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Made in Italy. Una piattaforma per salvare i neuroni, di Letizia Gabaglio.

Sulla scia di una scoperta sorprendente, PepTiDa sta sperimentando un farmaco per ridurre i danni di ictus e malattie neurodegenerative.

Una ricerca nata in ambito accademico, un percorso imprenditoriale segnato da un evento drammatico e una tecnologia che punta a intervenire sui meccanismi della morte neuronale, per prevenirla. Sono gli ingredienti della storia di PepTiDa, spin-off dellUniversit degli Studi di Milano impegnato nello sviluppo di nuove strategie terapeutiche per lictus ischemico e le malattie neurodegenerative.

Lazienda nasce dallesperienza di Tiziana Borsello, neuroscienziata con oltre 35 anni di attivit. La mia ricerca si  da sempre concentrata sui processi biologici che portano alla morte dei neuroni e sulla possibilit di interromperli attraverso interventi mirati. Ho avuto la fortuna di lavorare con Rita Levi-Montalcini, poi per 15 anni allUniversit di Losanna, e successivamente allIstituto Mario Negri e allUniversit degli Studi di Milano. Mi sono sempre occupata di ricerca di base perch sono convinta che  da qui che arriva linnovazione, racconta Borsello. Ed  proprio analizzando i risultati di una sperimentazione su una nuova sostanza capace di contrastare la morte neuronale che Borsello, insieme al suo amico e collega Daniele Di Marino, ricercatore esperto di modellistica computazionale, capisce di aver scoperto qualcosa di nuovo.

Di fronte a dati cos impressionanti ci siamo detti che non ci sarebbe bastato pubblicare su una rivista prestigiosa: volevamo fare qualcosa di concreto, cercare di sviluppare un farmaco che potesse aiutare i pazienti. Si trattava di realizzare un sogno, perch eravamo ricercatori e certo non sapevamo come si metteva in piedi una start-up, ricorda Borsello. Nasce cos PepTiDa, nome che richiama la tecnologia e i protagonisti delliniziativa: Pep per i peptidi; Ti per Titti, il soprannome di Tiziana; Da per Dani, quello di Daniele.


Una tragedia lavorativa e personale.
Pieni di entusiasmo e determinazione i due ricercatori uniscono i loro laboratori, ma una settimana dopo la costituzione della societ, purtroppo, Di Marino ha un infarto e muore a soli 42 anni. Una tragedia prima di tutto personale: Daniele era un amico prima ancora che un collega o un socio. Anche per questo ho voluto proseguire, nonostante le difficolt, per portare avanti le nostre intuizioni e la nostra ricerca, sottolinea Borsello, che oggi  Chief Scientific Officer (CSO) della societ.

Al cuore dellinnovazione di PepTiDa c la proteina JNK3, coinvolta nei processi di morte cellulare in condizioni di stress come lischemia cerebrale o lo stress ossidativo. A differenza di altre proteine della stessa famiglia, JNK3  espressa prevalentemente nel sistema nervoso centrale, caratteristica che la rende un potenziale bersaglio terapeutico selettivo.

In particolare, linterazione specifica tra JNK3 e la proteina Beta-arrestina 2 d il via alla cascata molecolare che conduce alla morte dei neuroni, ed  proprio qui che si scatena lazione del candidato farmaco di PepTiDa, SIMBA2, frutto del lavoro di modellistica computazionale svolto da Di Marino, che interrompe il processo senza interferire con altri processi cellulari.

Nei modelli murini di ictus ischemico, i dati preclinici disponibili mostrano una riduzione di circa il 50 per cento della morte neuronale, del volume ischemico e delledema cerebrale, insieme a un miglioramento di circa il 30 per cento dei deficit funzionali: un risultato promettente, mai visto prima. Da qui lo stupore dei due ricercatori e la volont di continuare gli studi per confermare i risultati attraverso il successivo percorso di sviluppo.

Ecco, quindi, il sogno di PepTiDa: contribuire a contrastare la causa principale di disabilit nel mondo, cio la morte neuronale conseguenza di eventi ischemici.

Non si tratta di sostituire le terapie oggi disponibili, come i trombolitici, ma di valutare SIMBA2 come possibile trattamento aggiuntivo, ampliando potenzialmente la finestra temporale di intervento e aumentando il numero di pazienti trattabili. Oltre allictus ischemico, il programma di sviluppo comprende indicazioni come la malattia di Alzheimer, la malattia di Parkinson e il glaucoma, spiega Borsello. Gi, perch la proteina JNK3 pu essere usata anche come spia della sofferenza neuronale: si pu trovare nel sangue periferico e segnala quello che sta succedendo nel cervello, se i neuroni stanno morendo o no. Potrebbe quindi segnalare se la terapia sta funzionando o meno, ma potrebbe anche segnalare alterazioni associate alle fasi iniziali di alcune patologie neurodegenerative, come lAlzheimer, quando i sintomi clinici non sono ancora evidenti. SIMBA2 sar inoltre studiato per valutare la possibilit di sviluppare una formulazione topica destinata al glaucoma, svela Borsello.

Insomma, le tante e diverse applicazioni hanno portato PepTiDa a sviluppare una piattaforma terapeutica, non solo un singolo candidato a una sola indicazione.

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Un percorso lungo e oneroso.

Dal punto di vista organizzativo, dopo aver partecipato al programma Seed4Innovation dellUniversit degli Studi di Milano, che ha consentito di consolidare la struttura imprenditoriale e di proseguire lo sviluppo della tecnologia con il supporto di advisor e mentor, Borsello ha chiamato a guidare la start-up Michela Pantaleoni, manager con oltre ventanni di esperienza nel settore farmaceutico e biotech. PepTiDa ha recentemente ottenuto lo status di SME (Small and Medium-sized Enterprise) allAgenzia europea per i medicinali, che consente alle piccole imprese innovative di accedere a strumenti di supporto e confronto con le autorit regolatorie durante le fasi di sviluppo dei medicinali. Il percorso per sviluppare un farmaco, infatti,  lungo e oneroso. E di certo la start-up milanese avr bisogno di partner che laccompagnino lungo il percorso. Lobiettivo  completare lo sviluppo preclinico e arrivare alla fase 1, nella quale saranno valutate la sicurezza e la tollerabilit del candidato negli esseri umani. A quel punto, se i risultati saranno positivi, potremo individuare un partner industriale in grado di sostenere le fasi avanzate dello sviluppo clinico e leventuale produzione su larga scala, conclude Borsello.

Vogliamo fare la differenza per i pazienti, ma anche incarnare un modello imprenditoriale diverso, basato sulle competenze e sulla valorizzazione della componente di genere. Per dimostrare che realizzare un sogno  possibile anche in Italia.

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La scheda.

PepTiDa.

Azienda fondata nel 2024.

Persone di riferimento: Michela Pantaleoni (CEO), Tiziana Borsello (Founder e CSO).

Sito: https://peptida.ai/ Mail: info@peptida.ai.

Numero di brevetti: 

Dipendenti-collaboratori: 3.