L'INCHIESTA.
Leandro Del Gaudio.
Organizzati e messi a sistema.
Al punto tale da agire secondo un codice di comportamento chiaro: quello dettato dalla camorra.
E' una delle ipotesi investigative a proposito della rapina messa a segno in piazza Medaglie d'Oro, all'interno di una sede della filiale della banca Credit Agricole.
Una svolta non solo formale.
A distanza di alcuni mesi dal raid - era lo scorso 16 aprile - il fascicolo  stato assegnato ai pm Maria Sepe e Urbano Mozzillo, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Sergio Amato.
Al lavoro i carabinieri del comando provinciale di Napoli, ci sono delle tracce tutt'altro che secondarie.
A cominciare dal percorso effettuato dagli uomini talpa.
Torniamo a quel gioved mattina di met aprile.
In poche ore vennero svaligiate oltre quaranta cassette di sicurezza.
Un raid fulmineo ma ben organizzato, al punto tale che vennero tenuti in ostaggio decine di clienti presenti all'interno della filiale del Vomero.
IL RETROSCENA.
Stando a una primissima fase investigativa, quelli della banda sarebbero scappati attraverso un percorso che sbucava in una zona del quartiere Stella San Carlo.
Sbucati dalle fogne, probabilmente - tramite un cunicolo - all'interno di un cortile di un condominio privato.
Ipotesi al vaglio.
Da piazza Medaglie d'Oro al rione Sanit, in uno scenario che sarebbe stato sostenuto e foraggiato da soggetti in odore di camorra.
Non  chiaro in che termini.
Non  chiaro se  stata pagata una tangente a chi ha consentito il via libera all'operazione o se alcuni boss della camorra abbiano finanziato e sostenuto l'assalto alla filiale.
C' comunque la convinzione che tra gli specialisti che hanno svaligiato le cassette di sicurezza e alcuni pezzi del sistema criminale ci sia stata molto pi di una semplice strizzata di occhio.
Una ipotesi che viene sostenuta anche dall'entit della rapina.
Il bottino in questo caso potrebbe essere stato milionario, soldi e beni che sono stati distribuiti tra i componenti della banca del buco ma anche da potenziali sponsor dell'operazione.
Una regia criminale precisa, che ha preparato l'assalto nel giro di alcuni mesi.
L'IDENTIKIT.
C' infatti un altro punto delle indagini che potrebbe riservare delle sorprese:  il profilo del basista.
Un insospettabile, uno che potrebbe aver svolto un ruolo nella definizione di alcune informazioni ritenute strategiche: un uomo che ha illustrato alcune caratteristiche dei locali interni, del punto del pavimento in cui sbucare, della collocazione delle cassette di sicurezza e dei metodi di accesso all'interno dell'area che ospita le cassette di sicurezza.
Un volto apparentemente estraneo al crimine, su cui vertono le indagini.
Ma ci sono anche altri punti al vaglio degli inquirenti.
Non si esclude infatti che tra gli uomini tenuti in ostaggio ci fossero anche degli infiltrati.
Possibile che la banda abbia tenuto anche uno dei propri complici all'interno della sala utilizzata come gabbia per bloccare utenti e clienti della filiale.
Una precauzione utile qualora fossero nati dei problemi nella gestione delle fasi clou della rapina, ma anche un modo per acquisire informazioni sull'intervento delle forze dell'ordine, dal momento che la sala-prigione dava sulla parte esterna della piazza.
Ipotesi al vaglio degli inquirenti, in uno scenario che ora fa i conti con la possibile regia della malavita organizzata.
Ma torniamo alla logistica.
Torniamo alla trama di cunicoli sotterranei scavati nel corso dei mesi prima di uscire allo scoperto.
La banda si  appoggiata alla rete delle fogne, ma ha anche creato dei cunicoli di appoggio.
Ed  da uno di questi tunnel che sarebbero sbucati nel cuore del quartiere popolare del centro storico.
Hanno gestito le ore di vantaggio ottenute grazie alla presenza degli ostaggi "reclusi" all'interno di una stanza della banca.
Ma quanti erano gli uomini talpa? Probabile che lo scorso 16 aprile abbiano agito tra le dodici e le quindici persone.
Almeno tre gruppi di persone, a loro volta coordinate tramite ricetrasmittenti a prova di intercettazione.
LE COMUNICAZIONI.
Walkie talkie per le comunicazioni senza filo, come in una sorta di gioco di societ. Pi nello specifico, oltre a quelli che hanno sfondato il pavimento e che sono sbucati dalle fogne, hanno agito altri componenti: i tre soggetti che sono arrivati con un'auto rubata e che sono entrati dalla porta principale (poi chiusa con un palo spuntato probabilmente da sotto terra), che avevano la funzione di disorientare gli inquirenti per poi aiutare i complici nella razzia delle cassette di sicurezza; non si esclude invece la presenza di complici nella piazza del Vomero.
Anche in questo caso potrebbero esserci stati degli infiltrati, soggetti che avevano il compito di assistere all'intervento delle forze dell'ordine, per fornire informazioni preziose a chi era all'interno.
Un piano organizzato, un sistema collaudato, materia del pool anticamorra.
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