Bernardino Tuccillo.
Il cemento e l'asfalto incamerano il calore diurno, sprigionandolo durante la notte e generando il famigerato effetto "isola di calore urbana". Il paradosso  che, a Napoli, nell'ultimo trentennio il verde  complessivamente cresciuto di ben 300 ettari.
La vera sfida, dunque,  quasi tutta nello strutturare e mettere a sistema il patrimonio esistente.
L'obiettivo fondamentale che ci si propone con il nuovo Puc (Piano urbanistico comunale)  proprio quello di efficientare tale significativo polmone verde in maniera logica e pi funzionale, costruendo una vera e propria cerniera ecologica che tuteli la citt dalle future ondate di calore.
Nel nuovo Puc, infatti, si sono fissate due assolute priorit, che non ammettono pi deroghe: l'emergenza climatica e la fragilit del territorio.
Per vincere questa sfida vitale, come raccontato da Il Mattino, sono gi all'opera due archistar di rilievo internazionale del calibro di Dominique Perrault e Alvaro Siza.
Le parole d'ordine per il futuro urbanistico partenopeo sono chiare e radicali: depavimentare e decementificare.
Le direttrici principali previste per abbattere le temperature e restituire respiro ai quartieri sono molteplici e ambiziose.
In primo luogo, si lavorer per creare isole di verde pubblico, oasi attrezzate in ogni quartiere, tutte le volte che la conformazione del tessuto urbano lo render possibile.
Queste isole saranno composte da un mix intelligente per massimizzare l'ombra e l'assorbimento di calore: alberi a fusto alto e massiccio, alberature di taglia minore, fitti arbusti e piantine capaci di favorire il rinfrescamento del suolo.
Sar inoltre di straordinaria importanza la definizione di un diverso modello di arredo e di fruizione degli spazi.
A questo si aggiunge la lungimirante ambizione di estendere le buone prassi degli orti urbani e dei campi cittadini per la produzione di frutta e generi alimentari a chilometro zero, trasformando aree oggi marginali in scudi verdi attivi, produttivi e aggregativi.
Purtroppo, non tutte le zone godranno della stessa facilit di intervento.
I rigidi vincoli imposti dalla Sovrintendenza rendono al momento impossibile, ad esempio, procedere con massicci interventi di piantumazione di nuovo verde sul Lungomare, un'area esposta che trarrebbe giovamento da una barriera naturale al riverbero del sole.
In buona sostanza l'imperativo categorico richiesto ai due archistar ed all'Amministrazione  di progettare interventi strutturali rapidi ed efficaci.
Ci con l'obiettivo di evitare che, gi dalla prossima estate, i napoletani costretti a rimanere in citt debbano sopportare l'inferno termico di questi mesi.
L'emergenza caldo per fortuna non  un ineluttabile destino, ma il futuro e la vivibilit di Napoli dipenderanno esclusivamente dalla lucidit e dal coraggio con cui decideremo, oggi, di riprogettare i nostri spazi.
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