i chiama "conto di base" ed  un conto corrente pensato con finalit di inclusione finanziaria.
Risponde a esigenze semplici di gestione del denaro e prevede un insieme di operazioni e servizi generalmente pi limitato rispetto a strumenti simili.
E' stato introdotto da una direttiva europea recepita nel Testo Unico Bancario.
Nelle scorse settimane la Banca d'Italia ha effettuato una comunicazione di vigilanza perch gli operatori, i prestatori di servizi di pagamento, ne promuovano la conoscenza.
L'obiettivo  garantire l'accesso ai servizi a categorie particolarmente fragili, nel contesto sociale ed economico, a costi contenuti.
Fino al 2025 se ne contavano in Italia 180mila, ma Bankitalia stima un'utenza potenziale di oltre 7 milioni di residenti.
La gran parte di quelli esistenti, cio 108mila,  stata attivata nell'arco di pochi anni, tra il 2016 e il 2023. A guardare gli altri Paesi, si parla di 1,2 milioni in Germania e altrettanti in Svezia, 446mila in Irlanda, 320mila in Francia e 111mila in Belgio.
In numero inferiore rispetto all'Italia invece in Spagna e in Polonia, rispettivamente a quota 103mila e 74mila.
In Italia per sono molto diffusi i prodotti alternativi, come le carte "ibanizzate" e i conti online, che offrono un pacchetto di servizi pi ampio rispetto a quello previsto per legge per i conti di base, anche con tariffe economiche.
Prodotti considerati convenienti per chi per esempio non ha diritto alla gratuit del conto "inclusivo".
E' la stessa Bankitalia a riepilogarne le funzioni.
Si possono fare e ricevere bonifici, anche attraverso l'internet banking (se presente), farsi accreditare lo stipendio o la pensione e ottenere una carta di debito, il bancomat, con cui fare pagamenti e prelevare contante agli sportelli automatici.
Si pu disporre il pagamento delle bollette e versare contanti o assegni bancari o circolari.
Non si pu, invece, avere un fido n si pu andare "in rosso". Possono essere richiesti servizi aggiuntivi, anche se l'intermediario deve valutarne la coerenza caso per caso con caratteristiche ed esigenze del cliente.
In sostanza, alcune operazioni vedi i prelievi allo sportello della propria banca, l'addebito di utenze o i pagamenti con carta di debito possono essere fatte in numero illimitato.
Altre operazioni invece possono essere effettuate fino a un tetto massimo oltre il quale si paga un costo aggiuntivo:  il caso di prelievi su sportelli automatici di altre banche, versamento di contanti o assegni o lo stesso prelievo contante al proprio sportello di riferimento.
Hanno diritto al conto di base i consumatori che soggiornano legalmente nell'Unione europea.
Diritto che riguarda quindi anche le persone senza fissa dimora e i richiedenti asilo sulla base delle convenzioni internazionali.
Il conto  pensato in particolare per fasce di popolazione vulnerabili come le persone a basso reddito e i migranti.
Chi ha un Isee inferiore a 11.600 euro pu aprire il conto senza pagare nulla, neppure l'imposta di bollo.
Chi ha una pensione annua lorda fino a 18mila euro ha diritto a un conto di base pagando la sola imposta di bollo.
In questi casi, per, se si supera il tetto massimo previsto si pagher un costo per ogni operazione in pi.
Ci sono comunque casi in cui non si ha diritto all'accensione del servizio.
Tre in particolare.
Il primo: se si ha gi un conto corrente o un altro conto di pagamento in Italia (anche fosse una carta prepagata con iban) che si intende lasciare aperto.
Il secondo: se si intende utilizzare il conto per operazioni legate a un'attivit imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale.
E un terzo: se non si soggiorna legalmente nell'Unione europea.
I prestatori dei servizi di pagamento possono rifiutare l'apertura del conto di base anche se il richiedente  in possesso dei requisiti richiesti: accade, in particolare, quando non c' la possibilit di identificare e verificare adeguatamente il cliente secondo la normativa antiriciclaggio e antiterrorismo.
E quando c' il fondato sospetto che il conto possa essere usato per scopi illegali.
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