Riccardo Cannavale.
In mezzo al campo  uomo d'azione e di ragionamento.
Uno stoico, inteso in senso filosofico.
Ordine, controllo, equilibrio sono la sua regola.
Palmiero, che Avellino sta venendo su?
"Abbiamo iniziato da poco, credo sia stata costruita un'ottima squadra.
Ci sono tanti giovani nuovi, che significa energia, ritmo e intensit. Chi  rimasto dall'anno scorso, poi, ha gi superato l'impatto con la serie B ed  migliorato sotto tutti i punti di vista: tattico, tecnico, fisico e mentale.
Qui si cresce molto, soprattutto mentalmente".
In che senso?
"In ogni stagione anche le squadre pi forti attraversano periodi difficili.
Anche qui ad Avellino  cos ma quando riesci a superarli, quei momenti, ti accorgi di essere cresciuto.
In questa piazza anche la critica diventa uno stimolo che ti fa reagire".
E' al quarto anno ad Avellino e oggi indossa anche la fascia.
Essere capitano l'ha cambiata?
"Sento sicuramente una responsabilit maggiore nei confronti dei compagni e della piazza, per il mio atteggiamento  rimasto quello di sempre.
Quando trascorri tanti anni in un posto impari a conoscerlo, a frequentarlo e a viverlo.
Ormai Avellino la conosco bene.
E' diventata una citt che fa parte della mia quotidianit".
Di Nesta cosa l'ha colpita in questi primi mesi di lavoro?
"Innanzitutto l'umilt della persona.
Parliamo di uno che ha avuto una carriera straordinaria,  stato un'icona del calcio, ma ha ancora una grande voglia di emergere, anche da allenatore.
Cerca di trasmetterci la sua idea: vuole una squadra che giochi, che provi a buttare via il pallone il meno possibile e che proponga calcio".
E il rapporto con la squadra?
"Da ex calciatore riesce a comprendere subito e meglio se ci sono difficolt".
A trent'anni e con tante stagioni alle spalle, che calciatore  oggi Luca Palmiero?
"Rispetto a quando ho iniziato tra i professionisti ho sicuramente una maturit diversa.
E' cambiata soprattutto la gestione dei momenti, sia delle vittorie sia delle sconfitte.
A vent'anni non hai ancora piena consapevolezza di tante cose che accadono intorno a te.
Poi impari a gestire meglio le situazioni e anche a comprenderle prima, dentro e fuori dal campo".
Pensa di aver raccolto finora ci che meritava?
"Non ho rimpianti.
Sicuramente qualche scelta avrei potuto farla meglio, ma anche gli errori fanno parte del percorso.
Credo di aver avuto quello che meritavo fino a questo momento.
Ma spero di raccogliere ancora altri frutti".
Si vede ancora a lungo con la maglia dell'Avellino?
"Qui sto bene e spero di continuare il pi possibile.
Ma nel calcio non bisogna mai dare nulla per scontato".
In un calcio sempre pi veloce e fisico, un giocatore come Palmiero, che ha altre caratteristiche, riesce ancora a fare la differenza.
Perch?
"Bisogna sapersi adattare sempre, mettendo le proprie caratteristiche a disposizione della squadra.
Soprattutto in Italia, negli ultimi anni il calcio  andato molto nella direzione di giocatori fisici e di gamba.
Per, credo che la tecnica, la tattica, le letture, la capacit di capire il gioco restino al centro di ogni progetto".
Ci pensa mai al suo futuro?
"A quando smetter non penso ancora.
Mi diverto, amo quello che faccio e voglio continuare il pi a lungo possibile.
Credo anche che, quando un giorno smetter, sar difficile vedermi completamente lontano dal calcio, perch provo una passione enorme per questo gioco e mi piacerebbe restarci.
Per quanto riguarda Avellino, sarei contento se i tifosi ricordassero quanto tengo a questa maglia e quello che cerco di dare ogni volta.
So quanto tengano a questo aspetto e penso che riescano a percepirlo".
Chi  Luca Palmiero quando torna a casa?
"Una persona tranquilla.
Amo rilassarmi, non ho particolari grilli per la testa.
Mi piace stare a casa, trascorrere il tempo con la mia ragazza, con la famiglia e con gli amici".
Domenica c' il Modena.
Che partita sar?
"Affrontiamo una squadra forte e ci teniamo a fare una grande prestazione.
Quando vai in campo devi farlo sempre con l'idea di competere con l'avversario.
Poi non  detto che ci si riesca sempre, ma la mentalit deve essere quella: competere e giocare per vincere".
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