Massimo Roca.
Il destino, a Montemiletto, ha una data precisa: 14 aprile 1419. E' il giorno della riconquista del feudo da parte di Algiasio Tocco, episodio che dopo oltre 6 secoli torna al centro della decima edizione di Si qua fata sinant.
Da domani a domenica il borgo irpino si veste di Medioevo con cortei, combattimenti, spettacoli, fuochi, taverne, giochi e oltre 200 figuranti, trasformando la memoria di una battaglia in una festa capace di parlare anche al turismo e al futuro della comunit.
"Abbiamo ottimizzato la logistica, aumentato il numero dei figuranti locali, migliorato la parte food inserendo per la prima volta le taverne e cambiato la scena dell'assedio al castello, garantendo una visibilit maggiore" spiega Florindo Garofalo della Pro Loco Mons Militum.
Il programma si articoler attraverso tre piazze spettacolo, quattro aree dedicate a spettacoli itineranti e punti teatrali, con un percorso supportato da mappe e da un'app dell'evento.
Domani alle 19 l'inaugurazione con il grande corteo.
Sabato, alle 19, il corteo attraverser il borgo e alle 23.30, sotto la Porta della Terra, andr in scena il Gran Corteo e l'Assalto al Castello, con rulli di tamburi, colpi di fucile, combattimenti e scenografie di fuoco.
Domenica spazio al Pranzo sotto le mura, mentre gli spettacoli culmineranno alle 21 con la Giostra degli Armigeri.
Tra le novit figura anche la possibilit per i visitatori di indossare un costume storico e partecipare al corteo, previa prenotazione.
Per i bambini sono previsti laboratori per la costruzione di armi in legno.
Anche il Passaporto Irpino entra nel circuito dell'iniziativa: chi far timbrare il passaporto all'Info point ricever una birra in omaggio.
Il titolo della rievocazione rimanda direttamente alla vicenda storica che si intende riportare in scena.
"Si qua fata sinant"  una locuzione latina traducibile come "se il destino lo permette", tratta dall'Eneide.
Il riferimento al fato si lega alla storia di Montemiletto e, in particolare, agli avvenimenti dell'aprile 1419, quando Algiasio Tocco, tornato dall'esilio, insieme agli zii Giovanni e Filippo Filangieri riconquist il feudo caduto nelle mani di Andrea Caracciolo per volont della regina Giovanna II d'Angi e del predecessore Ladislao di Durazzo.
Il sindaco Massimiliano Minichiello ricorda il dato di circa 27 mila visitatori raggiunto nelle precedenti edizioni.
Si punta ad utilizzare la cultura come leva di sviluppo.
Un percorso che parte dagli eventi ma guarda alla valorizzazione del borgo, alla sua capacit attrattiva e alla crescita dei flussi turistici.
Nell'ambito dell'accordo con la Provincia sul Turismo delle Radici, Montemiletto  tra gli 11 comuni coinvolti in un investimento complessivo di 1,2 milioni di euro, destinato alla valorizzazione e alla promozione del territorio.
Tra i progetti figura anche il Castello della Leonessa. "Mettere insieme l'ente locale e il mondo del volontariato  un bene per la comunit", osserva Giuseppe Silvestri, presidente provinciale dell'Unpli, che parla anche di un cambio di mentalit nella promozione del territorio: dalle vecchie convinzioni secondo cui "in Irpinia non c' niente" a una stagione nella quale amministrazioni, Pro Loco e associazioni lavorano per costruire iniziative e contrastare lo spopolamento.
Dentro questa prospettiva si inserisce anche "Fata nostra, i destini che abitiamo", mostra pittorica curata da Emanuela Conforti e allestita da Tina Sprintoso nel Chiostro del Comune.
Saranno 18 gli artisti coinvolti, chiamati a confrontarsi con destino, memoria, identit e futuro.
L'inaugurazione  fissata domani alle 18.30 e sar accompagnata dalla performance di body painting Verba velata di Vivian Belmonte e dalle musiche del maestro Pasquale Termini al violoncello.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
