Fulvia Caprara.
Venezia.
Se la domanda  che cosa  un divo, bisogna dire che ieri sera, sul palcoscenico dell'83esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, le risposte, grazie all'idea vincente di consegnare il Leone alla carriera a George Clooney, nel giorno dell'inaugurazione, sono state veramente tante.
Le ha date lui stesso, iniziando dalla mattina, quando ha risposto ad ogni possibile sollecitazione davanti alla platea dei giornalisti del mondo, e finendo in serata, con un discorso di ringraziamento denso, conciso, pieno di ironia: "Nessuno ride in una lingua diversa  dice Clooney con il trofeo tra le mani . Nessuno piange in una lingua diversa.
I genitori si preoccupano allo stesso modo.
I bambini sognano allo stesso modo.
L'amore appare straordinariamente simile in ogni lingua, il che rende difficile credere che siamo cos diversi come ci viene costantemente ripetuto.
Stiamo vivendo un momento in cui chi detiene il potere ci dice di temerci l'un l'altro, ma noi sappiamo bene che non  cos. Giusto? E questo perch la storia ci insegna qualcosa.
Le prime persone che gli autoritari cercano di mettere a tacere non sono i politici.
Sono i giornalisti che fanno domande.
Sono gli artisti che rifiutano le risposte semplici.
Sono i registi, gli scrittori, gli attori e i musicisti che insistono sul fatto che qualcuno che non hai mai incontrato potrebbe semplicemente meritare la tua empatia".
In platea, dopo il red carpet infinito, dopo l'ovazione, dopo il filmato con il montaggio dei film interpretati, dopo le espressioni buffe del premiato, la signora Clooney o, meglio, l'avvocata anglo-libanese Amal Alamuddin, sorride e incoraggia il marito con sguardi dolci e divertiti: "Le storie  continua il regista e attore  sono sempre pericolose per chi specula sulla paura.
Chi ha paura dei libri, della musica e delle storie non  mai l'eroe della storia.
Quindi s, i film non fermano le guerre.
Non riducono l'inflazione.
Non risolvono le elezioni, ma fanno qualcosa di straordinario.
Ci ricordano che uno sconosciuto non  mai davvero uno sconosciuto, e che potrebbe essere proprio l'eroe della storia di qualcun altro". Il cinema  il luogo della salvezza: "E se riusciamo ancora a sederci insieme al buio e a preoccuparci per persone che non abbiamo mai incontrato, allora penso che ce la caveremo.
Ecco perch questo festival  importante.
E' uno dei pochi luoghi rimasti in cui persone provenienti da ogni Paese si siedono nella stessa sala e trascorrono due ore guardando il mondo attraverso gli occhi di qualcun altro".
Gli applausi scrosciano, c' chi commenta.
Quello di Clooney, da sempre sincero democratico, sembra quasi un discorso presidenziale, se si candidasse alla Casa Bianca, come si vocifera ormai da anni, le possibilit di vittoria ci sarebbero eccome, lo dimostra anche l'afflato di speranza, l'idea di un nuovo equilibrio di vita, che caratterizzano le dichiarazioni della conferenza stampa: "Sono sempre molto ottimista  dichiara il divo parlando di attualit . Siamo in una situazione poco fortunata, ma credo che la supereremo.
Viviamo in una cacocrazia, ovvero in quella situazione che si crea quando il Paese  guidato dalle persone meno capaci, per cui la crudelt fa parte del divertimento.
Non c' pi il senso della decenza.
Se va tutto bene, torneremo presto a una situazione di maggiore normalit".
Nel futuro ci sono nuovi progetti: "Non far pi film da regista.
Ho vissuto grandi esperienze da regista, sono stato nominato all'Oscar, ma ho avuto anche delle critiche.
Succede quando si raccontano storie.
Alcuni le hanno amate, altri le hanno odiate.
Funziona cos. Ho due bambini di nove anni e non sar pi un regista perch voglio passare del tempo con loro.
Quando recito mi assento per tre mesi, posso andare e venire, il lavoro da regista richiede almeno un anno e non posso pi permetterlo... Sono felice di essere tornato a fare l'attore.
Quando ero nel pieno della carriera giravo tre film all'anno, oggi ho altre priorit".
L'opera di Danny Boyle Ink, proiettata alla fine della cerimonia guidata da Greta Scarano e Nicolas Maupas con intermezzo musicale di Tutti Fenomeni e con chiusura affidata alla presidente di giuria Maggie Gyllenhaal, suscita commenti sul mondo dell'informazione: "Oggi  osserva Clooney  gli uomini pi ricchi del mondo posseggono le fonti di informazioni principali, il Washington Post, Twitter. E' preoccupante.
Io e mia moglie siamo figli di giornalisti, uno degli obiettivi della nostra fondazione  tirare fuori di prigione i giornalisti che si sono espressi contro i regimi.
E' un mestiere importante, sono sicuro che l'informazione trover un modo per liberarsi".
Prima di ogni cosa, per, anche della politica, del lavoro, dell'amore per la moglie e per Venezia, c' il valore dell'amicizia, l'aspetto della personalit di Clooney cui Laura Dern ha scelto di dedicare il cuore della sua laudatio: "Quando sei suo amico  spiega l'attrice  George ti accompagna come se fossi parte della sua famiglia in questo viaggio che  la vita.
Chiunque abbia lavorato con George o abbia avuto la fortuna di godere della sua amicizia sa bene di cosa sto parlando, ed  per questo che ho voluto che anche altre persone potessero rendergli omaggio stasera". Scorrono elogi di Steven Soderbergh, di Alexander Payne, di Noah Baumbach, di Brad Pitt: "Se mi  consentito osare  aggiunge Dern  visto che George ha ancora tanta arte, tante storie e tanta verit da regalarci, vorrei proporre che stasera gli venga conferito il Leone d'Oro di met percorso, e che torniamo tutti qui, tra vent'anni, per vedere George ricevere il premio alla carriera... due volte!". -.
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George Clooney.
L'Ai diventer.
parte importante.
di questo settore.
ma ci dannegger<br/>in molti modi.
Non vorrei finire.
in una pubblicit.
di assorbenti vent'anni dopo.
la mia morte.
l'evento.
Pochette rossa a disegni verdi nel taschino: il ministro della Cultura Giuli sul red carpet ha voluto cos rendere omaggio (in modo discreto) alla Palestina.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
