Titta Fiore.
VENEZIA.
Due storie familiari, tratte da libri di successo, che scavano in rapporti ancestrali, archetipici, come possono essere il legame tra una madre e un figlio, tra un nonno e un nipotino, sono al centro dei film che segnano il ritorno al Lido di Edoardo De Angelis e di Mario Martone e chiudono nel segno del cinema napoletano il programma della Mostra, i prossimi 9 e il 10 settembre, accomunate dalla potenza di racconti capaci di calarsi nelle pieghe pi intime delle relazioni umane.
In concorso per il Leone d'oro, "Il fuoco che ti porti dentro" diretto dal regista di "Indivisibili", che inaugur la Mostra nel 2023 con "Comandante", adatta per lo schermo il fortunato memoir di Antonio Franchini (Marsilio). Al centro del racconto c' Angela, una madre esagerata e antica, interpretata da Vanessa Scalera, che traduce con appassionata durezza la complessit viscerale e la ferocia di certi sentimenti familiari.
Angela, affiancata in scena da Lino Musella,  un concentrato di rabbia e di vitalit distruttiva in una commedia umana che sulla pagina vira dal grottesco al tragico e trasforma una semplice cena di Natale in un campo di battaglia emotivo. "Sto cercando un linguaggio nuovo", ha detto De Angelis alla fine delle riprese. "Non ne ho ancora capito l'alfabeto, ma so che tratta le cose di casa come paesaggi e la vita in famiglia come una lotta epica per la sopravvivenza". Mario Martone, pi volte in gara alla Mostra e anche in giuria, questa volta presenta fuori concorso "Scherzetto", ispirato all'omonimo romanzo di Domenico Starnone (Einaudi), quasi un film da camera che ruota intorno a due personaggi, un nonno famoso illustratore di classici, interpretato da Toni Servillo, e un nipotino di cinque anni, il piccolo Lorenzo Perrotta, che parla come un libro stampato, conosce tutto e sa fare tutto, rendendo la mamma Serena Rossi orgogliosissima di lui.
Tra quattro mura e un balcone, tra i due si consuma un vero e proprio duello psicologico.
Dice Martone: "Due personaggi agli estremi della vita, una situazione familiare spesso comica, un unico ambiente, e dei fantasmi.
Ma lavorando al film si sono affacciati anche i miei, di fantasmi, difficili da tenere a bada, e ho cominciato a inseguirli con la macchina da presa".
Accanto agli autori blasonati, spazio anche ai talenti emergenti del nostro territorio, che confermano la Campania al centro della scena cinematografica non solo nazionale.
Alle Giornate degli Autori, per esempio, la coproduzione franco-messicana "Saln de belleza"  stata girata in parte a Napoli e a Baia.
Nelle Notti Veneziane passa "La leggenda del deserto", opera prima di Elisabetta Giannini sull'esilio del popolo Saharawi prodotta dalla Marechiaro Film di Antonietta De Lillo e girata anche a Napoli.
E sempre nella stessa sezione si vedr "Il mestiere" di Beppe Tufarulo, con Luigi Lo Cascio che impianta cuori meccanici in anziani defunti perch i parenti possano continuare a riscuotere la pensione, realizzato in parte presso lo studio di animazione della Mad Entertainment. Mentre nella sezione Confronti si vedr il doc "I Nisidiani" di Riccardo Brun su un gruppo di scrittori napoletani che ha tenuto un laboratorio nell'istituto minorile di Nisida.
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