Galdiero".
Un risultato che testimonia quanto oggi la ricerca pi avanzata nasca dalla collaborazione tra discipline diverse, dall'ingegneria alla fotonica, fino alla microbiologia e alla medicina.
L'importanza dello studio  stata riconosciuta anche sul piano scientifico internazionale. "I risultati scientifici di questo sensore per Point-of-Care Test, con nostra grande soddisfazione, sono stati pubblicati a giugno sulla rivista "Analytical Chemistry" della Societ Chimica Americana". La pubblicazione su una delle riviste pi autorevoli del settore rappresenta una certificazione del valore scientifico del lavoro svolto e conferma il ruolo sempre pi rilevante della ricerca italiana nel campo delle tecnologie diagnostiche avanzate.
In un'epoca in cui la rapidit della diagnosi  diventata uno degli strumenti pi efficaci per affrontare le malattie infettive, il biosensore sviluppato dall'Universit Vanvitelli mostra come l'incontro tra ingegneria, fotonica e biomedicina possa trasformarsi in una concreta opportunit per la salute pubblica.
E, nel caso del Toscana Virus, potrebbe contribuire a colmare una lacuna importante nella capacit di riconoscere e monitorare tempestivamente un'infezione ancora troppo poco conosciuta.
 RIPRODUZIONE RISERVATA
