IL CASO SASENO: COS PERDIAMO LE CHIAVI DELLADRIATICO, di Paolo Deganutti.

Lisola albanese da cui si controlla il Canale dOtranto  finita nelle mani di Jared Kushner, genero di Trump e amico di Netanyahu. Lo snodo strategico fra Medio Oriente e Nord Europa, via Trieste,  centrale per lItalia. I rischi del doppiopesismo europeo.
 
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1. LAdriatico ha un solo ingresso. Da duemila anni chi controlla il Canale dOtranto controlla laccesso al mare pi vicino allEuropa centrale  dunque alle pianure danubiane, alla Mitteleuropa produttiva, ai porti dellAlto Adriatico. Per questa ragione lisola superfortificata di Saseno (Sazan)  stata veneziana, ottomana, italiana, comunista albanese, Nato. Ogni potenza intenzionata a tenere in mano lAdriatico settentrionale ha capito che Saseno era il nodo.

Sul lato orientale del Canale dOtranto, largo appena 70 chilometri, a guardia dellimbocco della Baia di Valona, si trova questisola di 660 ettari di roccia scavata, visibile nelle giornate limpide dalle coste pugliesi. Per un quarto di secolo, dal 1920 al 1947, la Regia Marina italiana la presidi per il suo valore strategico. Saseno era il tappo dellAdriatico, il punto da cui si poteva controllare o interdire lintero traffico. LAlbania comunista la trasform in fortezza: circa 3.600 bunker e gallerie anti-atomiche, approdi sicuri per navi militari e sommergibili, una base chiusa al pubblico fino al 1992. Quella struttura non  mai stata bonificata n smantellata: i tunnel e i bunker sono intatti sotto la roccia. Chi conosce la storia adriatica sa che la posizione non perde valore strategico per il solo fatto di essere venduta a un fondo dinvestimento. Cambia solo di mano  ma la mano conta.

Per questo canale passano le petroliere destinate alloleodotto transalpino Tal, che dal porto di Trieste alimenta il 100% del fabbisogno energetico di Baviera e Baden-Wrttemberg (il 40% dellintera Germania), il 100% della Repubblica Ceca e il 90% dellAustria. Vi transita anche lautostrada del mare che collega la Turchia a Trieste: il 60% delle esportazioni turche verso lEuropa usa questa rotta. Vi passano anche merci cinesi giunte nei porti turchi attraverso il corridoio centrale delle nuove vie della seta. Chi controlla Saseno ha la mano sul rubinetto dellEuropa centrale.
 
Oggi quellisola  al centro di unoperazione immobiliare da 1,5 miliardi di dollari per trasformarla in resort di lusso, cui si aggiungono altri 3 miliardi per la costa prospiciente, cara agli ecologisti. Dietro c lAffinity Partners di Jared Kushner, genero di Trump, legato strutturalmente agli ambienti israeliani e personalmente a Netanyahu. I capitali provengono dai fondi sovrani di Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Qatar.

Da tempo negli Stati Uniti il confine tra apparato statale e capitalismo privato  diventato sempre pi evanescente: Palantir, SpaceX, ora Affinity Partners. Si pu ragionevolmente definire quella di Saseno unoperazione immobiliare solo privata? Anche se appartiene allo stesso ambiente imprenditoriale-politico della famosa Riviera di Gaza?

Il governo albanese di Edi Rama  uno dei leader pi allineati allasse Washington-Gerusalemme che esista oggi in Europa, con forniture militari dallisraeliana Elbit Systems, un gruppo parlamentare Amici di Israele istituito nel novembre 2025 e una visita ufficiale a Netanyahu nel gennaio 2026  appoggia il progetto a spada tratta, malgrado le massicce proteste allinsegna dello slogan lAlbania non si vende. Una parola dordine che sembra alludere pi alla geopolitica e alla sovranit nazionale che allecologia. La domanda che nessun governo europeo si pone ad alta voce  semplice: pu una posizione strategica cessare di esserlo per il solo fatto di cambiare, formalmente, destinazione urbanistica? Specie in un quadro geopolitico in rapida evoluzione, con molti analisti che paventano un futuro scontro tra Turchia e Israele, mentre lalleanza tra America ed Europa  assai pi che scricchiolante.

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2. Per capire la posta in gioco bisogna abbandonare il registro immobiliare e tornare alla carta nautica. Saseno comanda il Canale dOtranto e limbocco della Baia di Valona, la rada pi profonda e riparata dellAlbania, gi dotata di basi nascoste per sommergibili, che i piani energetici in corso stanno rendendo hub del gas per i Balcani. La preoccupante verit  che Saseno pu trasformarsi in poche ore da resort turistico a base per droni  aerei e marittimi  e missili. O essere entrambe le cose contemporaneamente, grazie alle imponenti strutture sotterranee gi esistenti.

Loperazione  un manuale di come si acquisisce influenza strategica senza che nessuno possa chiamarla con il suo nome. La faccia  americana: Jared Kushner e il suo fondo Affinity Partners. La cassa  del Golfo: Affinity gestisce quasi 6 miliardi di dollari, alimentati in misura preponderante dai fondi sovrani di Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar. Non si tratta di investitori privati in cerca di rendimento ma di strumenti di politica economica estera di tre petromonarchie.

Il legame con la rete israeliana  strutturale, non personale. Lo stesso fondo Affinity possiede quasi il 10% di Phoenix Holdings, il maggiore gruppo assicurativo-finanziario israeliano, coinvolto nel finanziamento di infrastrutture negli insediamenti della Cisgiordania e sul Golan. Kushner ha dichiarato pi volte di voler costruire un corridoio daffari tra Arabia Saudita e Israele attraverso il progetto Imec. Non  solo una scommessa economica ma lossatura di un riallineamento regionale che punta a normalizzare il rapporto tra le petromonarchie del Golfo e Gerusalemme, ridisegnando le geometrie di potere nel Mediterraneo. Un progetto messo in difficolt dalla fallimentare guerra israelo-americana allIran ma non abbandonato. Acquisire una posizione strategica allimbocco dellAdriatico non , in questo contesto, una banale iniziativa immobiliare:  un tassello di architettura geopolitica. In questo senso loperazione Saseno non  separabile dalla Riviera di Gaza e dagli altri progetti di Kushner nel Mediterraneo orientale.

Loperazione  costruita in modo opaco. Strutture societarie annidate in Olanda, soci albanesi con quote inferiori alla soglia di trasparenza obbligatoria, identit dei beneficiari effettivi che nessun registro pubblico pu restituire con certezza.


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3. Tra il 2017 e il 2023 gli Stati Uniti hanno esercitato pressioni sistematiche per scongiurare la presenza commerciale cinese nel porto di Trieste e nelle infrastrutture strategiche italiane. La dottrina era chiara: un terminal commerciale gestito da un operatore cinese  Cccc a Trieste, Cosco al Pireo e ad Amburgo  non  solo un investimento industriale.  una posizione. Pu diventare un punto di raccolta dintelligence, un nodo di sorveglianza, una leva di pressione in caso di crisi. Il concetto chiave era e resta il dual use: linfrastruttura civile che, per posizione e/o natura tecnica, pu essere rapidamente convertita a fini militari o dintelligence senza modifiche sostanziali. Il porto franco di Trieste conosce bene questo dibattito: lintesa con Cccc del 2019 fu ridimensionata e abbandonata anche dietro pressione americana.

Ora poniamo la domanda che la diplomazia europea evita. Se il dual use di un terminal commerciale cinese in un porto adriatico era inaccettabile, come si qualifica il controllo privato di unisola con 3.600 bunker militari intatti, eliporti naturali utilizzabili da droni, acque profonde adatte allattracco di navi e sommergibili e una posizione che sorveglia lunico passaggio tra lAdriatico e il Mediterraneo?

La differenza rispetto al caso cinese non  strutturale:  politica. I cinesi erano stati dichiarati avversari strategici. Kushner  il genero del presidente americano, legato a doppio filo a Israele; Netanyahu frequentava abitualmente la famiglia di Jared, ebrea ortodossa.

La doppia asticella non  solo una questione di coerenza intellettuale:  un segnale che il resto del mondo multipolare legge con attenzione, perch le regole che si applicano selettivamente in base allidentit delloperatore cessano di essere regole e diventano strumenti di potere.

La crisi del Mar Rosso ha dimostrato come siano bastate le modeste risorse degli huti per interdire Bab al-Mandab e far schizzare i costi assicurativi globali  effetto che si mantiene anche in assenza di attacchi effettivi. Situazione confermata a Hormuz. Sperando che non lo sia a Otranto grazie a Saseno.

Gran parte degli analisti concorda sul fatto che, in un quadro geopolitico in rapida evoluzione, la propabilit di uno scontro diretto tra Israele e Turchia sia sempre pi alta. Esponenti di primo piano della politica israeliana  tra cui gli ex premier Naftali Bennett e ministri come Miki Zohar e Amichai Chikli  hanno indicato la Turchia come il principale avversario strategico di Israele insieme allIran. Si delineano gi tensioni intorno a Cipro fra lasse greco-israeliano e Ankara. Eppure a Bruxelles, Berlino e Roma non sembrano preoccuparsi del rischio che lautostrada del mare Trieste-Turchia corre in uno scenario di escalation con Saseno sotto controllo di gruppi israelo-americani legatissimi ai rispettivi governi.

E che ne sarebbe del traffico di petroliere che alimenta lEuropa centrale attraverso Trieste in caso di forti contrasti, tuttaltro che improbabili, tra paesi europei e Stati Uniti riguardo alle forniture di petrolio o di gas? Basterebbe, con banali allusioni e minacce, far aumentare i costi assicurativi di queste rotte per bloccarle.


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4. La dimensione energetica di questa partita  centrale, come dimostrano le petroliere in transito destinate alloleodotto transalpino di Trieste. E c anche il gas. Il Tap (Trans Adriatic Pipeline)  operativo dal 2020 e trasporta in Italia il gas azero del giacimento Shah Deniz II attraverso Grecia e Albania fino a San Foca, nel Salento pugliese, da dove entra nella rete Snam. Una quota crescente del gas che raggiunge Nord Italia, Austria e Baviera attraverso i gasdotti transalpini  gas azero entrato da quel fondale adriatico.
 
Saseno sorveglia laccesso marittimo al corridoio. La Baia di Valona  di cui lisola presidia limbocco   il cuore del sistema energetico che si sta costruendo sulla costa. Una condotta collegher il punto di uscita del Tap allo hub di Valona (finanziamento approvato nel 2025) e il gasdotto Ionico-Adriatico da Fier risalir la costa verso Montenegro, Bosnia e Croazia, facendo di Valona il nodo di distribuzione del metano del Caspio per unintera regione. In questo disegno compare Snam. LItalia partecipa allopera come azionista e come terminale. Ma non disegna la mappa.

Parallelamente, il progetto EastMed  quasi 2 mila chilometri di tubi per portare in Europa il gas dei giacimenti israeliani Leviathan e Tamar  punta su un approdo pugliese, nei pressi di Otranto. Chi controlla Saseno ha visibilit e potenzialmente leva su tutta questa architettura energetica. In un sistema in cui le alleanze sono sempre meno scontate, chi presidia fisicamente quello snodo tiene in mano una leva reale, indipendentemente da quale bandiera batta sulla porta del resort.

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5. C un paradosso che lUnione Europea non vuole vedere. Si presenta al mondo come campione della libera circolazione di merci, capitali, persone. Eppure nellAdriatico e nei Balcani quella libera circolazione  esposta a rischi di blocco strutturale che Bruxelles non legge come tali perch i soggetti che li determinano sono alleati  anche se sempre meno si comportano come tali.

Il caso Saseno  eloquente. Ma lo  anche la ferrovia Belgrado-Budapest, spina dorsale terrestre della via della seta europea: dal porto del Pireo  dove la cinese Cosco controlla il principale scalo  verso nord attraverso i Balcani fino al cuore manifatturiero dellEuropa centrale. La linea  stata costruita con quasi 3 miliardi di euro investiti da Pechino e progettata per velocit fino a 200 chilometri orari. La tratta serba  gi operativa e il primo trasporto merci sullintero asse  stato effettuato in primavera. Ma il nuovo governo ungherese di Peter Magyar  esplicitamente filo-europeo, sicch Bruxelles lo saluta come vittoria della democrazia liberale  ha subito bloccato lavvio dei treni passeggeri sulla tratta ungherese adducendo questioni tecniche. E ha annunciato lintenzione di riesaminare i contratti con Pechino. Uno dei primissimi atti internazionali concreti del governo  stato frenare la principale infrastruttura di connessione cinese nei Balcani, utile a tutti.

La libera circolazione vale quando conviene. I rischi di blocco si combattono quando riguardano la Cina e si ignorano quando concernono il Canale dOtranto. Non  incoerenza accidentale:  la rappresentazione fedele di chi, in questo momento, tiene la cornice.

Per lItalia la questione  particolarmente rilevante. Met delle sue coste e porti importanti come Trieste, Venezia e Ravenna si trovano sullAdriatico. Eppure la risposta finora  stata il silenzio. Roma  il primo partner commerciale dellAlbania  dove operano tremila imprese italiane  ha firmato nel 2025 un accordo di cooperazione che copre dieci settori e ha fatto del paese uno hub per la gestione dei migranti. Il governo albanese di Rama tiene insieme tre cerchi: Washington (Kushner/Trump), Gerusalemme (Netanyahu/Elbit), Roma (Meloni/accordo migranti). Eppure sulla rada di Valona, a settanta chilometri dalla costa pugliese, lItalia non ha voce come soggetto geopolitico. Cos come in Libia.

Trieste  il punto in cui questa assenza diventa pi visibile e costosa: il nodo dove le rotte mediterranee incontrano la Mitteleuropa, loleodotto Tal parte verso le Alpi, lautostrada del mare approda provenendo dallAsia Minore. Tutto ci che si decide sul Canale dOtranto ricade direttamente sulla sicurezza del porto franco triestino. Eppure Trieste non compare nel dibattito su Saseno. Non nelle dichiarazioni del governo italiano, non nelle analisi dellUnione Europea. La catena causale tra il chokepoint meridionale e il nodo settentrionale dellAdriatico  invisibile a chi dovrebbe vederla per primo.

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6. Il Mediterraneo che emerge dalla crisi dellordine unipolare non  governato da un unico centro:  uno spazio di competizione tra lasse energetico israelo-ellenico, lespansione turca nel Mediterraneo meridionale (Tripolitania, Siria), le infrastrutture cinesi nei Balcani, i fondi del Golfo in cerca di posizioni, la perdurante crisi dei traffici via Suez per motivi assicurativi.

In questo spazio lItalia si trova come terminale passivo  energetico, geografico, portuale  di decisioni prese altrove. Non  una condizione inevitabile:  una scelta. E la posta  il porto franco di Trieste, con loleodotto che alimenta mezza Europa centrale, le rotte che attraversano il Canale dOtranto, il gas che scorre dal Caspio ai gasdotti alpini   abbastanza concreta da meritare, almeno, di essere nominata.
