"La Coppa America a Napoli? Primo o poi sarebbe arrivata.
Perch Napoli  la storia della vela, e la vela ha attinto a piene mani negli uomini e nella storia del golfo.
Il sogno  che attraverso la pi grande manifestazione velica del mondo, la leggenda possa arrivare a tutti, grandi e piccoli e, una volta che il vento dell'America's cup sia volato via, a Napoli possano rimanere strutture, passione, bambini, vele". Pasquale Orofino, presidente della V zona della Federvela, l'area del territorio campano e poco pi, ne  convinto.
La Coppa America far da traino per la vela napoletana come Sinner lo ha fatto per il tennis italiano Paragone calzante? "Assolutamente s. Dopo le vittorie di Sinner nel nostro Paese gli appassionati di tennis si sono moltiplicati.
Lo stesso nella vela".
Come?
"C' un grande fermento.
Chi pratica gi la vela sar coinvolto come volontario, operatore, spettatore, collaboratore.
Chi  semplice osservatore, capir quanto  bello andare per mare".
Nell'immaginario collettivo la vela  uno sport di difficile accesso...
"Sono tre gli asset sui quali insistere: i circoli, che gi lavorano benissimo, dovranno farsi trovare ancora pi pronti.
Si  concluso un corso istruttori che metter a disposizione altri 20-30 tecnici che lavoreranno presso le scuole vela.
Poi dovremo dotare anche di mezzi e imbarcazioni i Circoli per far s che un bambino sostenga solo il costo dell'equipaggiamento personale e non altro.
Infine, lavorare sulle rette".
Campioncini in Campania.
Come  la situazione?
"Stiamo attraversando un momento molto felice.
Raffaele Nugnes e Irene Cozzolino hanno vinto i campionati italiani giovanili a Ravenna, Ginevra Caracciolo protagonista in tutte le regate internazionali.
Federico Figlia di Granara ha vinto il mondiale juniores sul Nacra 17 e ora  salito su Luna Rossa.
A questi ragazzi ora dobbiamo dare strutture".
Come?
"Penso all'area di Bagnoli.
E' come se stessimo costruendo un Palazzetto dello Sport e poi, una volta consegnato, decidiamo di farne un parcheggio.
Sarebbe un assurdo.
Per vocazione naturale Bagnoli deve ospitare un centro velico federale che sarebbe un motore incredibile, sia come risposta agli appassionati, sia come riferimento per quanti vogliono allenarsi a Napoli anche dall'estero.
Climaticamente non abbiamo periodi in cui non si pu uscire per mare.
Il vento  costante, le temperature sono ottimali.
Napoli deve diventare un centro di preparazione federale con la presenza di tutti i circoli".
Che tipo di iniziative collaterali state predisponendo in occasione della Coppa America?
"Ripeteremo l'iniziativa fatta grazie a Sport e Salute con i ragazzini di Caivano.
In una prima fase siamo stati in piscina a Caivano sugli Optimist. Ora verranno nel Golfo sugli RS21 e potranno fare una esperienza di mare in prima persona.
La Coppa deve arrivare nelle periferie.
Poi saremo presenti nel Race Village con i nostri stand e le attivit promozionali e il Parasailing".
In che modo?
"Il 28-30 settembre al circolo Ilva avremo una manifestazione dedicata alla vela paralimpica con Unicredit e molte associazioni del terzo settore".
A ottobre a Napoli arriver il Campionato Italiano Classi olimpiche.
"Si svolger dal 21 al 24 ottobre.
Sar un banco di prova rilevante sul piano tecnico.
Per gli atleti  un passaggio utile nella programmazione stagionale e nella valutazione del proprio livello competitivo".
Cosa lascer la Coppa America a Napoli.
"Un rapporto con il mare pi forte, pi solido.
Intendiamoci Napoli gi fa parte della storia della vela con le sue leggende, i suoi campioni, i suoi uomini.
Ora il mio sogno  acquisire quegli spazi necessari per fare della vela lo sport di tutti.
Nessuno escluso".
g.a.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
