Generoso Picone.
Era come se le immagini raffigurate sui vasi antichi prendessero vita e le figure dei miti trovassero in lei l'interprete che da tempo aspettavano.
Emma si muoveva con la grazia leggera dei piccoli gesti che esibivano la grandezza di sottomettere.
Metteva in scena i suoi tableaux vivants che incantavano gli ospiti di Palazzo Sessa, il salotto napoletano dell'aristocrazia europea. "Attitudines", le chiamava nella lingua di Sir William Hamilton, suo marito.
Un'incarnazione della cultura classica, la cerimonia di un tempo che consumava la sua grandezza chiedendo al destino nuove stagioni.
Johann Wolfgang Goethe ne fu ammaliato.
Se Napoli poteva dirsi capitale europea era anche in ragione del fascino seducente della donna con la pelle di lacca rosea.
Le attitudini  il titolo del nuovo romanzo di Alberto Rollo (Neri Pozza, pagine 304, euro 20) e nel paradigma di quelle messe in scena d'arte e di bellezza consegna la cifra di una storia che vede protagonista l'energia capace di "liberare la volont, di dar fiato alla poesia". La giovinezza, cio: la febbre contagiosa che ciclicamente irrompe e si declina nelle fasi della Storia come un'esplosione, impeto e tempesta che provano a mettere in azione il mondo. "Non so se ogni et produca una sua giovinezza o se vi sia invece un tratto comune, leggibile sotto il premere dell'accadere, che fa della giovinezza una stagione che torna ogni volta eguale", riflette il professore, studioso del Settecento e personaggio cardine della trama che Rollo delinea.
Le premesse erano nel monologo "Cappero mio adorato", scritto per il "Campania teatro festival" e letto nel parco di Capodimonte da Chiara Muti quattro anni fa: qui segue compiutamente le tracce del carteggio ritrovato, lo scambio epistolare che dal 5 ottobre 1793 al 10 aprile 1801 tennero Marianna Nenna Di Dio - l'orfanella della terra del Cappero cresciuta nella dimora salentina della marchesa di Scantara e poi raffinatasi alla corte napoletana di lady Hamilton - e Bruno Rder di Fliederoda, studente dell'universit di Jena, vivace allievo nel laboratorio che sotto l'egida di Goethe aliment il romanticismo di Novalis, il pensiero dell'Io di Fichte, le teoresi di Schelling, dei fratelli Schlegel, di Hegel. Le lettere dei due si intrecciano con le altre che Bruno invia all'amico Heinrich Mller e registrano le pulsioni che attraversano l'Europa dalla Germania alla Francia fino all'Italia, dalla Rivoluzione del 1789 all'et di Napoleone Bonaparte, la repressione sanguinosa del 1799 nella Napoli di Domenico Cirillo, Eleonora Pimentel, Giuseppe Carena Spitz, le speranze capovolte nei fallimenti.
Rollo intesse un racconto d'amore e di desiderio di delicata bellezza, che il ricordo sfumato dell'unico incontro avuto a Napoli fissa nell'ossessione del sogno.
Le coordinate geografiche sono appuntate nella Germania di Jena e Dresda e nel Meridione di Napoli e del Salento: due crateri che trattengono il loro fuoco. "Soltanto la sicura previsione di una favorevole catastrofe futura potrebbe soddisfarci e tranquillizzarci sull'attuale condizione della cultura estetica", sentenzia Friedrich Schlegel. I versi di Giacomo Lubrano, per, avevano gi segnalato la vanit del mondo: "Moralit che sogni? Ove ti ascondi/ se puoi perire a un alito di Fato?". Queste e ulteriori domande dai cartigli delle lettere di Nenna, Bruno ed Heinrich vanno a cadere anche nel tempo del professore: quello di un padre alle prese con le traiettorie dei figli Guglielmo, realizzato nel suo lavoro all'estero, e Marco, invece incappato in una vicenda giudiziaria, inciampo della sua giovinezza.
La ricerca propone allora uno specchio dove si riflettono gli esemplari profili del passato e le accidentate creature del presente, tanto da rimandare interrogativi irrisolti che valgono per un'intera generazione: "Non hanno avuto maestri? Pu darsi.
Non hanno avuto figure guida emotivamente coinvolgenti? Pu darsi.
Hanno avuto genitori passati attraverso una sempre pi rilevante sconfitta storica? Pu darsi".
La qualit alta di Le attitudini si evidenzia nella capacit di tenere intensamente uniti i piani cronologici e di proiettare il romanzo nello spazio civile dove Rollo ha insediato il suo ruolo di narratore: indagare i temi dell'educazione sentimentale nei termini di una struggente e problematica formazione alla vita.
Da Un'educazione milanese a Il miglior tempo fino a Un grande cielo per scandire le tappe di una traversata ininterrotta, ora in compagnia dei filosofi di Bruno a Jena e delle donne di Nenna a Scantara e a Napoli, Emma, la marchesa, Maria La Storta, Carmela e Veronica.
Fino a intravedere il provvisorio conforto: "Ci sono stati tempi in cui generazioni di anime nuove hanno creduto di cambiare il mondo e forse l'hanno fatto".
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