Musk non potr vendere fino al prossimo giugno.
e rester a lungo il principale azionista.
Tra i soci.
Nvidia, Norges, Fidelity e il fondo sovrano saudita Pif.
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essuno tra i grandi soci di Space X  come Elon Musk. Neppure dopo la maxi-ipo del gruppo dell'aerospazio dell'uomo pi ricco al mondo.
Il miliardario sudafricano, anche dopo la quotazione a Wall Street con la quale il colosso dei lanciatori e dei satelliti ha raccolto 86 miliardi di dollari, continua a essere di gran lunga il primo e principale azionista.
Detiene il 48,4% delle azioni e ha in pratica l'80% dei diritti di voto.
Cifra destinata a mantenersi tale.
Anche perch l'uomo cui il prospetto dell'azienda, prima dell'ipo, dedicava un paragrafo riguardante i rischi legati a una sua eventuale uscita tanto  l'immedesimazione della societ con il manager non potr vendere azioni fino al prossimo giugno.
Sul suo pacchetto  infatti previsto un periodo di lock-up di 366 giorni.
Gli ultimi documenti depositati alla Sec, la Consob statunitense, aiutano intanto a farsi una idea pi dettagliata dell'azionariato di SpaceX e di chi  voluto salire su quella che finora  stata la pi grande ipo mai realizzata.
Una compagine di soci, molti di lunga data, che, sebbene dal giorno della quotazione il titolo sia andato sull'ottovolante, ha visto decollare il valore della propria partecipazione se paragonato all'investimento iniziale.
Sundar Pichai, numero uno di Alphabet, la holding che controlla Google, ha visto lievitare di 100 volte i 900 milioni di dollari inizialmente investiti dalla Big Tech. A fine giugno il pacchetto da 551,2 milioni di azioni in mano al colosso di Mountain View valeva infatti 94 miliardi.
Nella compagine azionaria di SpaceX non poteva mancare Peter Thiel. La societ di venture capital Founders Fund dell'imprenditore tedesco e capo di Palantir ha in portafoglio 427,3 milioni di azioni il cui controvalore si aggira attorno a 60 miliardi.
Altri grandi nomi nell'orbita dei lanciatori di Musk sono Fidelity, il fondo sovrano saudita Pif, con 154 milioni di azioni e la societ di venture capital Gigafund. Nelle scorse settimane  emersa la quota a 1,3 miliardi del fondo sovrano norvegese Norges.
Una partecipazione attorno allo 0,05%, il cui valore  di poco superiore a quello della quota che a giugno era in mano a Intesa Sanpaolo.
C' infatti una sponda italiana nelle mosse di Musk che quando acquis Twitter, poi trasformato in X, cont anche sul sostegno di Unipol, che dall'investimento nel gruppo dell'aerospazio ha ottenuto una plusvalenza potenziale di 200 milioni.
LA QUOTAZIONE.
Della partita  poi il gigante dei chip Nvidia, protagonista di round di finanziamento anche di Anthropic, l'azienda dell'intelligenza artificiale che ha sviluppato il modello Claude il cui approdo sul Nasdaq in autunno si appresta a diventare il nuovo grande evento finanziario globale con una valutazione attesa di 2.000 miliardi di dollari.
Ma d'altronde ai diversi round della societ di Dario Amodei avevano partecipato i grandi nomi del tech Usa, come Amazon, Microsoft e Google, oltre ai fondi sovrani di Singapore Gic ed emiratino Qia.
La partecipazione delle Big Tech  cosa comune.
In Cina l'ipo dei robot umanoidi di Unitree, ad esempio, ha attirato l'attenzione dei giganti locali Tencent, Alibaba e Meituan. Gli stessi soci di Anthropic potrebbero giovare dell'ipo.
Secondo quanto rivelato dal sito The information, specializzato in notizie sul mondo della Silicon Valley, Anthropic potrebbe consentire agli attuali azionisti di vendere le proprie quote.
Nvidia aveva puntato su SpaceX gi prima del debutto sul listino tecnologico newyorkese.
Come rivelato dal Financial Times, il gruppo dei chip guidato da Jensen Huang, aveva infatti investito in XAi, la societ di intelligenza artificiale della galassia muskiana, prima che questa venisse incorporata in SpaceX. Di lunga data  l'interesse di Cathy Wood, fondatrice di Ark che vede in SpaceX prospettive altissime perch in anticipo di diversi anni sui concorrenti, soprattutto per la possibilit di poter riportare a terra i razzi e farli ripartire e per i potenziali sviluppi dei data center spaziali.
Una fiducia che si  concretizzata all'inizio di agosto, quando, nel primo giorno di sblocco delle vendite di azioni del colosso dello Spazio i suoi fondi hanno aggiunto al loro pacchetto ulteriori azioni.
Tra i nomi di spicco emersi dai documenti depositati dal gruppo di Musk c' inoltre quello di uno stretto alleato del magnate sudafricano.
Si tratta di Antonio Gracias, fondatore di Valore e componente del board di SpaceX, attraverso cui detiene oltre 500 milioni di azioni del gigante dell'aerospazio.
Un pacchetto che a giugno valeva circa sessanta miliardi di dollari.
E infine ci sono i grandi fondi, da Blackrock a Vanguard, passando per Invesco, State Street e per diversi fondi pensione statunitensi, da quello del New Jersey a quello Utah a quelli dei dipendenti pubblici dell'Oregon e dei lavoratori della scuola del New Mexico.
Intanto, a inizio agosto,  scaduto il primo periodo di lock up delle azioni di SpaceX, che ha pi che raddoppiato il numero di azioni scambiate.
Un altro consistente pacchetto si liberer il prossimo luglio, compresi gli oltre 6,4 milioni di titoli ora nei portafogli di Musk. Nuovo flottante per continuare ad alimentare la febbre tech.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
