LO SCENARIO.
Luisa Conte.
Duecentocinquanta milioni di euro.
Anzi, 252. E' questa la cifra che rischia di diventare una delle parole chiave della prossima campagna elettorale a Caserta.
La relazione del ministero dell'Interno sull'attivit della commissione straordinaria che amministra il Comune dopo lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche ha riportato al centro la situazione finanziaria dell'ente: una situazione definita grave, con il rischio di un nuovo dissesto e una macchina amministrativa che, secondo il Viminale, ha mostrato negli anni forti difficolt nella riscossione dei tributi e nell'organizzazione del personale.
Di certo, questa cifra  destinata a diventare un'arma politica nelle mani del centrodestra contro il centrosinistra, chiamato a rispondere della gestione finanziaria degli ultimi nove anni, quando alla guida del Comune c'era il dem Carlo Marino.
Ma il Pd prova a spostare la discussione: non negando le difficolt finanziarie dell'ente, ma contestando il modo in cui vengono raccontate.
Stefano Lombardi, segretario provinciale dem, chiede di partire dagli atti. "A Caserta ormai sembra che basti pronunciare una cifra per raccontare tutta la storia della citt: 252 milioni di euro", osserva Lombardi, che definisce il numero "enorme" e capace di "trasformarsi in una verit senza che nessuno si chieda a cosa corrisponda realmente". Il segretario dem riconosce che l'ente deve affrontare problemi finanziari rilevanti, ma ritiene che "non si pu ridurre una situazione complessa a uno slogan elettorale".
La sua ricostruzione parte dall'Osl, l'organismo che gestisce il dissesto.
Secondo Lombardi, gli atti pi recenti raccontano una situazione diversa da quella che emerge dalla semplice ripetizione della cifra dei 252 milioni. "Con la deliberazione Osl numero 16 del 2026 era stata approvata una prima versione del Piano di estinzione delle passivit del dissesto, con una massa passiva superiore a 144,5 milioni di euro e un avanzo stimato nell'ordine dei 25 milioni". Poi il Piano  stato modificato.
Lombardi richiama "la deliberazione 34 del 30 aprile 2026. I numeri aggiornati indicano circa 166,6 milioni di euro di massa attiva, circa 120 milioni di passivit ammissibili e una differenza positiva di circa 45,9 milioni di euro". Quei 45,9 milioni, precisa, "sono il risultato positivo prospettato dalla gestione liquidatoria e il Piano deve seguire il procedimento previsto dalla legge e le necessarie approvazioni". E se il centrodestra utilizza i 250 milioni per rappresentare la dimensione del dissesto finanziario della citt, Lombardi chiede di chiarire il perimetro di quella cifra. "Non si pu prendere una cifra massima o una ricostruzione complessiva dell'indebitamento e trasformarla automaticamente in "252 milioni di debiti del Comune"".
Quali debiti sono compresi? A quale periodo si riferiscono? Qual  il perimetro contabile? Quali passivit appartengono alla procedura di dissesto e quali alla gestione ordinaria dell'ente? Una distinzione che, secondo Lombardi, cambia il significato politico di quel numero. "Perch dice 252 milioni  una cifra che fa paura.
E chi governa oggi pu avere interesse a rappresentare la citt come se fosse stata consegnata sull'orlo del baratro, per poi presentarsi come il salvatore".
IL QUADRO.
Lombardi porta, quindi, nella discussione anche i dati del bilancio comunale. "Il risultato di amministrazione presunto al 31 dicembre 2025  di 143,2 milioni di euro", afferma, precisando per che "dopo accantonamenti, vincoli e somme destinate agli investimenti, la parte disponibile risulta negativa per 7,83 milioni di euro". Nel quadro ci sono poi "oltre 54 milioni di euro di Fondo Crediti di dubbia esigibilit, quasi 14,7 milioni di Fondo Anticipazioni di liquidit, oltre 9 milioni di fondo contenzioso e oltre 5,1 milioni di debiti fuori bilancio segnalati o gi riconosciuti e rateizzati". Numeri che confermano una situazione finanziaria tutt'altro che semplice.
Ma proprio per questo, per Lombardi, si devono mettere "tutti i numeri sul tavolo.
Non abbiamo paura di parlare di dissesto, debiti, difficolt di riscossione, Fcde, Fal, contenzioso e debiti fuori bilancio.
Non abbiamo paura neppure di riconoscere gli errori del passato", spiega, ma chiede "stessa misura per tutti e verit sui numeri" perch "Caserta non ha bisogno di propaganda ma di un progetto serio per il futuro". La battaglia sui 252 milioni  appena iniziata: il centrodestra ne far un'arma elettorale, il centrosinistra dovr difendersi carte alla mano.
 RIPRODUZIONE RISERVATA
