LE RUBRICHE.

Scienza e filosofia. Scienza e realismi, di Elena Castellani.

L'autrice  professore ordinario, Dipartimento di filosofia,
Universit di Firenze.

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Idee vecchie e nuove sul controverso rapporto tra teorie e realt.

Chi pensa che la questione del realismo scientifico sia ormai obsoleta, da relegarsi tra quelle che si studiano nei manuali di filosofia della scienza come base per ulteriori riflessioni, potrebbe stupirsi della fioritura di nuova letteratura sul tema. Si  gi discusso in questa rubrica dei pro e contro del realismo scientifico, cio di quella posizione filosofica che, legando il successo duna teoria alla sua verit, simpegna nel credere che ci che la teoria dice sul mondo corrisponda a come il mondo  fatto, anche al di l di quanto sia osservabile. Una posizione mirabilmente riassunta nella citatissima affermazione del compianto filosofo Hilary Putnam per cui il realismo  lunica filosofia che non renda il successo della scienza un miracolo.

Il dibattito non  affatto esaurito. Proliferano sia riformulazioni di versioni precedenti sia proposte presentate come innovative: da varianti del realismo strutturale al realismo selettivo, dal realismo modale al prospettivale, per arrivare allultima entry, il realismo effettivo. Non mancano configurazioni ibride, come il realismo strutturale modale e il realismo strutturale effettivo. Ognuna di queste versioni, proposta come nuova,  finalizzata al superamento delle difficolt attribuite alle precedenti, soprattutto alla luce degli sviluppi della scienza contemporanea.

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Quello che  fisicamente rilevante.

Oggi, la discussione si  concentrata sulla versione effettiva. Lorigine del termine effettivo  dovuta a uno sviluppo della fisica: il cambiamento di attitudine che ha portato a vedere le teorie quantistiche di campo che formano il modello standard delle particelle elementari non pi come teorie fondamentali ma come teorie di campo effettive. Con effettiva sintende una teoria che cattura in modo efficace (effective, in inglese) ci che  fisicamente rilevante in un determinato dominio. Di fatto, ogni teoria ha un suo dominio di applicazione, a cui corrisponde, di norma, anche un determinato intervallo della scala fisica (energia, lunghezza, tempi). Alla base, c quindi lidea che la descrizione fisica cambi al variare della scala considerata. Nel contesto delle teorie quantistiche dei campi, questidea assume connotati precisi grazie agli sviluppi della teoria della rinormalizzazione, che fornisce le tecniche formali per seguire la variazione della struttura delle interazioni fisiche al variare della scala alla quale sono studiati i fenomeni.

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Una questione aperta.
In che modo questo concetto fisico di effettivo pu essere usato nel dibattito sul realismo scientifico? Il punto riguarda la verit di teorie, come quelle del modello standard, che, per quanto di successo, sono effettive: che grado di realt, dunque, attribuire a ci di cui parlano queste teorie? Il realismo effettivo si propone di rispondere relativizzando la riflessione sulla verit duna teoria al dominio e alla scala fisica considerate. Questo  senzaltro legittimo nel caso delle teorie della fisica fondamentale, dove, si  visto, si possono usare strumenti formali precisi per seguire il variare della descrizione fisica al cambiare della scala.

Rimane un po pi dubbio, invece, se la generalizzazione di questa prospettiva al di fuori del suo ambito aggiunga davvero qualcosa di nuovo al dibattito sul rapporto tra fisica e metafisica. Un esempio concreto: il tavolo su cui mangiamo esiste per noi, ma, se come lAlice di Lewis Carroll diventassimo piccolissimi raggiungendo la scala degli atomi che lo compongono, il tavolo per noi non esisterebbe pi. C davvero bisogno di battezzare con un nuovo nome, realismo effettivo, la vecchia posizione realista che interpreta i livelli della scala fisica in termini di livelli di realt? La questione  aperta e si pu essere legittimamente di opinioni diverse al riguardo.