I NERVI TESI DEL MEDITERRANEO, di Giuseppe Amedeo URI.


LItalia  snodo obbligato dei cavi sottomarini in fibra ottica, pilastro dellinterconnettivit eurasiatica e oggetto di crescente rivalit commerciale e militare. Lo stato dei progetti. La centralit di Sicilia e Genova. Loperazione Sparkle  un buon inizio, ma non basta.

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1. LItalia detiene un asset strategico unico: il controllo dei fondali mediterranei dove transita il 25% del traffico internet globale. Grazie alla sua posizione centrale, funge da pilastro dellarchitettura digitale mondiale, operando come gateway tra Europa, Africa e Asia. Tale condizione eleva i cavi sottomarini da infrastrutture critiche a veri strumenti di potere geopolitico, definendo le profondit marine come la nuova e decisiva frontiera della nostra sicurezza nazionale. Tra qualche anno, senza una dottrina nazionale esplicita di protezione e una leva su questo asset, lItalia si trover a gestire una debolezza invece di un vantaggio.

La sola societ Sparkle, operatore globale del gruppo Tim, gestisce una rete di oltre 600 mila chilometri di fibra ottica denominata Seabone, che conferisce allItalia lo status di nazione Tier-1 nel networking globale. Per capire limportanza della questione, la si pu paragonare alla scelta che il nostro paese ha compiuto sul trattato di Maastricht. Allepoca Roma scelse di vincolare la propria politica monetaria a una cornice sovranazionale, rinunciando a uno strumento di sovranit in cambio di credibilit e accesso a quel contesto. Oggi la scelta che si profila  simmetrica ma inversa: lItalia possiede uno strumento dinfluenza che non ha ancora deciso di usare. E chi non si siede al tavolo con una dottrina esplicita non ha potere contrattuale. Per la loro natura ramificata, tecnologie e infrastrutture che sfruttano e integrano le reti telematiche (compresi i cavi a fibra ottica depositati sui fondali marini), riassumibili nella locuzione quinto dominio, necessitano di forme di governo destinate a rimodellare le relazioni internazionali.

Linfrastruttura sottomarina italiana non  distribuita in modo uniforme, ma si concentra in nodi strategici che fungono da interconnessione tra le dorsali terrestri europee e i sistemi intercontinentali. La diversificazione geografica di questi hub  una prima risposta diretta alla necessit di resistere a danni accidentali o ad attacchi deliberati. La Sicilia rappresenta lo hub pi critico dellintero Mediterraneo. Grazie alla sua vicinanza al Canale di Suez, ospita oltre venti sistemi di cavi sottomarini che collegano lAsia e lAfrica allEuropa. La frammentazione degli approdi in diverse localit siciliane  una scelta progettuale volta a ridurre il rischio di un singolo punto di fallimento (Single Point of Failure, Spof) catastrofico. Mazara del Vallo  tra i punti pi sensibili sotto il profilo della sicurezza fisica, data la densit di cavi che attraversano un tratto di mare caratterizzato da unintensa attivit di pesca e traffico mercantile, fattori che storicamente hanno causato rotture accidentali ma che possono anche fungere da copertura per attivit ostili. Nella stessa sede  in espansione verso il Mediterraneo orientale il progetto Medusa, attraverso il sottoprogetto Atmed-Dg. Il sistema sottomarino Medusa, concepito come una rete ad alta capacit estesa per oltre 7.100 chilometri, ha registrato un avanzamento decisivo il 3 giugno 2026 con la piena operativit del suo primo segmento strategico, denominato ViaTunisia. Questo collegamento di 1.050 chilometri unisce direttamente lo hub di Marsiglia con la stazione di approdo di Biserta ed  stato cofinanziato al 30% dallUnione Europea tramite il Connecting Europe Facility. Esso garantisce una capacit di 20 Tbps per coppia di fibra, con Tunisie Telecom che ha gi acquistato una coppia dedicata per blindare la sovranit delle proprie comunicazioni.

Il Sicily Hub di Palermo si  evoluto invece in un centro dati di nuova generazione. La presenza di piattaforme di contenuti globali e applicazioni cloud e di un punto daggregazione per flussi over the top di grandi multinazionali lo rende un obiettivo primario per lo spionaggio e la sorveglianza dei dati. Catania rappresenta uno snodo fondamentale per il traffico dati verso il Medio Oriente e lIndia, mentre Pozzallo funge da terminale strategico per la connettivit verso Malta attraverso diversi collegamenti regionali.

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2. Genova costituisce un esempio di successo di politica industriale italiana e presenta grandi potenzialit. Negli ultimi anni ha iniziato a sfidare il primato di Marsiglia come principale porta daccesso digitale del Mediterraneo occidentale. Questa evoluzione  guidata dal progetto Genoa Landing Platform, uninfrastruttura di approdo aperta che facilita lingresso di nuovi sistemi come BlueMed e 2Africa. Limportanza di Genova risiede nella sua capacit di offrire rotte diversificate verso i grandi mercati dellEuropa settentrionale (Francoforte, Londra, Amsterdam) con una latenza inferiore rispetto ai percorsi terrestri che attraversano la Francia.Il sistema BlueMed, parte del pi ampio progetto Blue & Raman condotto da Sparkle in collaborazione con Google, utilizza Genova come terminale settentrionale per collegare lItalia a Grecia, Israele e Giordania, creando un ponte diretto che evita i colli di bottiglia tradizionali del Mar Rosso.

Sul versante orientale, Bari si conferma il terminale privilegiato per i collegamenti verso i Balcani e lEuropa dellEst. La stazione gestita da Retelit ospita lapprodo del sistema Asia Africa Europe-1 (Aae-1), un cavo di 25 mila chilometri che collega Hong Kong alla Francia. Allo stesso tempo, Sparkle gestisce i collegamenti Italia-Albania e il sistema Oteglobe Kokkini-Bari verso la Grecia. Il nuovo sistema GreenMed che collegher lItalia a Croazia, Montenegro e Albania aumenter ulteriormente la rilevanza geopolitica di Bari come snodo per la regione balcanica.

Proprio su questa direttrice, il 14 maggio 2026 Sparkle ha sottoscritto un protocollo dintesa con le societ giordane NaiTel (Aqaba Digital Hub) e iLevant per estendere GreenMed via terra attraverso la Giordania. Questa integrazione permette di connettere la dorsale adriatica sottomarina alle reti in fibra terrestri del Medio Oriente, ponendo le basi per un corridoio digitale alternativo e sicuro verso lAsia in coerenza con la visione geoeconomica dellImec (India-Middle East-Europe Economic Corridor).

La recente designazione della Sicilia a sede di uno hub regionale di sorveglianza delle infrastrutture critiche sottomarine  ulteriore segnale di una transizione qualitativa nellarchitettura della sicurezza digitale italiana ed europea. Questa scelta riflette una consapevolezza strategica decisiva: il Mediterraneo, pur coprendo appena l1% della superficie acquatica mondiale, concentra il 16% del traffico telematico globale e la Sicilia rappresenta il suo epicentro naturale.

Lo hub siciliano avr il compito di aggregare e analizzare in tempo reale i dati provenienti dai cavi sottomarini che approdano in localit strategiche come Palermo, Catania, Mazara del Vallo, Pozzallo e Trapani. La sua funzione non si limita al monitoraggio passivo. Con limpiego sinergico di vari algoritmi di intelligenza artificiale (Ai) svilupper capacit predittive per garantire una risposta coordinata e rapida contro le minacce cibernetiche e contro i sabotaggi fisici che caratterizzano la guerra ibrida contemporanea. Liniziativa si inscrive in una strategia europea pi ampia di sovranit tecnologica e di riduzione della dipendenza da attori extracontinentali. LUnione Europea ha gi stanziato risorse significative attraverso il programma Europa digitale e il Centro europeo di competenza per la cibersicurezza. LItalia consolida il suo ruolo di perno di questa architettura: la nomina di Serafino Sorrenti a vicepresidente esecutivo dellEdic (European Digital Infrastructure Consortium), lorganismo preposto allo sviluppo delle infrastrutture critiche e del cloud sovrano europeo, conferma Roma quale centro nevralgico della transizione digitale continentale.

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3. La giurisdizione italiana sui cavi sottomarini  esercitata attraverso un limitato gruppo di aziende che operano in un regime di stretta sorveglianza statale, data la natura strategica degli asset gestiti. Sparkle rappresenta lentit pi rilevante nel panorama nazionale e internazionale per quanto riguarda la capacit di rete. Gi controllata al 100% da Tim,  stata recentemente oggetto di una transazione vincolante che ha portato il ministero dellEconomia e delle Finanze (Mef) e Retelit ad acquisirne il controllo totale.

Sparkle non fornisce solo connettivit, ma agisce come unestensione della sovranit digitale italiana: partecipa a consorzi internazionali, gestisce stazioni di approdo critiche che ospitano dati sensibili per la sicurezza dello Stato. Lamministratore delegato Enrico Bagnasco guida la transizione digitale italiana tramite la geografia digitale, consapevole che le rotte dei dati coincidono con arterie geopolitiche vitali. Mediante il partenariato con lIngv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) ha trasformato i cavi sottomarini in una rete di sensori per la sicurezza nazionale, innalzando lazienda da semplice fornitore a guardiano dellambiente marino.

Retelit  il principale operatore alternativo in Italia focalizzato sul mercato B2B e sulle infrastrutture critiche. La sua rete si estende per circa 43 mila chilometri e include la gestione di approdi per cavi internazionali di grande importanza, come Aae-1 a Bari.  interamente di propriet di Asterion Industrial Partners, un fondo dinvestimento indipendente con sede in Spagna specializzato in infrastrutture. Asterion ha acquisito Retelit nel 2021 attraverso unoperazione di delisting, integrandola successivamente con altre realt come Irideos e Brennercom. Pur avendo sede a Madrid, il fondo opera con una logica industriale europea e ha dimostrato un forte allineamento con gli interessi strategici italiani, partecipando attivamente alla cordata con il Mef per lacquisizione di Sparkle. Roberta Neri, presidente di Retelit e operating partner di Asterion, ha esperienza in settori regolamentati e infrastrutture come Enav, necessaria per districarsi tra le normative sul golden power e le relazioni istituzionali in una societ a propriet spagnola.

Il recente avvicinamento alla Cina (sostanziatosi in 19 accordi economico-commerciali) e laltrettanto recente apertura allimport di gas russo rendono la Spagna un potenziale ponte tra Cina, Russia ed Europa. Questo potrebbe rappresentare un ostacolo per lItalia, oppure consentirle di consolidare il suo potere sui cavi nel Mediterraneo. La presenza di Elettra Tlc e Asn evidenzia un asse italo-francese molto forte nella gestione fisica dei cavi. Elettra, pur avendo sede a Roma, risponde alle direttive di Orange, il gigante delle telecomunicazioni francese, il che pone questioni di coordinamento bilaterale.

Levento pi significativo degli ultimi decenni  stata la decisione dello Stato italiano di riprendere il controllo diretto di Sparkle. Questa mossa riflette una tendenza globale alla sovranit delle infrastrutture, dove i governi considerano i cavi sottomarini elementi di sicurezza nazionale non delegabili interamente al privato. Lacquisizione di Sparkle ha richiesto un complesso iter negoziale. Nellottobre 2024 il Mef e Retelit hanno avanzato unofferta non vincolante per lintero capitale (700 milioni di euro), resa vincolante a dicembre con lavallo del governo e di Asterion. Dopo lapprovazione del consiglio damministrazione di Tim nel febbraio 2025, la firma dellaccordo  arrivata ad aprile, sebbene la chiusura delloperazione sia poi slittata da fine 2025 al secondo trimestre 2026. Il nuovo assetto prevede una quota del 70% per il Mef e del 30% per Retelit. La ripartizione assicura allo Stato il controllo strategico e il potere di veto, affidando a Retelit la gestione pratica per garantire la massima efficienza industriale e le necessarie competenze tecniche.
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4. Dal 2015 al 2023 ci sono stati in media tra 15 e 33 incidenti lanno aventi ad oggetto cavi sottomarini, saliti a 46 nel 2024. Il Submarine Telecom Forum attribuisce il picco alla maggiore attenzione mediatica. La spiegazione non convince: la sicurezza dei cavi sottomarini era gi al centro del dibattito pubblico, sin dal sabotaggio dei gasdotti Nord Stream nel 2022.  evidente che si tratta di una campagna di intrusioni o sabotaggi, con finalit di spionaggio a breve e a lungo termine.

Nel dicembre 2008 ad Alessandria dEgitto ci fu una rottura simultanea di cavi sottomarini. Le cause furono attribuite a delle ncore e alle correnti, ma la tempistica configur unanomalia. Quellevento interruppe il 75% del traffico dati tra Asia ed Europa. Nellottobre 2023, nel Mar Baltico, una nave-ncora (NewNew Polar Bear) battente bandiera cinese  stata sospettata di aver tranciato dei cavi sottomarini. Ci che ha allertato tutta Europa e messo in moto unindagine che ha cambiato il modo in cui la Nato guarda alle navi-ncora. Nel marzo 2024, nel Mar Rosso, quattro cavi vennero tagliati dallncora del mercantile Rubymar, affondato dopo un attacco da parte degli huti. Limpatto caus la congestione dei sistemi bancari e un time-out delle reti terrestri. Nel novembre dello stesso anno, di nuovo nel Baltico, dei cavi sottomarini vennero danneggiati da un impatto esterno. Resta vivo il sospetto di un sabotaggio da parte della Federazione Russa. Questo attacco  assai rilevante poich d contezza della vulnerabilit delle infrastrutture Nato.Non si tratta evidentemente di un problema solo italiano. Oltre ai sabotaggi, la Russia minaccia le reti sottomarine mediterranee attraverso operazioni di spionaggio. Tra il 2015 e il 2021, la nave oceanografica Yantar, dotata di sommergibili per alte profondit, ha mappato nodi critici presso Cipro, Israele, Siria e Irlanda. Il rischio non si limita al taglio fisico dei cavi, ma include linstallazione di dispositivi di intercettazione e lo studio delle vulnerabilit strutturali in vista di eventuali conflitti futuri. Per contrastare attivamente questa minaccia, la Marina militare italiana ha preso a tracciare sistematicamente i movimenti dei mercantili russi fin dal loro ingresso dallo Stretto di Gibilterra o dal Bosforo. Grazie allimpiego sinergico di aerei P-8 e droni subacquei, la flotta impedisce a qualsiasi unit sospetta di stazionare sopra i nodi nevralgici della rete nazionale.

Il progetto SeaMeWe-6 che collegher Singapore alla Francia, toccando lItalia,  stato oggetto di uno scontro tra Washington e Pechino. Inizialmente il consorzio aveva scelto la cinese Hmn Tech (ex Huawei Marine) per la posa del cavo, ma a causa delle pressioni di Washington il contratto  passato allamericana SubCom. Le aziende statali cinesi si sono ritirate e hanno annunciato la costruzione del sistema concorrente Ema, innalzando una cortina di ferro digitale nel Mediterraneo.  seguita la notizia della costruzione di un ulteriore sistema di cavi sottomarini che collegher Hong Kong e Singapore allItalia passando per Thailandia, Penisola Arabica ed Egitto, denominato Aae-2. La ricerca di rotte alternative ai colli di bottiglia del Mar Rosso ha spinto lUe ad annunciare, a inizio giugno 2026, un finanziamento da 37 milioni di euro nellambito del Global Gateway e del Piano Mattei per estendere il sistema Blue-Raman (Google/Sparkle) dallo hub di Gibuti verso Somalia, Kenya e Tanzania, creando un asse di connettivit ridondante e protetto nellAfrica orientale.

In questo scenario, le infrastrutture italiane subiscono uno stress geografico e politico unico, rendendo vitale la transizione di Sparkle sotto il controllo del Mef per vincolare la gestione dei dati agli interessi nazionali. Ospitare il cavo americano e quello cinese rappresenta un rischio, ma anche una potente leva. Se Washington e Pechino sono consapevoli che tutte le strade (sottomarine) portano a Roma, lItalia sembra non aver ancora compreso appieno lenorme potenziale a sua disposizione. Chiunque intenda collegare Asia, Africa ed Europa attraverso il Medioceano  infatti obbligato a negoziare con Roma i permessi di approdo, le condizioni di accesso per le navi di manutenzione e le garanzie di non interferenza. Nessun altro paese europeo ha un tale potere: a differenza della Francia o della Grecia, lItalia vanta una combinazione unica tra posizione geografica centrale, molteplici hub distribuiti e un operatore Tier-1 globale. Inoltre, si va configurando una seconda cortina di ferro digitale, tra Ue e Stati Uniti. LEuropa cerca infatti una sua sovranit digitale migrando dal cloud statunitense a soluzioni open source (per il momento). Il controllo dei dati  vitale per la sicurezza nazionale visti i rischi di sorveglianza estera, ma la mancanza di una strategia europea unitaria rallenta lindipendenza.

Lattuale quadro normativo internazionale, fondato sullUnclos (la Convenzione dellOnu sul diritto del mare, siglata nel 1982 ed entrata in vigore nel 1994),  del tutto inadeguato a proteggere le reti sottomarine. Pur prevedendo tutele formali, presenta infatti gravi limiti strutturali. Innanzitutto vi  un forte ostacolo probatorio, in quanto  difficilissimo dimostrare la natura dolosa di un danno subacqueo facendo spesso derubricare i sabotaggi a semplici incidenti, come avvenuto nel caso della Newnew Polar Bear. Un secondo problema  giurisdizionale: i cavi attraversano acque internazionali dove nessuno Stato ha lautorit per attuare interventi preventivi senza il rischio dinnescare crisi diplomatiche. Infine, manca un meccanismo di sanzioni collettive, costringendo i paesi danneggiati ad agire in totale isolamento per via giudiziaria o diplomatica. Questa architettura legale, pensata per i cavi telegrafici ottocenteschi,  ormai del tutto inadeguata a difendere infrastrutture che oggi veicolano il 95% del traffico internet mondiale e sono divenute bersagli primari. In virt della sua esposizione, lItalia deve farsi promotrice di una rapida revisione di questo quadro normativo o siglare protocolli bilaterali a tutela dei propri asset.

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5. La reazione dellItalia alla vulnerabilit dei cavi sottomarini si articola su tre livelli: istituzionale, tecnologico e operativo. Quanto al primo livello, il quadro regolatorio italiano ha compiuto un balzo in avanti con la legge 70 del 7 maggio 2026 (Valorizzazione della risorsa mare o disegno di legge Mare), entrata in vigore il 10 maggio 2026. Oltre a istituire formalmente la zona contigua fino a 24 miglia marine dove lo Stato esercita controlli doganali, fiscali, sanitari e dimmigrazione senza compromettere la libert internazionale di posare condotte e cavi sottomarini, il provvedimento consolida la centralit del governo subacqueo. In questo solco si inserisce lattivit dellAsas (Agenzia nazionale per la sicurezza subacquea) come organismo di coordinamento per la protezione delle infrastrutture sommerse, deputata a centralizzare le informazioni provenienti dai sensori della Marina e dai gestori privati (Sparkle e Retelit) per restituire una visione dinsieme dellambiente subacqueo. LAsas lavora a stretto contatto con il Comsubin (Comando subacquei e incursori), garantendo capacit dintervento rapido in caso di manomissioni.

Uninnovazione di grande rilievo  laccordo tra Sparkle e Ingv per luso della fibra ottica come sensore distribuito. Il principio  semplice: i cavi trasmettono luce laser e qualsiasi perturbazione meccanica lungo il percorso (il passaggio di unelica, la vibrazione di un drone o un cambio di pressione anomalo) produce una variazione di fase misurabile. Il sistema non richiede hardware aggiuntivo sul fondale poich usa il cavo esistente come strumento di rilevamento, trasformando ogni chilometro in un microfono ambientale. Una nave che naviga con il transponder spento produce una vibrazione che funge da firma riconoscibile. Gli algoritmi sono in grado di isolare quella firma dal rumore di fondo e inviare un allarme automatico in tempo reale. Questo sistema trasforma ogni cavo da asset passivo in strumento dintelligence attivo.

Al livello operativo, lItalia ha avviato lOperazione Aspides e altre attivit di sorveglianza (come Mediterraneo sicuro) tese a proteggere il commercio marittimo e i corridoi dei bit. La protezione, tuttavia, deve estendersi anche sul piano della sicurezza logica dei dati: in questo senso, il 20 maggio 2026 Sparkle ha annunciato lestensione commerciale della propria soluzione di connettivit sicura post-quantistica, denominata Quantum Safe Interconnect (Qsi) in venti data center globali Equinix, blindando i canali crittografici dalle minacce di decrittazione dei futuri supercomputer quantistici.

Per questo la chiusura delloperazione Sparkle dovr unire lintelligence alla capacit operativa di Retelit, estendendo luso del Fiber Optic Sensing ai nuovi approdi di Genova e della Sicilia per creare una rete di allerta contro i sabotaggi. In questo scenario, lItalia  chiamata a fare da guida promovendo hub sicuri e intensificando i pattugliamenti aeronavali sui fondali bassi. Un ruolo fondamentale in questa partita  ricoperto dal Polo nazionale della dimensione subacquea (Pns) di La Spezia: il 27 giugno 2026 la direzione del Polo ha presentato gli avanzamenti operativi dei progetti di ricerca industriale, confermando linizio della sperimentazione in mare per le iniziative Taras (rete subacquea intelligente) e Sensomar (sensori).

La rinazionalizzazione di Sparkle e la creazione dellAsas rappresentano passi iniziali positivi, ma insufficienti senza una vera dottrina che trasformi i cavi sottomarini in strumento di potere. Lesclusivo controllo degli approdi infrastrutturali nel Mediterraneo costituisce per lItalia un formidabile strumento geopolitico da sfruttare in tre direzioni. In ambito internazionale, condizionando laccesso ai nuovi sistemi via cavo, come quelli cinesi o americani, allottenimento di precise garanzie di non interferenza. Sul fronte economico, forzando i giganti del Web a sobbarcarsi i giusti oneri fiscali, a tutela delle piccole e medie imprese italiane che subiscono una competizione asimmetrica. In sede (extra)europea, vincolando laccesso ai flussi di dati alla condotta degli altri Stati, per far valere i propri diritti a Bruxelles e per gestire le pressioni legate alle crisi e ai flussi migratori frutto dei conflitti in Africa e nel Medio Oriente.

LItalia ha a disposizione una vera e propria arma. La vera sfida risiede nel trovare il coraggio politico di sfruttarla per tutelare linteresse nazionale.