LE RUBRICHE.

La finestra di Keplero. Una capsula del tempo galattica, di Amedeo Balbi.

L'autore  professore associato di astronomia e astrofisica al Dipartimento di fisica dellUniversit di Roma Tor Vergata.

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Loggetto astronomico di origine interstellare 3I/Atlas ci racconta un pezzo della storia della Via Lattea.

Esattamente un anno fa, in questa rubrica, raccontavo la scoperta del terzo oggetto di origine interstellare di passaggio nel nostro sistema solare, 3I/Atlas. Osservato per la prima volta nel luglio 2025, 3I/Atlas andava a fare compagnia agli unici altri due visitatori interstellari di cui per il momento siamo a conoscenza, 1I/Oumuamua e 2I/Borisov, avvistati rispettivamente nel 2017 e nel 2019. La comparsa di 3I/Atlas fu accompagnata dallormai immancabile scia di fake news, secondo cui loggetto era una possibile astronave aliena in rotta verso il nostro pianeta e la comunit scientifica cospirava per tenere nascosta la sconvolgente rivelazione. La realt, naturalmente,  ben altra.

3I/Atlas  stato studiato con grande dettaglio rispetto ai suoi predecessori, approfittando della traiettoria particolarmente favorevole, che lo ha tenuto per molti mesi a portata di osservazione degli strumenti pi potenti, come i telescopi spaziali Webb e Hubble, il Very Large Telescope e persino due sonde spaziali in orbita attorno a Marte (il Trace Gas Orbiter e Mars Express). Al momento in cui scrivo, il sito ad accesso aperto arxiv.org, che raccoglie le versioni preliminari degli articoli scientifici, contiene oltre 100 studi su 3I/Atlas. Lelenco non  definitivo, anche se con il progressivo allontanamento dal Sole le opportunit per ulteriori osservazioni si vanno esaurendo. Vale la pena, dunque, iniziare a tirare le somme e mettere in fila ci che abbiamo capito nellultimo anno.

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Oltre sette miliardi di anni fa.

Il consenso maturato attraverso le diverse osservazioni e le successive analisi  che 3I/Atlas sia una cometa attiva, con un nucleo solido di diametro inferiore a un chilometro, una chioma e una coda di gas e polveri. La composizione chimica della chioma  insolita rispetto alle comete finora conosciute, con unalta abbondanza di anidride carbonica rispetto allacqua. Questa anomalia  un indizio importante per identificare il possibile ambiente di origine della cometa: i dati suggeriscono che si sia formata a grande distanza dalla sua stella, dove le temperature sono sufficientemente basse da permettere allanidride carbonica di condensare in forma solida. Sebbene non sia possibile identificare il sistema di origine della cometa, lanalisi della sua traiettoria suggerisce che provenga dalla regione pi spessa del disco galattico, che contiene le stelle pi antiche. Se cos fosse, allora 3I/Atlas potrebbe essere un frammento espulso dal disco di materiale che circondava una stella appena formata, molto probabilmente oltre sette miliardi di anni fa: questo la renderebbe loggetto cometario pi antico mai osservato.

Questa ipotesi  rafforzata da studi pubblicati recentemente sulle riviste Nature, da Martin Cordiner del Goddard Space Flight Center della NASA e colleghi, e Nature Astronomy, da Cyrielle Opitom dellUniversit di Edimburgo e colleghi, che, misurando labbondanza di isotopi di elementi come lidrogeno, il carbonio e lazoto, hanno stimato che 3I/Atlas possa avere unet almeno doppia di quella del Sole.

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Altro che astronave aliena.

Insomma, il passaggio di 3I/Atlas  stato una straordinaria opportunit per studiare un oggetto proveniente da un lontano sistema stellare, formatosi miliardi di anni prima del nostro. Non unastronave aliena, dunque, ma una sorta di capsula del tempo completamente naturale, che ci racconta un pezzo di storia della nostra galassia. Una delusione per gli appassionati di ipotesi bislacche e di teorie del complotto, ma un bellissimo regalo (speriamo il primo di molti altri) per chi vuole davvero capire come funziona luniverso.