ARIANO IRPINO/2.
Vincenzo Grasso.
"Con spirito costruttivo, insieme alla consigliera Laura Cervinaro del gruppo E' Tempo di Ariano, ho protocollato la richiesta di convocazione di un consiglio comunale su uno dei temi pi scottanti per l'amministrazione e vale a dire il trasporto pubblico urbano e le serie difficolt economico-finanziarie dell'Amu.
La societ partecipata rischia la messa in liquidazione o addirittura il fallimento per cui sono inderogabili delle decisioni urgenti a salvaguardia del servizio, dei dipendenti e del comune stesso". A sostenerlo, nella richiesta di convocazione della massima assise locale,  il consigliere di minoranza Carmine Grasso, che non manca di indirizzare qualche frecciatina polemica nei confronti dell'attuale esecutivo.
Specie quando sostiene che "esaurito questo lasso di tempo dei cento giorni, termina la cosiddetta "luna di miele" con l'elettorato, l'azione sul territorio viene analizzata criticamente dalle opposizioni che fanno rilevare molte incongruenze ed inefficienze, cominciando a porre all'attenzione di una amministrazione, ancora distratta dalle beghe interne e dalle festivit, una serie di problematiche, aspettandosi le prime soluzioni o almeno indirizzi per le soluzioni".
Insomma, il tema della sopravvivenza o meno dell'Amu torna di grande attualit. E non potrebbe essere diversamente.
La Regione Campania ha prorogato all'azienda arianese la commessa sulla tratta Manna-Camporeale (380 mila euro l'anno) fino al 31 dicembre 2026. Data entro cui la gestione delle corse dovrebbe passare all'Air. A questo punto l'Amu, in mancanza di un sub appalto con l'Air, e potendo svolgere solo le corse esterne e il trasporto alunni, potr continuare a sopravvivere o dovr essere messa in liquidazione, come da pi parti si sostiene? In realt, il tema  inserito gi da tempo nell'agenda della nuova amministrazione comunale.
Tanto che dopo le prime interlocuzioni con la Regione Campania portate avanti dal sindaco Ferrante e dal vice sindaco Puopolo, proprio questa sera si riuniscono i gruppi di maggioranza di centrodestra per individuare la strada pi opportuna da seguire per evitare il fallimento dell'Amu e favorire, invece, una transizione "dolce" verso altre ipotesi operative che non dovrebbero, ovviamente, eliminare il servizio del trasporto pubblico in citt e nelle periferie. "Sempre che - sostiene Michele Caso della Uil - siano salvaguardate le fasce occupazionali e non si danneggi l'utenza, a cui vanno garantiti i servizi.
Non pu essere la citt a subire una eventuale beffa".
In realt, i nodi da sciogliere sono diversi.
Innanzitutto, quello relativo alla copertura del deficit di gestione degli anni addietro di 351 mila euro, che, sebbene accantonati, secondo al Corte dei Conti, non possono essere utilizzati per ripianare il deficit. Ma secondo alcuni, la Corte dei Conti non avrebbe escluso del tutto l'intervento del Comune.
In secondo luogo se sia il caso di mettere in liquidazione un'azienda che negli ultimi due anni non ha chiuso in rosso, ma addirittura con un piccolo utile.
Infine, come non tener conto di quanto potr accadere in Valle Ufita di qui a qualche anno con l'avvio dei movimenti presso la stazione Hirpinia.
C' quanto basta per ritenere che l'attuale esecutivo dovr puntare su una soluzione condivisa e possibilmente orientata verso la sopravvivenza di un'azienda partecipata che si prenda cura anche di altri servizi: parcheggi coperti e a raso, controlli sulla sosta, rilancio del trasporto pubblico sul territorio, modifiche di percorsi e servizi a chiamata individuale.
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