Washington "Ora che  sotto il nostro controllo, dobbiamo cambiare il nome dello Stretto di Hormuz in Stretto di Trump?" E' l'ultima provocazione lanciata dal presidente americano dopo che Teheran lo ha sfidato.
Ignorando i suoi avvertimenti, l'Iran ha risposto agli attacchi a stelle e strisce e promesso vendetta per i quattro morti causati da un bombardamento americano a una festa di nozze. "E' un crimine di guerra", ha tuonato l'Iran parlando in tutto di 18 vittime e 108 feriti nell'ondata di raid ordinata da Trump contro obiettivi militari iraniani vicino allo Stretto di Hormuz. Il cruciale passaggio resta al centro dello scontro fra Washington e Teheran, che da settimane ne rivendicano tutte e due con forza il controllo.
Per l'Iran lo Stretto  una leva nelle trattative con gli Stati Uniti, mentre per Trump  fondamentale per far scendere i prezzi del petrolio, e quindi della benzina, in vista delle elezioni di met mandato.
Confermando il suo recente spirito "imperialista", il presidente ha ipotizzato la possibilit di trasformare Hormuz nello 'Stretto di Trump', mettendoci cos il suo sigillo definitivo e inviando un messaggio chiaro all'Iran e ai suoi elettorali americani.
Per settimane ha definito Hormuz un "territorio americano" e non ha mai nascosto le sue mire in Groenlandia e in Canada.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
