STORIA DELLA SCIENZA.

Le prime traduzioni italiane dellOrigine delle specie contengono sviste e travisamenti che possono aver pesato a lungo sulla sua comprensione, di Chiara Ceci e Marco Ferraguti.

GLI AUTORI:
Chiara Ceci, Charles Darwin Trust, Cambridge, Regno Unito.
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Marco Ferraguti, Dipartimento di bioscienze, Universit di Milano.

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La prima edizione della teoria di Darwin in Italia.

Il testo  un adattamento dal nostro saggio La prima edizione dellOrigine delle specie in Italia, pubblicato nel libro
Sulle tracce di un evoluzionista: le cose di Giovanni Canestrini (Editrice Bibliografica, 2022); ringraziamo leditore
e le curatrici del volume, Elena Canadelli ed Elisa Dalla Longa, per averci concesso il diritto di riproduzione.

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Il 24 novembre 2019 si celebrava il centosessantesimo anniversario della pubblicazione de Lorigine delle specie e per quella occasione Zanichelli aveva deciso di pubblicare una ristampa anastatica della prima traduzione italiana che Zanichelli stessa aveva pubblicato nel 1864. Quando ci  stato chiesto di curarne le nuove prefazioni, abbiamo accettato con entusiasmo, pronti a esplorare due aspetti diversi dellopera: Marco Ferraguti avrebbe guardato alla storia della prima edizione italiana e allaspetto linguistico, mentre Chiara Ceci si sarebbe concentrata sulla botanica di Darwin, i suoi esperimenti a Down House e come sono descritti nellOrigine.

Una delle prime domande che ci siamo fatti fu se Darwin avesse posseduto una copia della prima traduzione italiana pubblicata
da Zanichelli, e se fosse possibile ricostruire la storia di quella copia indagando uneventuale corrispondenza tra gli editori, o Darwin, e i traduttori. Presto, per, ci siamo scontrati con un vuoto:
nessuna lettera, nessun documento per ricostruire la storia di copie del libro possedute da Darwin.
La nostra ricerca  partita dalla Cambridge University Library,
dove si trova la maggior parte dei documenti del naturalista, per
poi spostarsi a Down House, la sua casa per quarantanni nei pressi di Londra. La biblioteca di Darwin comprendeva circa 890 libri;
alla sua morte tutti i volumi passarono al figlio Francis (nella pagina a fronte, in basso, il suo ex libris nella controcopertina), e nel
1908 la biblioteca fu trasferita alla Botany School Library di Cambridge. In seguito la collezione di libri, insieme a moltissimo altro materiale, fu affidata dai discendenti della famiglia Darwin alla
Cambridge University Library. Da qui, parte dei libri sono tornati
in prestito a Down House per essere esposti nello studio. Tra quei
libri ci sono 28 copie dellOrigine delle Specie, e il catalogo confermava la presenza di unedizione italiana. Eppure, nonostante fosse nellelenco, il libro non si trovava da nessuna parte: sembrava
sparito nel nulla, lasciandoci senza risposte.
Rassegnati allidea che non fosse possibile includere nelle nostre prefazioni la storia della copia appartenuta a Charles Darwin,
abbiamo proseguito nel lavoro. Poche settimane prima di andare
in stampa, la allora curatrice di Down House, la dottoressa Olivia
Fryman, ci ha comunicato che si era imbattuta per caso nel libro che stavamo cercando. Sorprendentemente, il libro era nascosto in bella vista: si trovava niente di meno che nello studio a Down House.Entrando nello studio dove Darwin lavorava ci sono diversi scaffali con libri e quello che cercavamo si trovava sul ripiano pi basso di una
piccola libreria appoggiata al muro, subito a sinistra appena entrati. Si tratta di un volume rilegato in rosso, come gli altri accanto, e sulla spina si legge Origine delle Specie. Darwin. 1864. Se
era cos in bella vista, perch non lo avevamo trovato prima? Siamo corsi a esaminare il volume di persona e abbiamo capito subito il motivo del mancato ritrovamento: un cortocircuito nelle
date. Sapevamo che il libro era del 1864, ma il catalogo dellEnglish Heritage lo registrava sotto lanno 1865. E non ci trovavamo
di fronte a un semplice refuso che concludeva la nostra ricerca,
bens allinizio di un enigma ancora pi fitto.
Appena abbiamo avuto il libro tra le mani, infatti, ci siamo resi conto che non era un errore. Sfogliando le prime pagine abbiamo visto che il libro riporta due date: sul dorso si legge la data del 1864, mentre la prima pagina (che chiamiamo copertina in quanto stampata su una carta leggermente pi pesante del resto del libro) che si incontra aprendo il volume riporta la data del 1865.
In basso si nota, accanto al nome delleditore Zanichelli, quello dei Fratelli Bocca di Torino, un editore che pubblic molti testi 
evoluzionistici a cavallo tra Ottocento e Novecento. Un paio di pagine pi avanti, poi, compare il frontespizio del 1864, uguale a quello che Zanichelli ha ristampato nel 2019 e che conoscevamo.

...
Allora, 1864 o 1865?
Il volume appartenuto a Darwin non contiene annotazioni e
non abbiamo lettere di accompagnamento; non possiamo quindi sapere chi invi la copia a Down House e quando. Sappiamo solo che Darwin lo ricevette e lo aggiunse alla libreria nello studio,
dove custodiva i suoi testi scientifici. Sapevamo che ricostruire le
vicende di come il libro era giunto a Darwin sarebbe stato quasi impossibile, visto che non ci sono altri documenti, ma restava
il mistero di questa copertina con la data del 1865 e laggiunta dei
Fratelli Bocca a Zanichelli. In letteratura non era nota nessuna ristampa o edizione del 1865 o menzione dei Fratelli Bocca, dunque
che cosa era questo libro che Darwin aveva nella sua biblioteca?
Era davvero una copia della prima traduzione italiana del suo libro pi famoso?
Per capire meglio che cosa fosse successo abbiamo contattato
biblioteche e collezionisti di tutta Italia che posseggono una copia della prima traduzione italiana di Lorigine delle specie e abbiamo chiesto loro di mandarci immagini delle prime pagine per
capire se ci fossero altri libri come quello di Down House. Con nostra sorpresa, era proprio cos: tutte le copie avevano il frontespizio noto (che indica solo Zanichelli come editore e la data 1864),
ma moltissime delle copie che abbiamo esaminato avevano anche
quella pagina di copertina con i due nomi, Zanichelli e Bocca, e
la data del 1865.
Nella nostra ricerca ci siamo imbattuti in due importanti eccezioni: la copia presente nellarchivio Zanichelli e quella proveniente dalla Biblioteca Targioni, ora custodita nella Biblioteca di scienze-Polo scientifico dellUniversit di Firenze (si veda la fotografia
a p. 85).  noto che nel 1864 Zanichelli stamp dapprima solo i primi tre capitoli della traduzione italiana dellOrigine e li diffuse con
lo scopo di raccogliere sottoscrizioni per completare il lavoro (si
veda la fotografia a p. 85), una strategia che era comune allepoca
nel mercato delle traduzioni di opere scientifiche. Il grosso del costo per leditore consisteva infatti nella traduzione, e prima di impegnarsi a tradurre tutta lopera Zanichelli aveva voluto verificare
linteresse del pubblico per il libro. A nostra conoscenza la copia di
Firenze  lunica esistente di questo primo fascicolo con i soli primi
tre capitoli. Quando poi lopera fosse stata completata col secondo
fascicolo, chi avesse acquistato anche questo lo avrebbe ricevuto e
avrebbe poi potuto fare rilegare le due parti insieme.
Finora, siamo riusciti a individuare ununica copia che unisce i
primi tre capitoli al resto dellopera, conservando ancora la preziosa copertina posteriore originale. Questa rarit appartiene proprio
allarchivio della casa editrice Zanichelli. Molte delle altre copie
che abbiamo potuto studiare sono prive di una copertina originale, forse persa allatto della rilegatura, e conservano solo il frontespizio  con la menzione della sola Zanichelli e la data del 1864. Ma per queste copie non abbiamo modo di sapere se si tratti di volumi
formati dallunione dei due fascicoli originali o di una stampa unica del libro del 1864, o di una copia che possedeva la copertina del
1865 che per era stata rimossa alla rilegatura. Tutte le copie con
copertina originale che abbiamo esaminato (con le due eccezioni
riportate) hanno la copertina del 1865 con la menzione dei due editori e il frontespizio del 1864 uno dopo laltro nello stesso volume.
Non abbiamo trovato nessunaltra copia del libro che presentasse una copertina del 1864 con la sola Zanichelli. Ma al di l dei
dettagli tecnici sulle rilegature e le pagine mancanti o meno, la vera domanda, : perch Zanichelli scelse di appoggiarsi ai Fratelli
Bocca? In letteratura non esisteva alcuna notizia di questa collaborazione, n si sapeva dellesistenza di unaltra edizione o di una ristampa. La copia di Darwin ci ha rivelato che nel 1865 doveva esserci stato un accordo commerciale tra i due editori per una stampa e distribuzione congiunta. Le ipotesi sul tavolo sono diverse:
forse Zanichelli cercava di ampliare la diffusione del libro in nuovi
territori, o magari si tratt di una mossa strategica per ammortizzare i costi di unopera cos rivoluzionaria e complessa.
Lunico indizio che potrebbe chiarire qualcosa sulla vicenda
 emerso di recente da una lettera di Giovanni Canestrini a Pellegrino Strobel, segnalataci da Michele Cupit e Debora Trevisan, che ringraziamo. Canestrini, allora giovane professore di storia naturale a Modena, fu lartefice della prima traduzione dellopera insieme a Leonardo Salimbeni, ma il suo ruolo and ben oltre: egli fu infatti il
principale interlocutore e corrispondente diretto di Darwin per i suoi libri oltre che su questioni scientifiche, diventando negli anni il curatore di riferimento per tutte le successive traduzioni italiane del naturalista inglese. In quella lettera Canestrini scriveva
a Strobel: Ho avuto la preg.ma Vostra, dalla quale rilevo di non
avere ancora accusato il ricevimento delle 8 Lire per la traduzione
Darwin. Le ebbi in tempo debito e mi dimenticai sempre darvene
notizia. Quanto alla prima puntata della suddetta traduzione, ne
farete quelluso che meglio Vi piaccia; siccome non possediamo il
complemento,  per noi (traduttori) senza valore.
La nostra interpretazione di questo passaggio  che Strobel
avesse pagato Canestrini per ricevere una copia dellOrigine intera (come indicato da quarta di copertina, la prima puntata, ossia
i primi tre capitoli si vendevano a Lire 1,75, si veda la fotografia in
basso a fronte). Canestrini comunicava a Strobel che il primo fascicoletto, ossia i primi tre capitoli stampati e fatti girare per prova, non avevano pi valore per il loro traduttore perch non possediamo il completamento.
 naturalmente possibile che Zanichelli non abbia mai mandato a Canestrini il secondo fascicolo con il resto del libro, ma in
quanto traduttore e corrispondente di Darwin ci sembra improbabile, ed  nostra opinione che probabilmente quella seconda
parte non sia mai stata stampata come tale, almeno in quantit tali
da completare lopera editoriale come inizialmente pianificata.  
quindi possibile che Zanichelli avesse invece preferito stampare
solo il libro intero, associandosi ai Fratelli Bocca cos da non dover
affrontare ancora da solo le spese di stampa oltre a quelle di traduzione. Partendo da questultima ipotesi, stiamo ancora lavorando
per ricostruire la vicenda e continuiamo a confrontare tutte le copie che riusciamo a trovare, e siamo sempre grati a chiunque possa aiutarci in questa impresa fornendoci informazioni o immagini di copie che non conoscevamo. Una vera risposta sar probabilmente possibile solo se riusciremo a trovare qualche documento che ricostruisca le vicende che hanno portato Zanichelli ad accordarsi con i Fratelli Bocca. Speriamo che in qualche archivio si nasconda un indizio sulla storia delledizione italiana di uno dei libri pi importanti di tutti i tempi.
La seconda traduzione italiana dellOrigine delle specie
Oltre al mistero della prima edizione, resta da chiarire perch,
negli anni successivi, il sodalizio tra Canestrini e Zanichelli si sia
interrotto. Non sappiamo infatti che cosa abbia spinto il traduttore a scegliere leditore UTET per la sesta e definitiva edizione
dellOrigine (apparsa in Inghilterra nel 1872). Probabilmente un
mancato pagamento da parte di Zanichelli alleditore Murray, che
pubblicava le opere di Darwin, aveva raffreddato il rapporto fra i
due. Scrive infatti Canestrini a Darwin il 21 aprile 1870: Vi sono
state alcune difficolt con il sig. Zanichelli di Bologna.
La prima traduzione italiana dellOrigine, basata sulla terza edizione inglese, era stata fatta da Canestrini in collaborazione con
Leonardo Salimbeni, ingegnere e professore di scienze naturali
presso il Liceo San Carlo di Modena. Vari studiosi hanno insinuato il sospetto che in realt la maggior parte del lavoro di traduzione sia stata opera di Salimbeni, che probabilmente padroneggiava meglio linglese.  stato anche dimostrato, con ampia messe
di prove, come i traduttori abbiano lavorato molto sulla base della traduzione francese di Clmence Royer, malgrado i traduttori
italiani, ma anche lo stesso Darwin, avessero avanzato molti dubbi sulla sua correttezza. Il risultato fu che, accanto alle numerose
imprecisioni della traduzione italiana, altri errori furono importati dalla scadente traduzione francese di Clmence Royer.
La traduzione da parte del solo Canestrini della sesta edizione
inglese, a dieci anni di distanza, avrebbe ragionevolmente potuto
non solo correggere errori e sviste della prima traduzione, ma anche incorporare le centinaia di cambiamenti grandi e piccoli operati da Darwin fra la terza e la sesta edizione, ma cos non fu. Scrivono Ana Pano Alaman e Fabio Regattin in Tradurre un classico della scienza. Traduzioni e ritraduzioni dellOrigin of species di Charles Darwin in Francia, Italia e Spagna (Bononia University Press, 2015): In diversi momenti, tuttavia  e in modo particolare l dove Charles Darwin aveva operato modifiche puntuali o comunque limitate a brevi segmenti testuali  la scelta di non ritradurre il testo, ma di appoggiarsi sulla versione precedente, provoca una serie di sviste o di mancate correzioni, che danno vita a unopera ibrida la quale, alternando tratti della terza e della sesta edizione, non corrisponde ad alcun originale inglese.
Partendo da questa dura affermazione dei due traduttologi, ci
siamo domandati fino a che punto, in realt, questa sorta di peccato originale della prima traduzione abbia influito sulla seconda,
e in particolare quanto abbia potuto pesare sulla comprensione (e
malcomprensione) del pensiero darwiniano in Italia, soprattutto
tenendo presente che la traduzione di Canestrini pubblicata nel
1875 verr ristampata inalterata per pi di ottantanni, fino alla 
traduzione di Luciana Fratini per Boringhieri del 1959. Occorre sottolineare che Darwin rivide continuamente il testo dalluna allaltra delle sei edizioni, e in modo non irrilevante. Dunque fare, come Canestrini in molti punti, copia-e-incolla dalla prima traduzione non  stato un atto di poca importanza. Non potendo estendere il lavoro a tutte le quasi 500 pagine del testo darwiniano, ci limiteremo ad alcuni esempi, tratti soprattutto dallultimo capitolo, Ricapitolazione e conclusione (il 14esimo nella terza edizione, che diventa il 15esimo nella sesta e definitiva edizione), confrontando i due originali inglesi con le due traduzioni italiane.
Prima di esaminare il capitolo finale dellOrigine, vorremmo fare alcune considerazioni sul frontespizio. Si  detto del debito contratto da Canestrini (con e senza Salimbeni) nei confronti della traduzione francese, ma ci sembra assai significativo che la stessa Clmence Royer, nella seconda edizione della traduzione dellOrigine, fra le varie modifiche introdotte faccia suo senza esitare il termine slection, preso in prestito dallinglese selection. Il
termine  relativamente nuovo anche per linglese, ma Darwin lo
usa fin dallo sketch del 1842 prendendolo dal linguaggio della veterinaria. Ma Canestrini, che con Salimbeni nella traduzione del
1864 aveva preferito il termine per noi inconsueto di elezione,
seguendo anche qui la prima traduzione francese, lascer questa
espressione inalterata nella sua traduzione del 1875, e selezione
entrer nellOrigine solo con la traduzione di Fratini del 1959.
Un altro commento sulla pagina del frontespizio merita di essere fatto: sempre nel sottotitolo si legge favoured, favorite, che
nella traduzione italiana diventa perfezionate. Anche in questo caso Canestrini  affezionato alla prima traduzione, e mantiene laggettivo nel sottotitolo.  difficile capire fino in fondo perch
Canestrini, con o senza Salimbeni, traduca perfezionate invece
che favorite, come far molti anni dopo, correttamente, Giuliano Pancaldi.  nota lattenzione che Darwin pone nelluso delle parole, e una scorsa allOrigine convince facilmente il lettore del fatto che egli usa il concetto di perfezione/perfezionamento di ogni
vivente sempre in relazione agli altri organismi con i quali compete o allambiente, ma appunto sempre in un senso comparativo.
Probabilmente Darwin temeva che le sue parole fossero interpretate come un appoggio a pulsioni intrinseche verso la perfezione
controllata da leggi naturali. Scrive infatti Darwin: [Obiezioni
come queste] sarebbero fatali alla mia teoria, se essa implicasse il
progredire dellorganizzazione come una condizione necessaria.
Dunque, perch scrivere perfezionate invece che favorite? Si
direbbe che  al di l della non-adesione al testo darwiniano, comune alla traduzione francese  ancora una volta Canestrini resti attaccato alla terminologia della prima traduzione. E questa deriva, mantenuta per ottantanni, non ha certo aiutato a cogliere il senso profondo dellevoluzionismo darwiniano.
Si sa che Darwin ebbe per tutta la vita un rapporto controverso e difficile con le idee di Lamarck, il primo evoluzionista moderno, e nelle varie edizioni dellOrigine egli mut spesso idea sul peso dei meccanismi lamarckiani del cambiamento. Ci era probabilmente dovuto al fatto che a quel tempo poco o nulla si  sapeva dei meccanismi biologici del cambiamento. Si potrebbe dire che Darwin aveva un disperato bisogno di dimostrare lorigine del fattore centrale dellevoluzione, la variabilit, e i meccanismi lamarckiani gliene offrivano una sponda. Per esempio, Darwin scrive nella terza edizione, a proposito dei denti presenti nei vitelli ma assenti negli adulti [] whereas in the calf, the teeth have been left untouched by selection or disuse []. Ma poi, nella sesta, si pente e cancella la menzione del meccanismo: [] whereas in the calf, the teeth have been left unaffected []. Canestrini lascia inalterata la sua traduzione della terza edizione: [...] al contrario nel vitello i denti rimasero inalterati dallelezione e dal non-uso [].
Ancora, sullinfluenza diretta dellambiente sul cambiamento
Darwin attenua i toni fra la terza e la sesta edizione: [] physical
conditions seem to have produced but little direct effect [] nella 
terza, diventa nella sesta [] physical conditions seem to have produced some direct and definite effect, but how much we
cannot say. Ma Canestrini ancora una volta lascia inalterata la
traduzione che aveva fatto nella terza edizione: [] le condizioni fisiche abbiano prodotto un effetto diretto di poca entit [].
Pi decisa sembra invece la posizione di Darwin a favore delluso/
non uso degli organi: il some effect della terza edizione diventa considerable effect nella sesta, ma per Canestrini solo []
qualche risultato deve attribuirsi alluso e al non-uso [].
In un passo del Capitolo 15esimo, Darwin smorza i toni, pur riaffermando limportanza del modello lamarckiano del cambiamento. Forse, nella grande incertezza sui meccanismi profondi del cambiamento, ha preferito tenersi sulle generali: Under domestication we see much variability, caused, or at least excited, by changed conditions of life; but often in so obscure a manner, that we are tempted to consider the variations as spontaneous. Anche in questo caso Canestrini copia parola per parola dalla prima traduzione, rendendo il testo pi oscuro: Nello stato di domesticit noi troviamo una grande variabilit. Sembra che ci debba attribuirsi principalmente al sistema riproduttivo, il quale  assai sensibile ai cambiamenti delle condizioni esterne della vita; per modo che questo sistema, quando non sia divenuto impotente, non riproduce pi una prole esattamente simile alla madre-forma. In
questo modo Canestrini fa proferire a Darwin affermazioni non
pi sue.
Darwin, come detto, opera una miriade di cambiamenti grandi
e piccoli nelle diverse edizioni, che Canestrini spesso sottovaluta.
Per esempio Darwin, fra la terza e la sesta edizione dellOrigine,
sembra avvicinarsi a una visione pi popolazionale dellevoluzione con lintroduzione di alcuni plurali significativi. Nella terza edizione, per esempio, scrive: A grain in the balance will determine which individual shall live and which shall die. [] The
slightest advantage in one being [] will turn the balance. Ma
nella sesta edizione corregge introducendo un plurale: A grain
in the balance may determine which individuals shall live and
which shall die. [] The slightest advantage in certain individuals
[] will, in the long run, turn the balance. Canestrini, per cos dire, non se ne accorge e mantiene inalterata la frase nelle due traduzioni: Un solo grano nella bilancia decider, quale individuo
debba campare e quale debba morire. [] Il pi piccolo vantaggio
in favore di un essere [] far traboccare [sic!] la bilancia.
Ci sembra molto significativo che persino uno dei passaggi pi famosi e citati dellOrigine sia stato mal tradotto da Canestrini. Darwin se la prende con chi crede che la selezione naturale sia onnipotente e spiega di aver scritto: [] at the close of the Introduction the following words: I am convinced that natural selection has been the main but not the exclusive means of modification. This has been of no avail. Great is the power of misrepresentation []. Traduce Canestrini: [] le seguenti mie parole [] alla fine dellIntroduzione: io sono convinto che lelezione naturale , se non lunico, almeno il principale mezzo di modificazione. Ma ci non valse. Grande  la forza dellerronea interpretazione []. Ci sembra che tradurre se non lunico, almeno
il principale invece che il principale ma non unico non sia una
distorsione di poco conto. E ancora tradurre misrepresentation
con erronea interpretazione invece che con travisamento, come avrebbe dovuto, sposta laccento da un atto volontario, come
suggerisce Darwin, a una sbadataggine.
Vi  poi un taglio assai significativo a p. 467 della traduzione di
Canestrini. Darwin sta sviluppando un ragionamento su una possibile origine monofiletica (usiamo indebitamente un termine
moderno) della vita sulla Terra, e scrive, a p. 425 della sesta edizione:  senza dubbio possibile, come ha proposto il signor G. H.
Lewes, che alle origini della vita si siano evolute molte forme diverse; ma se  stato effettivamente cos, possiamo concludere che
soltanto poche di esse hanno lasciato discendenti modificati. Infatti, come ho recentemente osservato relativamente ai membri
di ogni grande regno, come i vertebrati, gli articolati ecc., abbiamo nelle loro strutture embriologiche, omologhe e rudimentali,
la prova evidente che tutti i membri di ogni regno discendono da
un unico progenitore. Tutta la prima parte della frase viene amputata nella traduzione italiana, che diventa: Il caso  differente
nei membri di ogni grande classe, come i vertebrati, gli articolati,
ecc., perch qui, come abbiamo osservato, abbiamo nelle leggi 
della omologia e della embriologia, ecc., diverse prove, che tutti
sono provenuti da un solo stipite.
 noto che Darwin era restio a usare la parola evoluzione e
i suoi derivati, probabilmente per la ragione che allepoca nella
quale fu scritta lOrigine il termine aveva una connotazione che
rinviava al preformismo e al progressivo miglioramento. Tuttavia, evolved  la parola finale dellOrigine, e Darwin  molto affezionato a questa chiusa, che compare gi nel pi remoto abbozzo, lo sketch del 1842, al termine di un periodo che rimane uguale  nellessay del 1844: [] endless forms most beautiful and most wonderful have been evolved.
NellOrigine la frase finale si modifica di poco, solo unattualizzazione, si potrebbe dire: [] endless forms most beautiful
and most wonderful have been, and are being, evolved. Sebbene Darwin, nel corso delle varie edizioni dellOrigine, abbia finito per adottare evoluzione e i suoi derivati (nella sesta e definitiva edizione del 1872 con ben 16 occorrenze!), Canestrini nella
traduzione del 1875 mantiene la cancellazione del termine finale
che gi aveva operato con Salimbeni nel 1865: [] si svilupparono da un principio tanto semplice, e si sviluppano ancora infinite forme, vieppi belle e meravigliose. Usando sviluppo invece
di evoluzione Canestrini, con o senza Salimbeni, tradisce due
volte Darwin: la prima togliendo la parola evoluzione dal posto
preminente che occupava, come ultima del libro;
e la seconda usando il termine sviluppo come sinonimo di evoluzione,
cosa che avrebbe certamente infastidito Darwin.
Lo sviluppo embrionale  infatti un processo in larga misura programmato e finalizzato, tutto il contrario dellevoluzione. Daltra parte, nella sua traduzione della sesta edizione darwiniana, Canestrini manifesta un certo accanimento nei confronti del termine evoluzione e dei suoi derivati: delle 16 occorrenze darwiniane,
Canestrini ne mantiene solo otto, usando al loro posto non solo
sviluppo e derivati, ma anche discendenza lievemente modificata, percorso, produrre.
Ci sembra di aver dimostrato, con gli esempi che abbiamo riportato (che sono solo una piccola parte dei problemi che abbiamo rilevato), quanto Canestrini sia stato disattento nella traduzione, e soprattutto abbia tenuto in poco conto i cambiamenti del testo operati da Darwin fra la terza e la sesta, definitiva, edizione. I cambiamenti da parte dellautore non erano rifiniture secondarie o insignificanti, ma adeguamenti importanti del pensiero di Darwin, che continua a riflettere sulla sua teoria, che viene anche grandemente perfezionata dalla necessit di rispondere alle critiche che gli sono arrivate nellintervallo fra le varie edizioni. Non aver tenuto conto di molti dei cambiamenti del testo intercorsi fra la terza e la sesta edizione, ed essersi trascinato alcuni degli errori di traduzione del lavoro fatto con Salimbeni nel 1865, non ha certo giovato alla corretta comprensione del pensiero darwiniano in Italia negli ottantanni di permanenza nelleditoria italiana della traduzione dellOrigine da parte di Canestrini


