SCIENZA E SOCIET. La ricerca travolta dalle frodi, di Florian Sturm.

L'autore Florian Sturm ha studiato anglistica, americanistica e scienze della comunicazione, e lavora come giornalista a Lipsia e Berlino.
Questa ricerca  stata sostenuta dal premio per la ricerca Peter Hans Hofschneider per il giornalismo scientifico e medico della fondazione Experimentelle Biomedizin.

...

Gli studi scientifici manipolati sono un problema annoso. E adesso con
lIA il problema della falsificazione sta letteralmente esplodendo. Ma quali sono le cause e quali potrebbero essere le soluzioni?

...
Luned 17 luglio 2023, Ren Aquarius e tre colleghe al Radboud
University Medical Center di Nimega, nei Paesi Bassi, stanno guardando circa 200 immagini western blot. Il ronzio di un proiettore accompagna le grafiche di laboratorio che appaiono sulla parete di una sala
riunioni: permettono di vedere se un campione contiene determinate
proteine e in che quantit. Gi dopo pochi minuti, Aquarius e le colleghe scoprono qualcosa che non dovrebbe esserci: negli studi, innumerevoli immagini si somigliano come gocce dacqua. Dovrebbero essere uniche, perch provengono da esperimenti diversi su
svariati organismi. E sono state pubblicate su rinomate riviste settoriali.

Aquarius, ricercatore nel Dipartimento di neurochirurgia, ricorda bene questo momento:  stato uno dei giorni pi strani della mia carriera. Siamo rimasti tutti a guardarci increduli, e ho pensato:  davvero grave.
Con la collega Kim Wever, Aquarius voleva scrivere una revisione sistematica di studi sugli animali, un progetto di routine sulla prevenzione dei danni cerebrali in seguito a ictus emorragici.
Ma presto si  trasformato nel progetto di ricerca finora pi importante della mia vita, racconta. Un progetto che pone domande scomode a gruppi di ricerca internazionali e grandi case editrici scientifiche: qui  stata fatta la bench minima ricerca?
Per due anni Wever e Aquarius hanno esaminato 608 studi
preclinici su topi, ratti e altri animali da laboratorio. Con un
software avanzato, ma anche a occhio nudo, hanno setacciato gli
studi per cercare indizi di manipolazione delle immagini.
Alla fine hanno trovato molto pi di quanto si aspettassero. Il
bilancio, pubblicato a fine ottobre 2025 sulla rivista specializzata
PLoS Biology,  devastante: in 243 delle 608 pubblicazioni esaminate, quindi circa nel 40 per cento, Aquarius e Wever si sono
imbattuti in immagini problematiche. Alcune erano state manipolate  per esempio copiando singoli ritagli, modificando il contrasto o spostando strisce  mentre altre erano state usate ripetutamente, talvolta in contesti del tutto diversi. Per esempio, la
stessa immagine in uno studio sembrava rappresentare un vaso
sanguigno del cervello umano e in un altro unarea cerebrale di
un topo.
Gi questo  preoccupante, commenta Aquarius, ma lo  ancora di pi il fatto che riviste settoriali rinomate come Brain Research, Stroke o Molecular Neurobiology abbiano pubblicato articoli palesemente errati nonostante il controllo di qualit interno e la peer review. E che, una volta informati dei problemi gli editori, sia successo ben poco: fino ad allora erano stati ritirati solo 19 articoli e altri 55 erano stati corretti.
 un fatto problematico perch la scienza funziona in modo
cumulativo: le conoscenze si basano luna sullaltra. Chi pubblica
dati falsi  non importa se per negligenza o in malafede  non solo mette a repentaglio il proprio studio, ma sabota tutto il processo cognitivo. La frode scientifica provoca perdite di tempo, denaro e fiducia. Toglie risorse a budget della ricerca gi scarsi. Frena
il progresso e linnovazione. Rallenta lo sviluppo di nuove terapie. E minaccia la fiducia nel sistema scientifico da parte della societ, della politica e della ricerca.
Quello di Aquarius e Wever non  un caso eccezionale.  il sintomo di un sistema che soffre sempre di pi: per la fame di profitto, il sovraccarico strutturale e la mancanza di incentivi a procedere efficacemente contro i comportamenti scorretti. Numerosi
studi, la quantit crescente di workshop e nuovi strumenti digitali per lassicurazione della qualit dimostrano che il problema  riconosciuto, ma ancora lontano da una soluzione.
Allora, come bisogna agire con un sistema che si considera in
grado di correggersi, ma  indebolito dai suoi stessi difetti? Che
ruolo svolge lintelligenza artificiale (IA), soprattutto in relazione
al principio FAIR, che punta a migliorare le possibilit di impiego dei dati scientifici per le persone e le macchine? E come si pu
trovare una via duscita dalla crisi di fiducia in cui la scienza sta
scivolando sempre pi?

...
Le frodi scientifiche sono antiche quanto la scienza stessa. Da
sempre negli studi le immagini sono manipolate e i dati truccati, ignorati o inventati per confermare ipotesi, richiedere finanziamenti o accelerare carriere. Mai prima dora, per, le tentazioni
sono state cos forti, le possibilit di falsificazione cos accessibili e i controlli cos scarsi.
Se crolla la fiducia nella letteratura scientifica, perdiamo una
delle ultime fonti affidabili di verit che abbiamo ancora come societ, avverte il britannico Matt Spick, ricercatore allUniversit
del Surrey, nel Regno Unito, che studia gli effetti dellintelligenza
artificiale sulla ricerca medica.
Il rischio di frode  particolarmente alto nella biomedicina
e nelle scienze dei materiali. Qui entrano in gioco forti interessi
economici, per esempio grazie a nuovi farmaci e terapie, oppure
ad applicazioni tecnologiche che possono essere finanziate dagli
Stati e messe in commercio in modo redditizio.
Gi nel 2016 lolandese Elisabeth Bik ha dimostrato che nel 4
per cento circa degli studi biomedici le immagini erano manipolate. Il problema sarebbe particolarmente grave nella ricerca sul
cancro: nel settembre 2025 uno studio della biologa molecolare
australiana Jennifer Byrne  arrivato alla conclusione che quasi
il 10 per cento delle ricerche oncologiche pubblicate tra il 1999 e
il 2024 presenta somiglianze con i prodotti delle cosiddette paper mill, cio con falsificazioni eseguite da agenzie di natura commerciale. Per alcune riviste specializzate la quota supera addirittura il 30 per cento.  anche per questo che Byrne e colleghe nel loro studio parlano di criminalit organizzata.
Grazie alle paper mill, le falsificazioni sono diventate un business fiorente, spiega Anna Abalkina, esperta di Europa orientale alla Libera Universit di Berlino, che ha studiato in modo dettagliato lindustria ombra della frode scientifica. Il principio 
semplice: come in una catena di montaggio, alcune agenzie commerciali vendono manoscritti finiti e la loro paternit. Alcuni contributi sono di scarsa qualit, molti altri sono inventati di sana pianta. Per diventare autori basta pagare, anche senza avere mai avuto a che fare con il contenuto. E oggi i cosiddetti review mill aggirano anche il processo di peer review, che dovrebbe essere il principale criterio di qualit delle pubblicazioni scientifiche.
Ci si pubblicizza attraverso gruppi nei programmi di messaggistica, siti web loschi o contatti personali. Il target comprende ricercatori e ricercatrici sia giovani, che hanno bisogno di pubblicazioni per la carriera, sia pi esperti. In base al prezzo pagato i clienti possono scegliere il tema del paper, la propria posizione nella lista degli autori, la data di pubblicazione e pure la banca dati dove sar elencata la rivista su cui comparir larticolo. Le tariffe
variano da poche centinaia ad alcune migliaia di euro per articolo.
Il fenomeno dei paper mill  stato discusso pubblicamente per
la prima volta nel 2013, ma si suppone che il problema abbia avuto
inizio prima. Nel gennaio 2025 Abalkina ha commentato, sulla rivista Nature: Almeno 400.000 articoli pubblicati tra il 2000 e
il 2022 hanno caratteristiche riconducibili a un paper mill. Come
termine di paragone, secondo la piattaforma RetractionWatch,
nello stesso periodo di tempo sono stati ufficialmente ritirati o
corretti solo 55.000 studi.
Le case editrici scientifiche sono a conoscenza del problema,
ma spesso ne sminuiscono le proporzioni.  quanto emerso da
molti colloqui ufficiosi e scambi di e-mail avvenuti nellambito
di questa ricerca tra Spektrum [ledizione tedesca di Scientific
American, che ha pubblicato la versione originale di questo articolo] e rappresentanti degli editori, per esempio durante conferenze svoltesi a Berlino e Halle an der Saale. Glie ditori ritengono
esagerati i numeri indicati dai ricercatori in merito alle dimensioni del problema.
La drammaticit della situazione  emersa nel 2023, quando
il settore  stato travolto da uno scandalo di paper mill di gravit
senza precedenti. La casa editrice scientifica statunitense Wiley
ha dovuto ritirare dal catalogo della sua societ controllata Hindawi oltre 8000 studi: pi della somma di quelli ritirati in un anno da tutti gli altri editori del mondo. Wiley aveva acquisito la londinese Hindawi, che pubblicava testi open access, nel gennaio 2021, per 298 milioni di dollari. A fine 2023 il marchio Hindawi  stato eliminato. Gli articoli di Hindawi ritirati finora sono oltre 15.000.
Sono numeri mai raggiunti prima dora e dimostrano quanto le
frodi siano penetrate in profondit nel sistema. Spesso si ignora
che esistono sostanzialmente due forme diverse di frode scientifica: quella su scala industriale attraverso i paper mill e quella individuale, in cui singoli ricercatori manipolano o falsificano i dati deliberatamente. Laffare Hindawi appartiene senza dubbio alla
prima categoria. Nonostante le sue proporzioni, tra i non addetti ai lavori  passato pressoch inosservato. Lattenzione dellopinione pubblica si concentra invece per lo pi su singoli casi clamorosi, mentre i difetti strutturali continuano a essere ignorati.
Uno di questi casi famosi  quello del microbiologo francese
Didier Raoult, che durante la pandemia di COVID-19 ha promosso la terapia con lidrossiclorochina, un farmaco antimalarico. Otto dei suoi studi clinici hanno violato gli standard etici internazionali e le leggi della Francia in campo biomedico. Nel 2024 lordine dei medici francesi gli ha sospeso labilitazione per due anni. Nel frattempo 24 suoi studi sono stati ritirati e altri 243 sono stati contrassegnati con la cosiddetta expression of concern, cio unavvertenza sul rischio di errori o manipolazioni.
Un altro caso  quello di Eliezer Masliah, esperto di Alzheimer
e Parkinson di fama internazionale, che per molti anni ha diretto il reparto di neuroscienze del National Institute on Aging degli Stati Uniti. Nel 2024 i National Institutes of Health (NIH) lhanno riconosciuto ufficialmente colpevole di frode scientifica. Tra
il 1997 e il 2023, in almeno 132 dei suoi circa 800 studi sono 
state scoperte immagini manipolate. Nel 2023 Marc Tessier-Lavigne, neuroscienziato e presidente della Stanford University, si
 dimesso in seguito alla scoperta di dati manipolati in almeno
quattro sue pubblicazioni. In Germania il primo grande scandalo
scientifico  scoppiato gi alla fine degli anni novanta. Friedhelm
Herrmann e Marion Brach, due oncologi, avevano falsificato i dati di 94 studi sui 347 presi in esame.
Tutti questi casi nascondono per unaltra verit: le piccole
falsificazioni quotidiane sono molto pi frequenti rispetto a un
grande scandalo. E riguardano tutte le discipline: dalla medicina
alleconomia, dal diritto allagraria, fino allingegneria.
Non  facile dire con precisione quanti studi siano effettivamente falsati o manipolati. Gran parte delle frodi passa inosservata, e quindi resta impunita. Ma una cosa  certa: il numero delle pubblicazioni  in crescita, e di conseguenza anche quello delle
falsificazioni. Grazie ai modelli linguistici basati sullintelligenza
artificiale (IA), infatti, oggi la produzione di studi fittizi  pi veloce, economica e convincente che mai.
Da quando si sono affermate queste tecnologie il numero delle pubblicazioni scientifiche  aumentato drasticamente. Sono
convinto che ormai quasi ogni paper mill usi lIA, afferma Matt
Spick, dellUniversit del Surrey. E aggiunge che i metodi diventano sempre pi subdoli: Oggi le falsificazioni si basano sempre
pi spesso su dati sanitari reali e accessibili pubblicamente. Cos
sembrano davvero credibili, anche se le analisi o gli esperimenti
descritti non sono mai avvenuti. In una ricerca di luglio 2025
Spick dimostra che per queste finalit sono sfruttate con particolare frequenza da cinque grandi banche dati: UK Biobank, FINNGen, Global Burden of Disease, FAER e NHANES. Nel 2021 circa
4000 studi si basavano su questi dati. Nel 2024 erano oltre 11.500.
La maggior parte dei contributi proviene dalla Cina e tanti articoli
si somigliano molto nella struttura, nello stile e nel titolo.
Il problema ormai emerge persino nelle scelte lessicali dei testi scientifici. Dmitry Kobak, esperto di dati allHertie Institute for
Artificial Intelligence in Brain Health di Tubinga, in Germania,
ha valutato gli abstract di 15,1 milioni di studi biomedici. Qui dal
2023 compaiono molto pi di frequente alcuni termini come delve, crucial o promising. Per Kobak  un segnale evidente: molti di
questi testi sono stati scritti con laiuto di modelli linguistici basati sullIA come ChatGPT, Claude o Gemini. Il vero rischio non 
che i ricercatori usino lIA  spiega  bens che nessuno sappia pi
che cosa  frutto di un pensiero autonomo.
Il ricercatore di Tubinga teme che, se i testi scientifici si uniformano a causa di formulazioni automatizzate, il dibattito scientifico possa appiattirsi. Gli studi sembrano sempre pi uguali, le
argomentazioni si ripetono: non per convinzione, bens per una
riproduzione statistica. Questi lavori generati dallIA finiscono
nei dati con cui saranno addestrati i modelli futuri. Cos si alimenta una spirale negativa in cui le macchine producono una presunta conoscenza, che non  mai stata verificata o messa in dubbio
ma  considerata verit. La pluralit della scienza, i dubbi e la vera
comprensione rischiano di perdersi per strada
.
A fronte di questi preoccupanti sviluppi sorge una domanda
fondamentale: chi controlla tutto? A parte i mezzi tecnici, infatti, mancano le persone che cerchino le frodi in modo sistematico e accurato.
Elisabeth Bik  tra le poche persone a farlo. In realt scopriamo solo gli imbroglioni stupidi, spiega la microbiologa olandese a margine di una conferenza a Stoccolma. Con i metodi attuali non riusciamo a trovare chi si impegna davvero.
AllAccademia reale delle scienze di Svezia si sono riuniti una
ventina di esperti di svariate discipline. Vogliono trovare soluzioni al sempre pi grave problema di integrit e frodi nella scienza.
Le conclusioni di questa conferenza sono state pubblicate il 5 novembre 2025 nella cosiddetta Stockholm Declaration.
Non sorprende che sia stata invitata anche Bik:  considerata unapripista nel suo settore e una tra le persone pi esperte al
mondo nella rilevazione di immagini manipolate nelle ricerche
scientifiche. Dal 2013  riuscita a identificare 9220 articoli problematici e commentarli sulla piattaforma PubPeer, un forum sul
controllo di qualit indipendente dopo la pubblicazione. Ne ha
segnalati pi di un terzo (3633) direttamente a case editrici e istituzioni. Tra questi ne sono stati ritirati ufficialmente 1569: un numero incredibile. Ma ci che mi fa arrabbiare di pi  che quasi il
40 per cento degli studi da me segnalati alle case editrici dieci anni fa non siano stati ancora toccati, spiega Bik.
Elsevier, la pi grande casa editrice scientifica al mondo, osserva che elaborare queste segnalazioni richiede tempo, soprattutto
a causa dei processi di verifica prescritti. Si agisce alla velocit permessa dalla complessit di un esame approfondito, aggiunge leditore: ogni caso  controllato scrupolosamente, bisogna interrogare autori e autrici, raccogliere dichiarazioni e valutarle.
Vari dei cosiddetti science sleuth (detective della scienza) con
cui ha parlato Spektrum contraddicono questa visione. Presumono che spesso le case editrici ritardino sistematicamente ad affrontare i casi di frode o temporeggino, anche per nasconderne le proporzioni il pi possibile allopinione pubblica.
Springer Nature respinge questa accusa e osserva che nel suo
portafoglio la percentuale di falsificazioni evidenti  estremamente bassa: nel 2024, sui oltre 482.000 articoli pubblicati solo
una minima parte ricade nella categoria delle frodi inequivocabili. Al tempo stesso, la casa editrice fa notare un aumento dellimpegno per lassicurazione della qualit: nel 2024 sono stati ritirati
2923 studi e nella prima met del 2025 altri 566. Inoltre ha investito in tecnologia 177 milioni di euro, molti dei quali in strumenti per
migliorare lintegrit della ricerca. Dal 2022 lIntegrity Team centrale  cresciuto fino a 55 addetti:  pi che triplicato.
Anche Elsevier dichiara che sta facendo di pi: ha ritirato oltre
1000 studi nel solo 2025 e ha investito circa 20 milioni di euro in
software per lintegrit, cos come in un Research Integrity Team
con un centinaio di collaboratori.
Entrambe le case editrici osservano per che lintegrit scientifica non  una responsabilit soltanto loro. Le cause del problema 
sono a livello sistemico. Scoraggiare chi si comporta in modo non
etico  pi difficile di quanto sembri, commenta Elsevier. E aggiunge che si possono riconoscere schemi di comportamento problematico e bloccare gli accessi, per le possibilit di agire in modo mirato contro singole persone o intere istituzioni sono limitate.
Ma perch la tentazione della frode scientifica  cos forte?
La risposta non  semplice. Come spesso capita, contribuiscono vari fattori: i disincentivi di un sistema sovraccarico, la pressione per fare carriera, soprattutto tra i giovani, lego e lambizione tra i ricercatori gi affermati e, stando a numerosi esperti ed
esperte con cui ha parlato Spektrum, la voglia di profitti delle
grandi case editrici commerciali.
Il sistema scientifico pretende sempre di pi, mentre le risorse diminuiscono. Richiede soprattutto risultati, che significa per
prima cosa pubblicazioni. Il principio alla base di tutto questo
aleggia sul settore come unantica maledizione: publish or perish.
Chi non pubblica scompare nellanonimato accademico. Chi pubblica tanto, meglio ancora se su riviste settoriali rinomate, ha migliori possibilit di ottenere posti di lavoro, fondi, riconoscimenti
e influenza. Soprattutto i ricercatori pi giovani sono sottoposti a
una pressione enorme.
Questa pressione ha fatto nascere un mercato commerciale,
spiega Abalkina. E per molti soggetti, da tempo ormai la priorit non sono pi le conoscenze, bens gli affari che si possono fare con la scienza.
Per figure gi affermate come Masliah o Raoult per largomentazione
publish or perish non vale: si sono assicurati gi da tempo fama, posizione e potere. Falsificano per lennesima volta i dati delle ricerche per la voglia di successo?  perch bramano il riconoscimento o vogliono presentarsi come geni?
 difficile dirlo con certezza. Infatti chi  scoperto a imbrogliare tace, oppure nega tutto. Ma ci sono eccezioni. Una  lolandese Diederik Stapel: prima sociologo di chiara fama, poi falsificatore condannato.
In una specie di confessione autobiografica spiega come inventava i dati alla sera tardi, mentre stava da solo al tavolo della
cucina o in ufficio: Ho fatto cose terribili, forse perfino ripugnanti. Ho falsificato dati delle ricerche e inventato studi inesistenti.
Lavoravo da solo, sapevo bene che cosa facevo. Aggiunge di non
avere provato niente: n disgusto, n vergogna, n pentimento.
Ho inventato intere scuole in cui avevo svolto la mia ricerca, insegnanti con cui avevo discusso gli esperimenti, lezioni che avevo
tenuto, corsi di sociologia cui avevo contribuito, regali che avevo
distribuito per ringraziare della partecipazione.
Quello di Stapel  probabilmente un caso estremo. Il suo comportamento per getta luce su un sistema in cui la qualit non solo si trova in secondo piano rispetto alla quantit, ma per di pi si misura in modo sbagliato.
Un esempio: il fattore di impatto. Questo parametro, forse il pi
noto nel settore scientifico, indica quante volte in media gli articoli di una rivista sono stati citati da altri ricercatori negli ultimi due anni. Pi alto  il numero, pi prestigiosa  la rivista. E pi
ambita  la pubblicazione.
Tuttavia non  detto che questo numero misuri la qualit, avverte Reese Richardson, metascienziato della Northwestern University di Evanston, in Illinois. Riviste specializzate, case editrici e autori possono applicare vari metodi per aumentare artificiosamente i fattori di impatto delle riviste. Inoltre questi fattori non dicono molto sulleffettiva qualit o credibilit dei contenuti pubblicati su una rivista.
Oltre alle riviste, anche scienziati e scienziate sono valutati
sempre pi spesso attraverso parametri. Uno dei pi importanti  lindice di Hirsch, o h-index. Dovrebbe misurare produttivit e influenza, ma si pu manipolare facilmente.
E quanto sia facile  stato dimostrato da Richardson nel 2024
con il gatto di sua nonna. Insieme con il ricercatore Nick Wise ha
creato un profilo falso per il gatto Larry  un presunto genio di
matematica e fisica  sul sito web ResearchGate. Poi hanno caricato 12 studi fittizi a nome di Larry, pi altri 12 che citavano le sue
ricerche. Due settimane dopo Google Scholar aveva riconosciuto
i meriti di Larry Richardson, apparentemente straordinari, assegnandogli sul suo profilo on line un h-index pari a 11, come quello
di alcuni scienziati di chiara fama.
Volevamo dimostrare quanto sia rovinato il nostro sistema,
spiega Richardson. Questa fame di parametri  uno dei motivi principali della crisi attuale. Quando le metriche non sono pi
uno strumento per misurare la qualit, ma diventano lobiettivo
stesso, il sistema  malato.
Quanto sia malato  stato dimostrato da Richardson nellagosto 2025 con
uno studio che ha riscosso molta attenzione in tutto il mondo. Qui ha dimostrato la presenza di reti in cui autori e autrici di studi scientifici contattavano in modo mirato i membri della redazione di alcune riviste, sapendo che nel controllo della qualit avrebbero chiuso entrambi gli occhi.
Dobbiamo pubblicare di meno e tornare a dare pi importanza alla qualit,  lappello di Mandy Hill, direttrice generale della Cambridge University Press, in un rapporto sul futuro delle pubblicazioni accademiche. In effetti il sistema della peer review, in cui il lavoro dei ricercatori  valutato dai loro stessi colleghi,  da tempo sovraccarico: non  stato concepito per una simile mole di articoli. Numerosi ricercatori raccontano a Spektrum di ricevere ogni
giorno varie richieste di valutazione. Gratis. Per il bene della comunit scientifica. E a vantaggio delle case editrici.
Balsz Aczl, metascienziato allUniversit Etvs Lornd di
Budapest, ha calcolato che ogni anno la revisione di articoli per le
case editrici scientifiche comporta oltre 100 milioni di ore di lavoro non pagate. Un regalo che vale alcuni miliardi di dollari.
Cos arriviamo alla terza risposta alla domanda perch si imbroglia tanto?.
Perch ne vale la pena, anche per le case editrici.
La frode scientifica  un problema non solo morale, ma anche economico. Gli editori scientifici commerciali  tra cui Springer Nature, di cui Spektrum der Wissenschaft faceva parte ad aprile 2026, quando  stato pubblicato larticolo originale  sono la categoria che pi approfitta del sistema attuale. Si trovano in tutti i suoi punti essenziali: nella produzione dei contenuti scientifici, nella relativa assicurazione di qualit e nella loro diffusione globale. E riescono a guadagnare da tutte e tre le fasi: ricevono gli articoli gratuitamente dai ricercatori, il cui lavoro per lo pi  finanziato con fondi pubblici. La revisione  eseguita da altri ricercatori, a loro volta non pagati. E laccesso agli articoli definitivi  pagato da biblioteche e istituzioni finanziate dagli Stati, spesso con contributi milionari. Perfino il tanto apprezzato modello
open access non elimina questi costi, si limita a spostarli. Gli autori, o le loro istituzioni, arrivano a pagare anche diverse migliaia di euro per ogni pubblicazione, per le cosiddette article processing charge.
Un modello di business perfetto, che ogni anno fa girare miliardi. Secondo unanalisi pubblicata allinizio di novembre del
2025, le quattro case editrici pi grandi  Elsevier, Springer Nature, Wiley e Taylor & Francis  nel 2024 hanno generato oltre
7,1 miliardi di dollari solo con le pubblicazioni delle riviste. Tra il
2019 e il 2024 i guadagni hanno superato i 12 miliardi di dollari. I
margini di guadagno arrivano fino al 38 per cento, pi di quelli di
Microsoft, Alphabet o Saudi Aramco, la pi grande compagnia petrolifera al mondo.
A fronte della crescente pressione, sono nate numerose iniziative trasversali a vari settori per riconoscere prima le frodi
scientifiche. Una  lSTM Integrity Hub, fondato a maggio 2022
da varie case editrici. Il suo obiettivo  verificare con sicurezza la
presenza di manipolazioni nei manoscritti presentati prima della
pubblicazione, in modo da rendere superfluo il lavoro dei detective scientifici volontari come Ren Aquarius, Elisabeth Bik, Anna Abalkina o Jennifer Byrne. La nostra missione  promuovere una ricerca degna di fiducia, e le paper mill, cos come altre minacce allintegrit della scienza, sono un ostacolo sulla strada verso questo obiettivo, spiega Joris van Rossum, direttore dellSTM Integrity Hub. Questa piattaforma dovrebbe rendere disponibili alla comunit scientifica dati, tecnologie e conoscenze, in modo che possa proteggersi meglio dalle falsificazioni.
Il tutto dovrebbe basarsi su strumenti di screening automatizzati, in grado di riconoscere per esempio un linguaggio e una
struttura tipici dei paper mill, oltre a immagini manipolate o ripetizioni. Secondo van Rossum, attualmente sono circa 1000 ogni
mese i manoscritti sospetti identificati e segnalati dai sistemi dellSTM Hub.
Ma  ancora presto per dire se il sistema di allerta precoce funzioner bene a lungo termine. Purtroppo finora si  visto che per
lIA generativa eseguire le falsificazioni delle ricerche  molto pi
facile che smascherarle, spiega van Rossum.  vero che lIA 
usata anche in alcuni strumenti dellSTM Hub, ma non ci sono indicazioni che sappia riconoscere da sola in modo affidabile le frodi scientifiche.
 uno dei motivi per cui lassociazione, insieme con il Committee on Publication Ethics (COPE), ha anche dato il via alliniziativa
United2Act, per collegare pi strettamente editori, societ professionali e istituzioni di ricerca. Serve il massimo impegno delle case editrici e degli altri soggetti nel settore scientifico, commenta Guillaume Cabanac, informatico allUniversit di Tolosa, 
che come Bik e Aquarius fa parte della comunit informale dei
detective scientifici. In passato, qualche volta Cabanac ha fatto
da consulente volontario per lSTM Integrity Hub.
Nel 2017 ha fondato su Slack il canale Collge Invisible, che
oggi collega circa 200 esponenti della comunit scientifica internazionale impegnati per lintegrit della ricerca. Molti di loro sono detective della scienza che insieme hanno scoperto pi frodi
di qualche editore specializzato. Inoltre Cabanac ha sviluppato il
Problematic Paper Screener (PPS), uno strumento on line gratuito che controlla in modo automatizzato le pubblicazioni scientifiche, cercando brani di testo insoliti, somiglianze strutturali con prodotti delle paper mill, possibili plagi e fonti sospette nelle bibliografie, per esempio studi ritirati o testi contrassegnati con lexpression of concern. Ogni settimana il PPS scansiona oltre 160 milioni di pubblicazioni. Il progetto  sostenuto dallUniversit di
Tolosa, dallInstitut universitaire de France e da Digital Science,
che offre dati gratuiti, ma non dalle case editrici. Tuttavia, lo strumento oggi  usato da vari grandi editori, tra cui Elsevier, Springer Nature, Wiley e Sage.
Per Cabanac il fatto che, nonostante labbondanza di soluzioni tecnologiche e investimenti milionari nella prevenzione e nel
riconoscimento delle frodi, vengano pubblicati ancora cos tanti
studi problematici  incomprensibile. Gli strumenti per una lotta alle frodi scientifiche efficace e su vasta scala ci sono, eppure
non sono usati in modo sistematico. Non manca la tecnologia, ma
la volont. 
La scienza vive grazie al dubbio. Ma sopravvive solo grazie alla 
fiducia. E oggi questa fiducia  sistematicamente minacciata. Nella lotta alla frode scientifica non si tratta di affrontare singole persone, bens la struttura.  proprio questo a rendere cos difficili
i cambiamenti necessari. Dal punto di vista economico il sistema funziona, commenta Ren Aquarius. Le case editrici guadagnano, le universit salgono nelle classifiche e i ricercatori costruiscono la carriera in base al numero di pubblicazioni. Ma se si
guardano solo i numeri, invece della scienza stessa, diventa quasi impossibile distinguere gli studi ben fatti da quelli problematici. Sulla carta sembrano uguali.
Il vero problema  continua Aquarius  non  una questione
tecnica o morale, bens una concezione distorta dei risultati: I
parametri sono diventati fini a s stessi. Questo non corrisponde
alla realt del lavoro scientifico. Alcuni esperimenti durano mesi
o anni. Non possiamo aspettarci che chi esegue ricerche ne pubblichi diverse ogni anno, per di pi con unaltissima qualit. Tutto il sistema accademico si basa su questa illusione. La situazione
deve cambiare.
Cambiare  possibile. Ma ci vogliono coraggio e probabilmente
alcune misure radicali. Soprattutto da parte di chi finanzia il sistema attuale e ne approfitta di pi. Perch se il profitto resta pi importante della conoscenza non  in gioco solo la scienza, ma anche la nostra fiducia nella verit stessa.


Il rischio di frode  particolarmente alto nelle pubblicazioni in biomedicina e in scienze dei materiali. In questi settori entrano in gioco forti interessi economici, per esempio grazie a nuovi farmaci e terapie o ad applicazioni tecnologiche che possono essere messe in commercio in modo redditizio.