"Sto lavorando all'adattamento cinematografico di Ferito a morte di Raffaele La Capria con Sandro Veronesi, con cui mi trovo benissimo", ha svelato Edoardo De Angelis a "Pop corn stories", la rassegna di incontri ideata da Gennaro Bianco e diretta e condotta da Peppe Lanzetta alla La Colombaia, la residenza estiva ischitana di Luchino Visconti.
"Veronesi per me  un grande scrittore", ha continuato. "Abbiamo cominciato a scrivere la sceneggiatura, ma  presto per parlarne: vogliamo portarla a termine e vedere cosa ne verr fuori".
Il regista napoletano  gi con la testa alla Mostra di Venezia, dove sta per portare in concorso il suo nuovo film "Il fuoco che ti porti dentro", con Vanessa Scalera, Lino Musella, Elena Radonicich, Ivana Lotito e Tommaso Ragno, tratto dall'omonimo romanzo di Antonio Franchini, sul legame complesso tra un figlio scappato da giovane da Napoli a Milano, dove ha costruito la sua famiglia, ed una madre scontrosa ed ostile, che dopo anni lo raggiunge al Nord per la cena della Vigilia di Natale.
L si perdono nei ricordi di infanzia e riflettono sul loro amore, che brucia come un fuoco e sembra non consumarsi mai, nonostante la lontananza ed il silenzio.
Finora il cineasta partenopeo aveva portato al cinema solamente storie originali.
A Ischia, infatti, ha parlato anche delle trasposizioni dal libro allo schermo: "Quando la storia arriva al cinema bisogna accettare che inizi un'altra modalit di racconto, nonostante sia normale che uno scrittore sia molto affezionato a quello che ha scritto.
Pasolini diceva che "la sceneggiatura  un oggetto destinato a eclissarsi per diventare altro": allo stesso modo il libro deve in qualche modo eclissarsi nella sceneggiatura e la sceneggiatura nel film. Il cinema trasforma continuamente: mette tutto nel calderone e sintetizza la materia originaria".
Allora, in attesa di vedere se.
e come, Ferito a morte diventer un film, De Angelis non  il primo a provare a sceneggiare il capolavoro di La Capria: Paolo Sorrentino si  cimentato nell'impresa pi di 10 anni fa, lavorando a quattro mani insieme allo stesso autore, ma entrambi, ad un certo punto, durante la scrittura, hanno sentito la necessit di fermarsi, convinti che l'essenza del romanzo potesse vivere soltanto attraverso le parole e rischiasse di essere tradita dalle immagini.
alessandra farro.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
