Una rete sottile lega Palazzolo, le catacombe romane, l'Albania e l'Universit del Salento.
A tesserne i fili sono i passi di un umile francescano vissuto nel XVI secolo, padre Bonaventura Relli da Palazzolo Vercellese, figura di spicco nel contrasto alle spinte che allontanavano i fedeli dalla Chiesa di Roma.
Ad approfondire le vicende di questo instancabile francescano  il saggio "Liberatrix fidelium", firmato da Donato Martucci, docente all'Universit del Salento e all'Accademia di Belle Arti di Lecce, specializzato in studi e ricerche sull'Albania.
Il volume viene presentato luned 7 settembre alle 17,30, nella chiesa parrocchiale di Palazzolo.
Attraverso fonti inedite o poco note, l'autore ricostruisce la vita, il pensiero e l'opera artistica del frate, che aveva il dono della pittura miracolosa, e realizzava a china piccoli stendardi e teli da distribuire a malati, poveri e bisognosi.
Le sue opere contenevano un'effigie di Maria Liberatrix fidelium, appellativo con cui il frate invocava la Madonna.
Oggi sconosciuto ai pi, padre Bonaventura Relli ebbe ottimi rapporti con Papi e sovrani: fu attivo nelle valli di Lucerna, contrastando la chiesa Valdese, e in Albania, dove fronteggi l'avanzata musulmana.
Fu promotore della costruzione di chiese, scuole, conventi e favor la circolazione di molte reliquie, tra cui quelle di San Caio e Santa Faustina, patroni di Palazzolo, giunte in paese quattrocento anni fa dalle catacombe romane di San Callisto.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
