SPECIALE. CARLO MARIA MARTINI MAESTRO DELLA FEDE.
3 Settembre 2012.
Da "Avvenire" 3 settembre 2012.
Il rettore di Gallarate: "Un paziente modello.
Si  preparato alla buona morte da perfetto gesuita" 

DI FILIPPO RIZZI " Si sentiva un semplice gesuita tra gesuiti". Descrive cos, con la voce incrinata dall'emozione, la permanenza a Gallarate dal 2008 ad oggi, del cardinale Carlo Maria Martini nella residenza Aloisianum il rettore della casa padre Cesare Bosatra.
Un ritorno alle origini per il cardinale perch in questa struttura comp il suo apprendistato accademico di filosofia sotto la guida del padre Roberto Busa sul finire degli anni Quaranta. "Tra queste mura ha ritrovato il suo antico professore di filosofia il grande tomista padre Busa, scomparso solo un anno fa - riflette sorridendo padre Bosatra - ma anche i suoi antichi compagni di ordinazione del 1952 e ora in infermeria come i suoi confra- telli Sergio Masetto e Pietro Oliana.
In un certo senso ha vissuto il ritorno in questo luogo come un ritorno alle origini. Gallarate  divenuta 'la sua Gerusalemme' ". La malattia non aveva affievolito l'umore e la gioia di vita del cardinale. "Strano forse a pensarsi, rispetto a certe costruzioni mediatiche - prosegue il padre gesuita - ma ha accettato le cure come anche tutte le medicine con un grande rispetto dei medici nel pieno rispetto del magistero della Chiesa.
Ha vissuto fino all'ultimo con grande lucidit e contento che il Signore gli avesse permesso di mantenere il pieno possesso delle sue facolt mentali". Un paziente modello ma anche un gesuita modello. "Ci teneva a vivere con grande dignit la sua condizione di malato - prosegue Bosatra- ed era contento di dare lui nella sua qualit di vescovo, solo fino a gioved scorso, la benedizione a conclusione della Messa del mattino in infermeria a tutti i suoi confratelli, che 'obbligava' a chiamarlo semplicemente 'padre Martini' ". Un trapasso quello del cardinale, agli occhi di padre Bosatra, vissuto nello stile voluto da Ignazio di Loyola: "Si era preparato ignazianamente alla Buona Morte con la sua classica attenzione alla Parola di Dio e contento di prepararsi a un ritorno nella Casa del Padre". Dall'album dei ricordi di padre Bosatra affiorano dell'ultimo tratto di vita di Martini degli episodi inaspettati: "Nonostante l'affaticamento della malattia continuava a scrivere e ricevere persone.
E ogni gioved, come faceva da arcivescovo di Milano, lo dedicava alle passeggiate- gite ora in carrozzina con il suo infermiere e segretario don Modena.
Quando stava bene, con sorpresa della sua quipe medica, chiedeva anche di andare a mangiare una pizza con i suoi collaboratori". Una vita, quella di Martini, cadenzata dalla forza della malattia ma anche da tanta normalit. "Fino a quindici giorni fa - confida Bosatra - non ci si poteva certo immaginare un declino cos repentino del cardinale; ha vissuto momenti di grande affetto e tenerezza con sua sorella Maris negli ultimi mesi.
Ed era molto suggestivo vedere nei gesti anche minimi la profondit del loro legame fatto, a volte, solo di sguardi e di strette di mano". Ritornano alla mente di padre Cesare le ultime parole del suo illustre confratello - "La Messa  finita, andate in pace" - ma anche lo stile sempre sobrio e coerente al suo ministero di gesuita e di pastore: "Mi  sempre sembrato, fino alla fine, una persona che viveva quello che diceva e diceva quello che viveva.
Questa  la lezione pi grande che ci ha lasciato a noi gesuiti qui a Gallarate". 
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
