Gigi Di Fiore.
Avvocato civilista e amministrativista, fondatore di uno studio associato che ha raggiunto i 50 anni di vita, Enrico Soprano  esperto anche di materie amministrative legate all'applicazione del codice della navigazione nei contratti pubblici.
Avvocato Soprano, che pensa della protesta del comitato "Mare libero, pulito e gratuito" che ha forzato l'accesso al mare di Posillipo attraverso cancelli di propriet privata?
"Si tratta di materia amministrativa controversa, di difficile valutazione definitiva.
Ma posso dire che un privato pu bloccare l'accesso ad un'area demaniale, come  la battigia sul mare, chiudendo una via di passaggio di sua esclusiva propriet. D'altro canto, per motivi di interesse pubblico, ma occorre sempre un provvedimento di un'autorit amministrativa competente, ad un privato pu essere imposta la servit di passaggio da un'area pubblica, come una strada, a un'area demaniale come la battigia di un tratto di mare.
Va anche chiarito per che non si pu invadere in modo abusivo una propriet pubblica con azioni di forza, come l'uso dei flex per scardinare cancelli".
In queste settimane si  molto parlato dalle possibilit di accedere alla battigia demaniale delle spiagge attraverso gli stabilimenti balneari.
Materia spinosa?
"Molto spinosa, perch si tratta di diritti esercitati ormai da decenni, quasi sempre dalle stesse societ titolari di stabilimenti balneari.
Materia che si  sedimentata da tempo, legata al nostro codice della navigazione".
Di fatto,  lecito accedere alla battigia di una spiaggia, bene pubblico, attraversando uno stabilimento balneare?
"Certo, la limitazione riguarda solo ed esclusivamente l'utilizzo delle strutture dello stabilimento, che devono per essere realizzate in maniera legittima sulle aree demaniali ottenute in concessione rispettando quanto prevede il contratto".
Sulle concessioni agli stabilimenti balneari ritardano i nuovi bandi di concorso?
"C' una proroga al 2027 sui bandi dei nuovi concorsi.
Il Consiglio di Stato, per, anche di recente ha ribadito che, nonostante la proroga in atto, i Comuni possono avviare nuovi concorsi per le concessioni anche prima della scadenza del 2027. Non molti, in verit, hanno avuto il coraggio di anticipare i tempi".
Come nascono i diritti stratificati da decenni su concessioni balneari gestite sempre dalle stesse societ?
"Nascono da un'epoca molto diversa, dagli inizi del '900, quando si pensava a queste concessioni come una specie di assegnazione in locazione di un'area demaniale, su cui avviare un'attivit imprenditoriale.
Un po' come avviene sugli immobili utilizzati per esercizi commerciali.
Se lo sfruttamento assicurava occupazione e redditi, la proroga a quel punto era quasi automatica".
Su cosa si fondavano le proroghe?
"Su un istituto giuridico, riconosciuto dal codice di navigazione: il diritto di insistenza.
Era la garanzia, riconosciuta per legge, di un diritto di preferenza di un concessionario esistente, cui poteva essere riconosciuto anche il rinnovo automatico sull'attivit degli stabilimenti balneari".
La Corte di giustizia europea ha cambiato questo diritto?
"S, nel 2009 l'Europa ha dato precedenza al diritto di concorrenza sugli altri, anche in materia di concessioni a stabilimenti balneari.
Significa che il diritto di insistenza  stato ridimensionato e che, anche in Italia, il rinnovo di una concessione deve essere periodico e soprattutto garantito da pubblici concorsi.
In passato, si consideravano i bandi di concorso, prorogabili, espressione dell'imparzialit della pubblica amministrazione.
Oggi, il bando di concorso, invece, assicura il rispetto del diritto alla concorrenza periodica nella gestione dei beni demaniali in concessione".
In una materia dove gli interessi economici, sedimentati nei decenni, sono rilevanti, si arriver mai a una definizione nuova di queste concessioni?
"Lo impone per obbligo l'Europa.
C' da auspicare una definizione delle concessioni sulle aree demaniali affidate agli stabilimenti balneari, salvaguardando il diritto alla concorrenza nel rispetto del reale interesse pubblico.
Come si fa, ad esempio, per i contratti sull'assegnazione di aree ad alcune imprese nei porti commerciali riconosciuti sempre dal codice della navigazione".
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
