Predisposizione di tavoli aggiuntivi per la consumazione del pasto in pausa pranzo, indicazioni ai docenti di diminuire il carico di compiti a casa per gli studenti, ridurre il numero di materie nell'arco della giornata a fronte di un incremento delle ore che i ragazzi dovranno passare in aula.
Sono le misure che i collegi docenti delle scuole superiori di citt stanno predisponendo per affrontare l'esordio della settimana breve, con le lezioni concentrate dal luned al venerd e l'equiparazione del sabato alla domenica.
La rivoluzione degli orari scolastici, stabilita da un protocollo concordato da Provincia, istituti superiori del capoluogo (con l'eccezione del liceo artistico Giulio Romano), provveditorato e agenzia del trasporto locale di Mantova e Cremona, verr illustrato questa mattina dal presidente dell'ente di palazzo di Bagno, Carlo Bottani.
Si tratta di una sperimentazione triennale che, inevitabilmente, richiede adeguamenti didattici e organizzativi tutti da verificare.
MensePerch tenere studenti per sei ore a scuola con uno o due rientri pomeridiani fino alle 16, richiede non solo la sincronizzazione con gli orari dei pullman (una piccola percentuale si sposta in treno) - cosa che  stata fatta - ma occorre anche rivedere, ad esempio, la gestione delle pause.
Perch non si possono tenere adolescenti senza pasto fino a met pomeriggio (ci sono migliaia di studenti che abitano in provincia anche a venti, trenta chilometri e pi di distanza). Purtroppo un solo istituto superiore di citt  dotato di una sala mensa vera e propria: il Fermi.I dirigenti"Siamo abituati ai rientri pomeridiani, quindi non siamo impreparati alla settimana breve - dice la dirigente dell'Is Fermi, Marianna Pavesi - al liceo la fanno gi. In ogni caso abbiamo acquistato altri tavoli e sedute da allestire nella sala mensa.
Abbiamo due bar che fanno anche primi e secondi a prezzi calmierati.
Sul piano didattico puntiamo ad accorpare le lezioni in moduli di due ore, in particolare nei giorni del rientro.
In questo modo gli studenti avranno zaini meno pesanti". Nelle altre scuole non ci sono sale mensa come al Fermi.
Al liceo classico e linguistico Virgilio, la settimana corta scatter solo per le classi del biennio come stabilito dal consiglio d'istituto. "I ragazzi del triennio avranno qualche problema con gli orari dei bus, che sono sincronizzati con quelli della settimana corta - dice la dirigente Carmen Barbieri - per quanto riguarda la didattica, il collegio docenti ha applicato le linee guida indicate dalla commissione provveditorato-dirigenti come l'accorpamento delle materie in moduli di due ore quando possibile e l'alleggerimento dei compiti a casa". Il tecnico Mantegna era una delle scuole ad aver espresso parere negativo nelle prime consultazioni, ma ha poi firmato il protocollo per non creare difficolt ai propri studenti pendolari. "Collegio docenti e consiglio d'istituto - dice il preside Alessandro Cau - hanno stabilito una ricreazione dalle 13.50 alle 14.10 per consentire agli studenti di mangiare qualcosa e rilassarsi.
Non abbiamo una mensa, ma va anche detto che i rientri pomeridiani sono limitati.
Abbiamo stabilito di accorpare le ore della stessa materia e di alleggerire i compiti a casa". Il dirigente dell'istituto ArcoEste, Antonino Scutti, sostiene che "quello dell'assenza di una mensa  un falso problema.
Il rientro pomeridiano  previsto soltanto per gli indirizzi tecnici una sola volta alla settimana.
Dobbiamo fare una gara per dotarci di macchinette per panini e snack".CaldoCon il ritorno in classe il 14, si ripropone, viste le condizioni climatiche, il problema della climatizzazione delle scuole.
Nel Mantovano solo una quarantina di edifici scolastici su 332 sono dotati di condizionatori, anche se nella maggior parte dei casi gli split non sono collocati nelle aule ma in ambienti limitati (uffici e qualche laboratorio). Il ministro Valditara ha riconosciuto il problema: il ministero dell'istruzione ha stanziato 20 milioni di euro per apparecchi di raffrescamento nelle scuole.
Somma chiaramente insufficiente, ma il ministro ha chiarito che si aspetta interventi dagli enti locali, vale a dire Comuni e Province.
A livello nazionale pi associazioni hanno chiesto interventi pi consistenti al governo o, in alternativa, la revisione del calendario scolastico.
Il problema  che nelle scuole si lavora anche in piena estate: esami di maturit, esami di riparazione e corsi di recupero.
La Provincia sta ipotizzando di studiare isole di raffrescamento negli istituti o in edifici propri.
I costi per climatizzare le scuole sono fuori dalla portata dei bilanci degli enti locali.
In compenso il 14 aprir la nuova scuola elementare Piero Angela (ci saranno sindaco Murari e assessora all'istruzione Zaltieri) costruita dal Comune in via Rinaldo Mantovano:  completamente climatizzata.
Come climatizzato  l'istituto Mantegna (la Provincia ha riparato l'impianto andato in tilt un anno fa) e nel 2027 torner attiva la storica sede del liceo scientifico Belfiore che Palazzo di Bagno ha riqualificato totalmente introducendo i sistemi di raffrescamento.
Ma il patrimonio di edilizia scolastica  immenso e non sar facile climatizzare tutto.
