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PALEOANTROPOLOGIA. Il DNA nelle pitture paleolitiche.

Le pareti delle grotte serbano dati genetici su chi le abit.

Le tecniche per sequenziare il DNA da campioni sempre pi ridotti hanno rivoluzionato la paleontologia umana, riscrivendo la complessa storia della nostra specie e di quelle affini.
Una ricerca guidata da Alba Bossoms Mesa e Matthias Meyer, del Max-Planck-Institut fr evolutionre Anthropologie di Lipsia in Germania, apre ora un ulteriore e promettente filone di studi paleogenetici: i ricercatori hanno individuato DNA umano sulle pitture rupestri di grotte situate in Portogallo e Spagna. Abbiamo la possibilit di incontrare gli individui che hanno realizzato queste opere.  straordinario, hanno detto gli autori dello studio, pubblicato su Nature Communications. Le pitture rupestri erano realizzate spalmando i colori con le mani o spruzzandoli con la bocca, lasciando potenziali
tracce genetiche. Cos i ricercatori hanno prelevato in 11 grotte minuscoli frammenti di pittura o dello strato di calcite che la copriva, per verificare la presenza di DNA. In quattro casi le aree
dipinte hanno rivelato DNA umano antico. Ma la vera sorpresa  che ne abbiamo trovato anche in aree non dipinte, evidentemente toccate da
qualcuno nella preistoria. Ci significa che tutte le pareti delle grotte potrebbero essere una miniera dinformazioni sugli antichi umani.
Naturalmente il DNA potrebbe derivare da contaminazioni successive, ma un campione di pigmento rosso nella grotta di Escoural, in Portogallo, ne conteneva abbastanza da confermare che  quello tipico dei cacciatori-raccoglitori che vivevano nellarea intorno a 11.000 anni
fa. E in quasi tutti i casi era DNA femminile, rivelando una forte partecipazione delle donne a queste attivit rituali e artistiche. Ora tenteremo di capire se certe pitture molto antiche rinvenute in Europa e in Asia siano state realizzate non da H. sapiens ma da Neanderthal o Denisoviani.

Alex Saragosa
