INFRASTRUTTURE.
Antonino Pane.
Rafforzare il carattere pubblico, evitare il coinvolgimento diretto in progettazioni e realizzazioni di opere, netta separazione patrimoniale e contabile rispetto alle Autorit di sistema portuale.
Sono 622 gli emendamenti proposti al disegno di legge di riforma della portualit, quello che inserisce nel sistema la Porti d'Italia Spa.
Diciamo subito che gli emendamenti presentati all'interno della Commissione Trasporti della Camera, incaricata di esaminare il disegno di legge, sono trasversali e incontrano, spesso, modifiche proposte da partiti di schieramento opposti.
Secondo Shipping Italy, proprio alla luce degli emendamenti, il Parlamento vuole ben definire "quanto dovr essere grande, e soprattutto quanto dovr essere autonoma, la nuova Porti d'Italia Spa".
LE PROPOSTE.
Cominciamo con i numeri.
Il Partito democratico ha depositato 237 emendamenti; Fratelli d'Italia 121; Avs 74; Movimento 5 Stelle 45; Lega 39 e Forza Italia 16. Dicevano della trasversalit perch sono arrivate proposte da maggioranza e opposizione che chiedono innanzitutto di restringerne il raggio d'azione della Porti d'Italia Spa e, soprattutto, rafforzare il suo carattere pubblico.
E' evidente l'obiettivo di impedire che possa trasformarsi in un concorrente degli operatori privati.
Dividere, insomma, nettamente le due anime della riforma e cio una societ che "da una parte opererebbe in regime di concessione, come braccio operativo dello Stato per la realizzazione degli investimenti strategici di rilevanza nazionale e internazionale e per la manutenzione straordinaria delle infrastrutture portuali.
Dall'altra potrebbe operare sul mercato, in Italia e all'estero, offrendo servizi di progettazione, ingegneria, consulenza e realizzazione di opere". Ed ecco il nodo.
E', infatti, questa sovrapposizione a essere finita sotto la lente degli emendamenti.
Forza Italia, Noi Moderati, Pd e Alleanza Verdi e Sinistra: hanno tutti presentato proposte per eliminare tout court la possibilit che Porti d'Italia svolga attivit "in regime di mercato". Ci sono poi altri emendamenti, presentati trasversalmente da Forza Italia, Fratelli d'Italia, Pd e +Europa, che puntano invece a una soluzione meno radicale: mantenere la possibilit di svolgere attivit sul mercato, ma escludere dalla sfera della societ la progettazione e realizzazione di opere infrastrutturali marittime e portuali.
Il principio  chiaro: se Porti d'Italia deve poter operare anche come impresa, dovr farlo senza poter utilizzare il vantaggio derivante dalla sua funzione pubblica.
Per Shipping Italy la maggioranza vuole blindare il controllo pubblico.
Se sulla possibilit di operare sul mercato si registra una convergenza trasversale, ancora pi evidente  la richiesta di blindare la propriet pubblica della nuova societ. Forza Italia propone che l'intero capitale di Porti d'Italia sia detenuto esclusivamente dallo Stato tramite il Mef e che non sia possibile alcun ingresso, anche indiretto, di soggetti privati.
Avs propone una formula analoga, mentre la Lega chiede che eventuali operazioni capaci di modificare l'assetto proprietario siano subordinate a un'esplicita previsione di legge e comunque non possano compromettere il controllo pubblico.
Anche Fratelli d'Italia interviene sul punto, proponendo di vietare al Mef la cessione delle azioni e alla stessa Porti d'Italia la partecipazione, nell'ambito delle attivit oggetto di concessione, a societ o veicoli insieme a soggetti privati.
Insomma le proposte che chiedono di rafforzare il carattere pubblico della Spa arrivano anche dai partiti della maggioranza che sostiene il Governo.
LE RISORSE.
Nel testo governativo la quota delle Adsp  compresa tra il 15 e il 25% ed  qui che arrivano alcuni dei correttivi pi pesanti.
Fratelli d'Italia propone di ridurre la percentuale a un massimo del 3%; Forza Italia propone invece una forchetta compresa tra il 5 e il 10%. Il Pd chiede che i costi di funzionamento della nuova Spa siano finanziati esclusivamente con risorse a carico del bilancio del Mit, senza gravare sulle entrate proprie delle Adsp. Il presidente di Assiterminal, Tomaso Cognolato: "Siamo in linea con l'obiettivo del Governo di delineare una governance pi coordinata a livello nazionale, garantire procedure uniformi in tutto il Paese, spingendo per investimenti strategici, come pi volte ribadito dal vice ministro Rixi.
Si percepisce - aggiunge Cognolato - l'esigenza di omologare i servizi, le procedure e l'interpretazione delle normative, lasciando la gestione di alcune funzioni in ambito locale cos come la volont di puntare a creare un sistema portuale efficiente e competitivo a livello globale, nonch consentire all'Italia di investire e operare anche all'estero attraverso la creazione di una nuova societ pubblica, la Porti d'Italia Spa".
 RIPRODUZIONE RISERVATA
