LA GRECIA RACCOGLIE LA SFIDA PER I CONFINI DEL MARE, di Lorenzo Noto.

Appendice dell'editoriale " la Sicilia, bellezza!" di Limes 7 del 2026, 'Gli stretti indispensabili'.

 
Nellaprile 2025 il Consiglio dei ministri greco ha formalizzato lattuazione della propria Strategia nazionale per la pianificazione dello spazio marittimo (Ethniki Choriki Stratigiki gia ton Thalassio Choro), accompagnata da una mappa pubblicata sul sito del ministero dellAmbiente e dellEnergia. Loperazione segna un passaggio chiave per le politiche marittime della Grecia. Formalmente il provvedimento ottempera alla direttiva 2014/89/Ue, che invita gli Stati membri a istituire una pianificazione dello spazio marittimo funzionale alla blue economy (economia del mare), alla tutela ambientale e alla gestione integrata delle attivit. Tuttavia, dietro al linguaggio tecnico-amministrativo il documento delinea la massima estensione della potenziale giurisdizione marittima greca.

La normativa individua quattro macroaree, denominate Unit spaziali marittime (Chorikes Enotites). La prima, nellEgeo settentrionale, parte dalla fascia costiera tra Tracia, Macedonia e Tessaglia fino a lambire lEubea e si estende alle isole dellEgeo nord-orientale (Lesbo, Chio, Samos). La seconda, nellEgeo meridionale e nel Mediterraneo orientale, include Cicladi e Dodecaneso e si spinge fino allisola di Kastellorizo.  questo uno dei due quadranti pi delicati, poich sovrappone le proiezioni greche alle rivendicazioni turche. La terza area comprende le acque intorno a Creta: unarea ad alta rilevanza energetica che ospita blocchi esplorativi per idrocarburi, affidati a compagnie come ExxonMobil e Chevron. Anchessa incrocia le pretese di Ankara, definite dal memorandum Turchia-Libia del 2019. La quarta unit, nel Mar Ionio,  caratterizzata dalla Zona economica esclusiva (Zee) gi definita e ratificata con lItalia in virt dellaccordo del 2020. Questo confine ricalca una precedente intesa greco-italiana, risalente al 1977, che delimitava la piattaforma continentale tra i due Stati in epoca pre-Unclos. Laccordo del 2020 ha esteso e armonizzato la delimitazione trasformandola in un confine della Zee.  questo il segmento marittimo greco pi solido e meno controverso, marcato con una linea continua e campito da un tratteggio diagonale nella porzione regolata dallaccordo, contrassegnato con il termine delimitata (oriothetimeni).

Lo stesso tratteggio  usato per unarea a cavallo tra la seconda e la terza unit, che rientra nei limiti sanciti dallaccordo greco-egiziano del 6 agosto 2020 e per questo considerata definitiva da Atene. Tale intesa riconosce un effetto parziale alle isole greche dellarea, ma soprattutto ignora il memorandum turco-libico firmato il 27 novembre 2019. Il fatto che nella mappa questo confine venga considerato alla stregua di quello con lItalia  una chiara dichiarazione geopolitica: per Atene laccordo turco-libico non esiste.

La carta segnala inoltre come la Grecia consideri valida la linea mediana  il principio dellUnclos per la delimitazione tra Stati con coste opposte o adiacenti  che determina i limiti esterni della piattaforma continentale ellenica. In assenza di accordi specifici con altri Stati limitrofi, il documento assume questa linea come confine esterno provvisorio, entro cui lo Stato delimita aree di ricerca ed esercita diritti di sfruttamento delle risorse. Un chiaro segnale ad Ankara: la strada maestra per risolvere la diatriba resta il ricorso alla Corte internazionale di giustizia dellAia o allarbitrato. La mappa attribuisce infine piena efficacia a tutte le isole, isolette e scogli greci, inclusa Kastellorizo.


Il calcolo della linea mediana parte da ogni punto della costa greca, comprese le isole pi orientali, prolungandone la rivendicazione fino alle acque cipriote.  la posizione contro cui la dottrina turca della Patria Blu (Mavi Vatan)  costruita. Il limite delle acque territoriali fissato a sei miglia dalla costa (tranne per il Mar Ionio, dov stato portato a dodici) rispetta vecchi accordi storici come il protocollo greco-turco del 1926 e laccordo italo-turco del 1932 per larea del Dodecaneso. Ma con una clausola esplicita che fa valere il diritto della Grecia di estendere in futuro tale ampiezza fino a dodici miglia ovunque, ex articolo 3 dellUnclos. Atene afferma insomma di poter estendere unilateralmente le acque territoriali, ma sceglie di non farlo per evitare lescalation con Ankara. Precisando in legenda che lUnclos riflette il diritto consuetudinario internazionale, la Grecia mira inoltre a rendere tale principio vincolante anche per la Turchia, che non  firmataria della convenzione.

La posta in gioco di questa iniziativa giuridico-cartografica trascende la tutela ecologica e lo sfruttamento delle risorse.  piuttosto uno strumento di proiezione e deterrenza, specie se associato allammodernamento militare da ventotto miliardi di euro avviato da Atene con orizzonte 2036. Ne fanno parte lacquisto di caccia F-35, di fregate francesi classe Kimon e la realizzazione dello Scudo di Achille, un sistema di difesa aerea e antimissile basato su tecnologia israeliana. Tale postura si inscrive nellasse strategico sempre pi stretto con Cipro e Israele, principali antagonisti delle ambizioni turche nel quadrante levantino.

Per la prima volta nella sua storia recente, la Grecia cristallizza in un atto formale la propria visione sovrana sui confini marittimi. Finora questa era stata concepita solo allinterno di studi accademici privi di valore vincolante, come la celebre mappa di Siviglia redatta nel 2004 dallomonima universit per conto della Commissione europea. Con il provvedimento dellaprile 2025 avviene un salto di qualit giuridico. Per la prima volta non si tratta di una proiezione teorica, ma di una cartografia di Stato ufficiale che trasforma quelle pretese territoriali in un atto normativo recepito nellordinamento europeo.

Nellottica della diplomazia ellenica, questo passaggio rappresenta lapplicazione di un principio dato per scontato per cui i diritti marittimi esercitati in virt dellUnclos entrano ipso facto nellacquis comunitario. Blindando tale legame, Atene ricorda a partner e avversari che il confine marittimo greco  a tutti gli effetti il limes esterno di Bruxelles. Nelle intenzioni greche ci contribuir a favorire il processo di delimitazione marittima con Turchia e altri Stati rivieraschi. Ma al di l dei proclami, loperazione segna un nuovo capitolo nella rivalit geopolitica che attraversa il Mediterraneo orientale. Lufficializzazione del piano marittimo ellenico ha infatti innescato unimmediata reazione di rigetto da parte turca. Come contromossa, Ankara ha accelerato la formalizzazione del proprio piano spaziale marittimo, ha istituito aree marine protette speculari nelle zone contese e ha mobilitato la flotta in nuove, imponenti esercitazioni militari.