Un modello innovativo di allevamento, completamente automatizzato, per produrre una fonte proteica zootecnica e un sottoprodotto utilizzabile come fertilizzante.
E' la sfida della societ agricola Savoia di Poggio Rusco, associata a Confagricoltura, che con il progetto "ProteinFly" svilupper il primo allevamento di Musca domestica (la comune mosca delle nostre latitudini), per produrre una farina per l'alimentazione di suini e avicoli.Costi e sostenibilit"Il progetto - spiega Luca Savoia, che con il fratello Davide, il figlio Francesco e l'ingegnere Nicola Galli cura l'operazione - nasce da un'esigenza: ridurre la nostra dipendenza dalla farina di pesce, attualmente utilizzata in larga scala in zootecnia, ma che negli ultimi anni ha fatto registrare impennate nelle quotazioni (da 2.000 a circa 3.200 euro a tonnellata, ndr), oltre che problemi legati alla sostenibilit e al cambiamento climatico". Diversa la questione per la farina di mosca: "Si tratta di un prodotto che potremo realizzare direttamente sul nostro territorio - spiega Francesco Savoia - con tempi e costi diversi.
Avremo a che fare con un ciclo produttivo breve, di circa 10 giorni, e con una forte riduzione dei consumi energetici, idrici e di spazio"."ProteinFly", che avr un costo iniziale di circa 420.000 euro,  stato per l'80% finanziato da Regione Lombardia, e dovr essere realizzato entro il mese di luglio 2028. L'azienda Savoia ha individuato un capannone a Magnacavallo, adiacente ad un allevamento suinicolo, nel quale partire con la propria sperimentazione, che coinvolger anche altri cinque soggetti, tra cui un centro di ricerca pubblico, un mangimificio e un'azienda di concimi.L'utilizzoLa farina di mosca potr essere utilizzata nell'alimentazione dei suini al di fuori del circuito Dop e in quella di galline ovaiole o polli da carne antibiotic free.
Nel processo produttivo servir calore, ma quello potrebbe essere ricavato dall'energia termica prodotta dai biogas. Economia circolare al suo massimo livello: "E non dobbiamo dimenticare - aggiunge Galli - che, fatto 100 l'intero ciclo, il 50% della produzione  considerato scarto.
Solo sulla carta per, perch noi stiamo lavorando per capire come poterlo utilizzare come fertilizzante o energetico". "Iniziative come questa - spiega Andrea Pagliari, presidente di Confagricoltura - testimoniano una volta di pi che l'agricoltura  un settore sempre pi all'avanguardia, pronto a innovare e crescere nel nome di sostenibilit e sviluppo tecnologico".
