caterina stamin.
"Anche stavolta  andata bene" dice con orgoglio Maria Ferraro, 86 anni, pensionata di Mappano.
Ormai da tutti conosciuta come la "nonna investigatrice", marted ha sventato un altro furto, il terzo.
L'hanno chiamata con una nuova scusa, chiedendole di consegnare i gioielli e i contanti che aveva in casa.
Ma lei, ancora una volta, non c' cascata.
Anzi, ha allertato i carabinieri che, nascosti nella camera da letto dell'anziana, hanno atteso che il truffatore entrasse in casa per arrestarlo. "Finora li ho fatti prendere tutti - sottolinea - Paura? Mai avuta.
Penso solo alle tante persone che ci cascano, agli anziani che per truffe del genere sono morti di crepacuore.
Non voglio diventare una celebrit, cerco solo di aiutare e far passare un messaggio: non bisogna fidarsi di persone che chiamano a nome di figli e nipoti".
Un pomeriggio di maggio scorso le avevano telefonato per dirle che suo figlio era ricoverato alle "Molinelle". "Avevano anche sbagliato il nome dell'ospedale" ricorda Maria, che aveva subito capito che si trattava di una truffa anche perch non ha figli maschi. "Mi avevano detto che aveva forti dolori allo stomaco e me lo avevano anche passato: piangeva mentre mi spiegava che gli avevano trovato un tumore e che servivano 120 mila euro per un farmaco.
Mi chiedeva i gioielli come deposito". Quel giorno l'anziana aveva finto di cascare nella trappola, per tenderne una lei: "Ero scoppiata a piangere, mentre il medico cercava di tranquillizzarmi: "Vedr che lo salviamo"". Nel frattempo, da "nonna investigatrice" qual , aveva chiamato le forze dell'ordine.
Su indicazione dei carabinieri della sezione operativa di Venaria e della stazione di Leini, aveva intrattenuto i truffatori al telefono per oltre due ore: "Avevo finto di cercare medaglie, collane, orologi d'oro". Fino a quando non aveva fissato l'appuntamento con la donna incaricata di recuperare i preziosi: "Le avevo dato il sacchetto davanti alla porta". E l erano sbucati i militari, che avevano arrestato la truffatrice.
La pensionata aveva gi sventato una truffa a febbraio 2024, due giorni dopo un incontro tenuto all'Unitre dal comandante della stazione di Leini, il maresciallo Mauro Esposito.
Quella volta un tedesco di 18 anni si era presentato nell'appartamento di Mappano per ritirare il bottino.
Ma anche lui era finito in manette.
Marted l'ultima, con la stessa metodologia. "Mi hanno chiamata all'ora di pranzo - spiega l'anziana - dicendomi che mia figlia aveva avuto un incidente: con la sua macchina aveva investito un ragazzo, che era ricoverato in ospedale". La richiesta? "Volevano i gioielli in oro e contanti per le spese legali, cos che si sarebbero messi d'accordo con la famiglia del ragazzo e mia figlia non sarebbe finita in carcere". Le hanno chiesto l'elenco dei preziosi che aveva. "Mi sono inventata tutto" dice Maria che, gi insospettita dalla chiamata, non ha avuto dubbi dell'inganno quando hanno sbagliato il nome di sua figlia.
A quel punto, va avanti, "ho chiamato la mia vera figlia, che si  precipitata da me e insieme abbiamo allertato le forze dell'ordine". Ancora una volta, seguendo i consigli dei carabinieri della centrale operativa di Venaria, l'anziana ha finto di "abboccare" al raggiro e concordato un appuntamento con i truffatori. "Quando  entrato un ragazzo a ritirare la merce, l'ho portato in cucina dicendogli che la borsa era sul tavolo.
A quel punto, sono usciti due militari dalla mia camera". In manette  finito un ventenne, torinese incensurato, ora ai domiciliari.
Sotto casa c'erano altri quattro presunti suoi complici, due ventenni e due minori, tutti denunciati.
A seguito di accertamenti, per uno dei minorenni  stato disposto l'accompagnamento a casa. -.
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Maria Ferraro al telefono con i truffatori, aiutata dai carabinieri costantino sergi.
la storia
