Si chiamava Tom-Tom. Intendiamoci, esiste ancora, ma all'inizio dell'era dei navigatori era un mito.
Era un po' come l'autoradio dei primordi.
Lo mettevi e poi lo staccavi e te lo portavi a casa.
Schermo piccolo, ma ti faceva sentire grande nelle navigazioni senza l'uso delle mappe cartacee (che io rimpiango).
Ora ogni smartphone e tablet ha il suo modulo Gps, ma anche ogni automobile ha il suo navigatore (qualcuna non ha pi la radio, purtroppo). Ma spesso sono note dolenti.
Non basta avere uno schermo da 20 pollici, occorre una guida aggiornata delle mappe e un'interfaccia voce adeguata.
Per l'aggiornamento, periodicamente, ti appare il consiglio di procedere nel download.
Ma il vero problema  la voce.
Non solo la voce chioccia che viene scelta di default dalla stragrande maggioranza di navigatori, ma la "Voce" intesa come mentore da seguire quasi a occhi chiusi, perch se guidi l'automobile non puoi sempre guardare la mappa a video (ci dicono di non usare lo smartphone mentre impugniamo il volante e poi dovremmo guardare una piccola tv con il nostro itinerario?). Ci sono momenti in cui lo zelo della Voce narrante  del tutto eccessivo: "Uscire dalla rotatoria alla seconda uscita". Che quasi sempre vuol dire "vai dritto", attraversando la rotatoria, ovviamente.
Oppure: "Svolta leggermente a destra", quando l'alternativa di sinistra  una strada sterrata di campagna che non ti azzarderesti mai a seguire, nemmeno se te lo dicesse lei, la Voce.
In altri casi la Voce ti dice di seguire la strada provinciale 26, come se l'indicazione del numero delle "sp" (cos come delle "ss") fosse in bella mostra da qualche parte.
In altri momenti scende un silenzio imbarazzante, quasi sempre quando la scelta  difficile.
E si sa, in questi casi, in aderenza al principio di Murphy, si finisce per fare quella sbagliata.
Oppure la Voce suggerisce itinerari improbabili che attraversano borghi medievali con strade con una pendenza del 20% e strette che non ci passa nemmeno un Apecar, quando l'alternativa  una comoda circonvallazione a tre corsie.
E mai, mai che la Voce si senta in dovere di dire: "Scusami, ho sbagliato".
E questo  insopportabile.
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