CASALOLDO Dodici cippi in marmo di Botticino, collocati nel 1756 per segnare il confine tra la Repubblica di Venezia e l'Impero austriaco, sono oggi esposti lungo la riva del Tartaro, nel centro del paese.
Nove sono stati recuperati e restaurati, mentre altri tre sono stati restituiti al Comune dalle famiglie Solazzi, Giovannelli e Frizzi.
A questi si aggiungono due termini presenti in paese, per un totale di quattordici.
I cippi facevano parte di una serie di 323 pietre posate tra Ostiano e Castiglione delle Stiviere in seguito ai Trattati di Mantova e Vaprio.
Servivano a indicare il confine tra i territori veneziani e quelli austriaci.
Dopo la caduta della Repubblica di Venezia, molti furono abbandonati nei campi, riutilizzati nell'edilizia o persi.
A Casaloldo il recupero  stato accompagnato da una ricerca storica durata due anni, condotta da Gian Agazzi negli archivi e attraverso testimonianze.
Il progetto rientra nella riqualificazione del centro e dell'area del Tartaro promossa dalla sindaca Emma Raschi.
Il Consorzio Garda Chiese ha curato la pulizia e il riposizionamento delle pietre. "La ricerca sui termini prosegue" assicura Agazzi, storico e ricercatore che sulla questione ha anche scritto un libro con lo stato attuale del lavoro fin qui svolto.
L.C.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
